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SpecieNodi
Persico trota boccapiccola
Foto: Piscary

Persico trota boccapiccola

Micropterus dolomieu · Centrarchidae

  • Acqua dolce
  • Predatori
  • Difficile
  • Taglia

    25–69 cm

  • Peso

    0,2–5,4 kg

  • Longevità

    26 anni

  • Temp. acqua

    9–30 °C

  • Profondità

    1–7 m

Dove pescarlo

  • Lago
  • Fiume

Icone degli ambienti: Flaticon

Più combattivo del boccagrande - Predilige acque più fresche e con corrente

Calendario

Segnalata in 6 Paesi

Canada · Francia · Giappone · Messico · Stati Uniti · Sudafrica

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

La specie è nativa del sistema San Lorenzo–Grandi Laghi, della baia di Hudson attraverso il Red River, e del bacino del Mississippi, dal Québec meridionale al Dakota del Nord e verso sud fino all’Alabama settentrionale e all’Oklahoma orientale.

È stata introdotta in molti paesi come pesce sportivo, e parecchi segnalano un impatto ecologico sfavorevole.

La sua forbice termica — da nove a trenta gradi — è più fredda di quella del cugino, il che spiega perché occupi la parte settentrionale dell’areale del genere e si sia stabilita in acque dove il persico trota stenta.

Riconoscerlo

Il nome della specie dice il criterio: la bocca, aperta, non oltrepassa all’indietro la verticale dell’occhio. Nel persico trota la oltrepassa nettamente, ed è l’unico punto da verificare quando i due convivono.

Il corpo è fusiforme, più slanciato e più tondo in sezione di quello del cugino. La dorsale porta da nove a undici spine e da tredici a quindici raggi molli, l’anale da dieci a undici spine. Da trentuno a trentadue vertebre.

La livrea va dal bronzo al verde oliva, spesso attraversata in verticale da segni scuri — barre e non una banda longitudinale, altra differenza netta con il persico trota.

La riproduzione

Il maschio costruisce il nido in acqua bassa, nei laghi come nei fiumi, su fondo di sabbia, ghiaia o roccia, di norma sotto un metro o un metro e venti d’acqua.

Lo costruisce a meno di centocinquanta metri dai nidi degli anni precedenti. Questa fedeltà al sito è il dato più utile della scheda: le freghe di un settore sono stabili da una stagione all’altra, e un nido individuato un anno dice dove cercare quello dopo.

La sequenza di deposizione è descritta con precisione. La coppia gira attorno al nido, i due pesci che si sfregano e si mordicchiano, poi si posano sul fondo. L’emissione dura cinque secondi. La coppia descrive poi un cerchio attorno al nido per venticinque-quarantacinque secondi prima di ricominciare, e il tutto dura due ore.

La femmina lascia poi il nido e può deporre con un altro maschio. La maturità arriva verso i ventisette centimetri.

L’acqua che gli serve

Gli adulti occupano le zone rocciose poco profonde dei laghi, oltre ai raschi limpidi a fondo di ghiaia e alle buche in corrente dei fiumi. La profondità va da uno a sette metri.

È la differenza di fondo con il persico trota, ed è strutturante. Quello vuole acqua calma, calda e ricca di vegetazione; questo vuole roccia, ghiaia e corrente. Due specie dello stesso genere che si dividono un fiume secondo la natura del fondale e la velocità dell’acqua.

Un pescatore che cerchi il primo tra le ninfee e il secondo nei raschi non sbaglia mai di molto.

Zone

  • Zone rocciose
  • correnti
  • ghiaie

Tecniche

  • Esche artificiali
  • Gamberi di fiume

Esche

  • Jig
  • Crankbait
  • Tube
  • Drop shot

Di cosa si nutre

I giovani si nutrono di plancton e di larve di insetti acquatici. Gli adulti prendono gamberi di fiume, pesci e insetti tanto acquatici quanto terrestri. Il cannibalismo esiste.

Il gambero di fiume viene per primo, e non è un dettaglio: è la preda dominante dei fondali rocciosi che occupa, e comanda la scelta degli artificiali molto più del pesce foraggio.

È lui stesso preda di pesci e di tartarughe.

Come pescarlo

Il gambero di fiume e la roccia. Due parole bastano a inquadrare la pesca: un predatore che vive di crostacei su fondo duro risponde alle presentazioni che strisciano a contatto del fondo, non alle imitazioni di pesce in piena acqua.

La corrente è il secondo asse. Al contrario del persico trota, questo tiene le vene e i raschi, e si apposta dietro gli ostacoli che rompono la corrente piuttosto che nella copertura vegetale.

La sua fama di combattività sta nella morfologia: un corpo più tondo e più muscoloso di quello del cugino, in un’acqua corrente che sa usare. Salta per slamarsi, e questo impone di dare filo quando esce dall’acqua.

La fedeltà alle freghe, a meno di centocinquanta metri, merita di essere nota in primavera — nei due sensi, perché un maschio preso sul nido lascia la covata senza difesa.

L’età massima riportata è di ventisei anni. È più di due volte e mezzo la longevità del persico trota occhirossi, e un soggetto di gran mole è un pesce vecchio.

Conservazione

La specie non è minacciata nell’areale d’origine e prospera dove è stata introdotta. È questa seconda metà a porre problemi: parecchi paesi segnalano un impatto ecologico sfavorevole.

Il meccanismo è proprio di questa specie. La tolleranza al freddo le apre fiumi da salmonidi che il persico trota non può colonizzare, e un predatore di fondo roccioso vi entra in concorrenza diretta con i giovanili di trota e di salmone.

La dipendenza dal nido in acqua bassa resta peraltro la sua fragilità locale: una variazione di livello nel momento sbagliato, o un disturbo ripetuto durante la guardia, fa fallire un’intera riproduzione.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di chiusura, limiti di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Persico trota boccapiccola in italiano, black-bass à petite bouche in francese, smallmouth bass in inglese, achigan à petite bouche in Québec. I pescatori anglofoni lo chiamano abitualmente bronzeback, in riferimento al colore — soprannome che in un genere dove tutti si chiamano bass spetta a lui solo.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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