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Persico marino di Waigeo
Foto: Piscary

Persico marino di Waigeo

Psammoperca waigiensis · Latidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Medio
  • Taglia

    25–47 cm

  • Peso

    0,2 kg

  • Profondità

    3–12 m

Dove pescarlo

  • Estuario
  • Scogliera

Icone degli ambienti: Flaticon

Il persico marino di Waigeo è un predatore marino costiero della famiglia Latidae, presente nelle acque marine e salmastre delle coste indo-pacifiche, dall'Indonesia all'Australia. Si riconosce per il corpo robusto, leggermente compresso lateralmente, le grandi scaglie ctenoidi e la livrea bruno-olivastra con riflessi argentati sul ventre.

Calendario

Segnalata in 5 Paesi

Australia · Filippine · Giappone · Indonesia · Singapore

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Riconoscerlo

La diagnosi pubblicata non confronta questa specie con il barramundi, con cui condivide la famiglia, ma con Psammoperca datnioides — e lo fa su un elenco di caratteri di cui parecchi non si osservano a occhio nudo.

Quello che resta utilizzabile in mano: la livrea bruno scura, spesso dorata sull’animale vivo, e le squame perforate della linea laterale bordate di giallo, tinta che gli esemplari conservati mantengono. Il mascellare, a bocca chiusa, si ferma un poco prima del bordo posteriore dell’occhio. La linea laterale conta da quarantasei a quarantotto squame perforate.

Il resto dell’elenco dice soprattutto ciò che la determinazione richiede: squame minuscole sulla parte superiore e posteriore del mascellare, invisibili a occhio nudo e individuabili con la lente binoculare, e un rapporto tra le ultime due spine dorsali compreso tra 1,5 e 1,7. Non è una chiave da riva.

L’acqua che gli serve

La specie occupa le acque costiere poco profonde, le scogliere e le praterie sommerse, e entra in acqua salmastra.

È associata ai fondali ingombri e alla copertura: è un pesce di struttura, appostato più che nuotatore.

Zone

  • Reef corallini costieri
  • Mangrovie ed estuari
  • Fondali sabbiosi litorali
  • Strutture sommerse portuali

Tecniche

  • Lancio e recupero con esca nuotatrice
  • Pesca con vivo in zona costiera
  • Jigging leggero
  • Pesca al traino costiero

Esche e artificiali

  • Piccoli pesci vivi
  • Gamberi
  • Esche nuotatrici
  • Esche morbide
  • Esche metalliche

Di cosa si nutre

Si nutre di piccoli pesci e crostacei.

Il suo occhio grande e la bocca ampia sono quelli di un predatore d’agguato in scarsa luce, e spiegano la sua attività al crepuscolo e di notte.

Come pescarlo

I fondali ingombri e le praterie sommerse costiere sono le postazioni, e la scarsa luce — alba, crepuscolo, notte — è la finestra.

La sua taglia modesta rispetto al barramundi richiede un’attrezzatura più leggera, ma la stessa logica di pesca: presentare un’esca artificiale o un vivo a contatto con la copertura, su un pesce appostato.

Conservazione

Una specie costiera di scogliere e praterie sommerse dipende da ambienti litoranei che l’urbanizzazione, il dragaggio e la torbidità degradano. È la pressione principale, ed è indipendente da qualsiasi pesca.

La sua frequente confusione con il barramundi, ben più grande e ben più monitorato, complica peraltro la sua valutazione: le catture delle due specie si mescolano nelle statistiche come nei secchi.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Perche de Waigieu in francese, dal nome dell’isola indonesiana del tipo; si legge anche perche de sable. Waigeo seaperch o sand bass in inglese, barramundi in alcuni usi locali — denominazione fuorviante che la assimila al suo grande parente. L’epiteto rimanda a Waigeo, isola indonesiana dove la specie è stata descritta.

Fonti: api.gbif.org

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