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SpecieNodi
Lutiano nero
Foto: Piscary

Lutiano nero

Apsilus dentatus · Lutjanidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Medio
  • Taglia

    40–65 cm

  • Peso

    0,8–3,2 kg

  • Profondità

    40–300 m

Dove pescarlo

  • Scogliera
  • Costa rocciosa
  • Alto mare

Icone degli ambienti: Flaticon

Il lutiano nero è un lutjanide slanciato dai fianchi grigio ardesia a blu-nero, con una pinna caudale profondamente biforcuta che gli conferisce velocità e agilità. Frequenta acque profonde e pareti rocciose nei Caraibi e nell'Atlantico tropicale occidentale.

Calendario

Segnalata in 11 Paesi

Bahamas · Belize · Colombia · Cuba · Giamaica · Guadalupa · Isole Cayman · Martinica · Messico · Portorico · Venezuela

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

L’Atlantico centro-occidentale, nella fascia tropicale compresa tra il ventinovesimo e l’ottavo parallelo nord: Antille, Keys della Florida, ovest del golfo del Messico, ovest del Mar dei Caraibi al largo del Belize.

La scheda aggiunge una riserva che conviene riferire anziché tacere: la specie è probabilmente distribuita nei Caraibi più ampiamente di quanto mostrino le segnalazioni pubblicate. È la lacuna di copertura che ci si aspetta per un pesce il cui ambiente comincia dove finisce l’immersione e dove la pesca si fa rara, non l’indizio di un areale davvero frammentato.

Riconoscerlo

I denti anteriori della mascella superiore sono allargati, a forma di canini. È il carattere che l’epiteto registra, ed è da lì che si comincia su un pesce tenuto in mano.

Il muso è corto e appuntito, lo spazio interorbitale convesso. Le pettorali sono lunghe: arrivano all’altezza dell’ano. Le basi della dorsale e dell’anale sono nude, prive di scaglie, e le file di scaglie del dorso seguono parallele la linea laterale.

Il colore dipende dall’età, e lo scarto è forte. Il dorso e la parte alta dei fianchi di un adulto sono viola o bruno scuro, e schiariscono verso il ventre; i giovani, invece, sono essenzialmente blu. Due pesci di taglia diversa non si somigliano, ed è una fonte d’errore ordinaria su questa specie.

La sagoma è slanciata, fusiforme, a sezione ovale, e la caudale è profondamente biforcuta. Dieci spine dorsali, nove o dieci raggi molli, tre spine anali e otto raggi.

L’acqua che gli serve

Gli adulti occupano soprattutto i fondali rocciosi, e la profondità abituale è il dato principale: da centoventi a centottanta metri. La forbice completa va da quaranta a trecento, ma il grosso si gioca in quella fascia di sessanta metri.

I giovani stanno altrove. La scheda li segnala a volte vicino alla superficie, il che scava tra le classi d’età un divario verticale di oltre cento metri. Il cambio di colore e il cambio di profondità vanno dunque insieme: il pesce blu della superficie e il pesce viola della parete sono lo stesso animale a due età.

Zone

  • Pareti del reef profondo
  • Versanti oceanici esterni
  • Fondali rocciosi al largo
  • Teste di canyon sottomarini

Tecniche

  • Pesca alla palamitara profonda
  • Pesca con vivo di grande fondo
  • Jigging profondo
  • Pesca in deriva su parete

Esche

  • Pesci vivi di fondo
  • Calamaro intero
  • Gamberetti di grande fondo
  • Polpo a pezzi
  • Sgombri a pezzi

Di cosa si nutre

Si nutre di pesci e di organismi bentonici, cefalopodi e tunicati compresi.

L’elenco è più ampio di quanto lasci credere una dentatura da predatore. Un pesce dotato di canini anteriori che mette dei tunicati nel proprio menu non si limita all’inseguimento; preleva sul fondo quel che gli si presenta, cosa coerente con adulti stanziati sulla roccia più che in ronda nella colonna d’acqua.

Come pescarlo

Tutto si decide all’ecoscandaglio, sulle pareti rocciose, nella fascia dai centoventi ai centottanta metri. La tecnica è quella del grande fondo, e la difficoltà non è far abboccare ma trovare il rilievo.

Il punto che cambia qualcosa sta altrove. La taglia di prima maturità e la lunghezza corrente coincidono esattamente: quaranta centimetri l’una e l’altra. Detto altrimenti, il pesce che si recupera di solito è quello appena entrato in riproduzione. Qui non c’è margine tra il calibro abituale e la soglia di maturità: ogni cattura media è presa nell’istante preciso in cui l’individuo comincia a contare per la popolazione.

Questo dà peso alla questione del rilascio, che non si risolve al momento di slamare. Un pesce riportato da centocinquanta metri arriva con gli organi compressi dall’espansione dei gas, e restituirlo alla superficie non lo salva; solo un peso di ridiscesa gli dà una possibilità. La decisione utile si prende dunque prima, scegliendo la profondità a cui si pesca e il numero di pesci che si intende tenere.

Le carni sono di buona qualità e la specie si vende fresca e congelata, in quantità modeste: la pesca è classificata come commerciale minore.

Conservazione

Nella scheda compare una nota sanitaria: sono stati riferiti casi di intossicazione da ciguatera. Sorprende su un pesce i cui adulti vivono a centocinquanta metri, lontano dalla piattaforma corallina dove la tossina si insedia, e si spiega probabilmente con lo stadio giovanile trascorso più in alto e con le prede raccolte sulla roccia. Il rischio segue il settore di cattura, mai la specie da sola, e la domanda si pone al porto di sbarco.

Il punto gestionale, invece, è quello del paragrafo precedente. Una pesca il cui calibro ordinario cade esattamente sulla taglia di prima maturità lavora senza margine: ogni individuo prelevato lo è prima di aver contribuito più di una stagione, nella migliore delle ipotesi. La valutazione di riferimento risale peraltro al 2009, e la scheda stessa ammette di non conoscere l’estensione reale dell’areale: due ragioni per tenere per provvisorio quanto si sa della specie.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di chiusura, quote di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

In francese vivaneau noir, e le sei lingue del catalogo dicono tutte la stessa cosa: nero in inglese, in spagnolo, in tedesco, in italiano e in portoghese.

Nessuna descrive quel che dice la diagnosi. Il dorso pubblicato è viola o bruno scuro, e i giovani sono blu: il nero è l’impressione che dà un adulto fuori dall’acqua, non un colore rilevato da un descrittore. È un caso in cui la convergenza di sei nomi registra un ricordo di coperta di barca più che un carattere.

L’epiteto dentatus rimanda ai canini anteriori della mascella superiore, ed è l’unico elemento del nome che riprenda un punto della descrizione.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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