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SpecieNodi
Lutiano gibbo
Foto: Piscary

Lutiano gibbo

Lutjanus gibbus · Lutjanidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Medio
  • Taglia

    45–57 cm

  • Peso

    1,3–2,8 kg

  • Longevità

    24 anni

  • Profondità

    1–150 m

Dove pescarlo

  • Scogliera

Icone degli ambienti: Flaticon

Il lutiano gobbo deve il suo nome alla caratteristica protuberanza nucale che sviluppano gli adulti, tratto unico tra i lutjanidi. Il corpo tozzo rosa-arancio e la coda leggermente forcuta sono tipici delle specie da scogliera tropicale di Asia, Africa e Oceania.

Calendario

Segnalata in 31 Paesi

Australia · Figi · Filippine · Giappone · Guam · India · Indonesia · Isole Marianne Settentrionali · Isole Marshall · Isole Salomone · Kenya · Kiribati · Maldive · Mayotte · Micronesia · Mozambico · Nuova Caledonia · Palau · Papua Nuova Guinea · Polinesia Francese · Samoa · Samoa Americane · Seychelles · Stati Uniti · Sudafrica · Taiwan · Terre Australi Francesi · Tonga · Tuvalu · Vanuatu · Wallis e Futuna

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Riconoscerlo

La caudale decide subito: è nettamente forcuta, ma i due lobi sono arrotondati in punta. La combinazione è rara, e in immersione basta là dove il colore inganna.

Poi le pinne. Il fondo del corpo va dal rosso al grigiastro secondo l’umore e la luce, ma le pinne restano bruno scuro o nerastre, orlate da un sottile filetto bianco sulle parti molli della dorsale, dell’anale e della caudale. Una tinta arancione segna la parte bassa dell’opercolo e l’incavo dell’ascella pettorale. Le pettorali, invece, sono rosse.

Il giovanile porta alla base della caudale una grossa macchia nera rotonda, che in seguito si cancella.

La gobba annunciata dal nome si misura: l’altezza del corpo sta da 2,2 a 2,5 volte nella lunghezza standard. È il profilo più alto del genere in quest’areale, ma di poco. La tacca e il bottone del preopercolo sono ben sviluppati, la placca vomerina forma una mezzaluna senza prolungamento mediano.

Una cifra a parte, perché annuncia il regime: da venticinque a trenta branchiospine sul primo arco, rudimenti compresi. È molto per un lutianide, e dice un pesce che filtra e trattiene prede più piccole di quanto faccia un piscivoro puro.

La riproduzione

Al largo dell’Africa orientale la deposizione si concentra in primavera e in estate.

Il fatto notevole sta altrove, nel calendario individuale. La prima maturità si raggiunge verso i ventun centimetri e mezzo. La specie si riproduce dunque a poco più di un terzo della sua lunghezza possibile — il rapporto più precoce del genere — e può poi vivere ventiquattro anni.

L’acqua che gli serve

I subadulti formano banchi molto grandi che di giorno restano immobili, o derivano lentamente lungo i versanti. Anche gli adulti si radunano, talvolta in gran numero, e pure quei gruppi di giorno sono stazionari.

È il tratto che organizza tutto il resto. Un banco di questa specie non è una massa in movimento da intercettare: è un punto fisso sulla scogliera, presente nello stesso posto da un giorno all’altro, che si disperde solo con il favore della notte.

I giovanili vivono a parte, nelle praterie e sui fondi misti di sabbia e corallo delle scogliere riparate poco profonde. I grandi individui, al contrario, costeggiano i versanti costieri a media profondità. Il pesce è bentopelagico: sta sopra il fondo senza esservi posato.

Zone

  • Lagune coralline
  • Passaggi della barriera
  • Versanti esterni delle barriere
  • Zone di corallo ramificato

Tecniche

  • Pesca alla palamitara leggera
  • Pesca con artificiale morbido sottile
  • Pesca con esca naturale
  • Pesca in deriva sulla barriera

Esche

  • Gamberetti vivi
  • Pesciolini vivi
  • Vermi marini
  • Calamaro a strisce
  • Granchi

Di cosa si nutre

Il menù è il più largo del genere. Pesci per primi, poi gamberetti, granchi, aragoste, canocchie, cefalopodi, e soprattutto echinodermi — ricci e ofiure compresi.

Queste ultime due voci meritano di essere rilevate. Le ofiure sono prede che la maggior parte dei predatori di scogliera lascia da parte, e la loro presenza regolare nel menù spiega l’alto numero di branchiospine. Un pesce che mangia stelle serpentine e ricci sfrutta una risorsa che i suoi concorrenti diretti non toccano.

Come pescarlo

Il banco non fugge, resta. Una deriva discreta sopra un gruppo individuato vale dunque più di un avvicinamento a motore, e una postazione che ha reso una volta renderà ancora, visto che il raggruppamento si riforma nello stesso punto.

Quell’immobilità diurna spiega anche gli attrezzi impiegati: lenza a mano, nassa e rete da posta. La nassa, in particolare, lavora su un gruppo che non cambia posto.

La specie resta piccola — quarantacinque centimetri per un pesce corrente — il che autorizza un’attrezzatura leggera e anzi la rende preferibile: su un pesce di questa taglia un montaggio pesante manca le abboccate.

La specie provoca talvolta intossicazioni da ciguatera, soprattutto attorno alle isole del Pacifico. Il rischio dipende dal luogo di cattura e ci si informa sul posto.

Conservazione

La vulnerabilità di questa specie non ha nulla di stagionale. Ciò che la concentra non è un appuntamento riproduttivo a data nota, ma il suo modo di vivere ordinario: gruppi densi, immobili, nello stesso punto, tutto l’anno. Un raggruppamento che si può lavorare dodici mesi su dodici non lascia alla popolazione che lo forma nessuna finestra di tregua.

In senso contrario la biologia gioca a suo favore, e va detto anche questo. Una maturità verso i ventun centimetri e mezzo, contro una taglia corrente di quarantacinque, significa che l’immensa maggioranza dei pesci catturati si è già riprodotta. È il rovescio della situazione abituale nei grandi lutianidi, dove la pesca lavora su pesci troppo giovani per aver deposto.

Il punto debole è dunque la prevedibilità della postazione, non l’età delle catture. Una gestione che proteggesse delle taglie non cambierebbe nulla; una gestione spaziale sì.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di chiusura, quote di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Vivaneau bossu in francese, e la gobba torna in tutte e sei le lingue del catalogo: humpback red snapper, pargo jorobado, Buckel-Schnapper, vermelho-corcunda, e in italiano lutiano gibbo.

La scelta è discutibile. Lo scarto di altezza con gli altri lutiani del suo areale si conta in decimi di rapporto, nell’acqua non salta agli occhi, e un pescatore che cerchi una gobba cercherà a lungo. Le pinne nere dal filetto bianco, invece, si vedono da lontano e non hanno dato il nome a nulla.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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