
Piraíba
Brachyplatystoma filamentosum · Pimelodidae
- Acqua dolce
- Siluri e pesci gatto
- Difficile
- Taglia
120–360 cm
- Peso
28–200 kg
Dove pescarlo
- Estuario
- Fiume
Icone degli ambienti: Flaticon
Il piraíba è il siluro più grande del bacino amazzonico, appartenente alla famiglia Pimelodidae. Si distingue per le dimensioni imponenti, il corpo allungato argentato e i lunghissimi barbigli. Specie migratoria, compie vasti spostamenti tra le acque dolci e le zone estuariali.
Calendario
Il suo areale
Il piraíba vive in tre insiemi fluviali che all’interno del continente non comunicano tra loro: il Rio delle Amazzoni, l’Orinoco e i grandi fiumi delle Guyane e del Brasile nordorientale. Esiste anche una segnalazione argentina, molto più a sud di tutto il resto, il cui fondamento è più debole di quello delle altre.
A monte questi bacini non si toccano. Hanno in comune soltanto il fronte oceanico, ed è di lì che passa il collegamento: i giovani e i subadulti frequentano l’acqua salmastra delle foci, cosa che nessun pesce strettamente d’acqua dolce potrebbe fare. Basta una tolleranza al sale negli immaturi per spiegare come un gigante d’acqua dolce occupi reti idrografiche che all’interno del continente nulla mette in contatto.
Ne discende che una sola vita percorre l’intero gradiente, dall’estuario ai corsi alti. L’areale non è una collana di popolazioni separate ma un corridoio unico, e ogni tratto conta per tutti gli altri.
L’acqua che gli serve
Il suo appoggio sono i fondali molli. Sabbia e fango dei canali principali, senza massi né ostacoli: non è un siluro di rapida né di sottosponda, ma un pesce dei grandi volumi piatti.
Il piano d’acqua cambia con l’età. La nursery sta a valle, nelle acque miste delle foci; i soggetti grandi si tengono nelle buche e nei canali dell’alveo maggiore, lontanissimo dal mare.
Zone
- Buche molto profonde del fiume Amazzonia
- Estuari e zone di marea
- Confluenze di grandi affluenti
- Canali principali in periodo di magra
Tecniche
- Pesca di fondo nei grandi fiumi
- Pesce vivo di grande calibro
- Morto animato su montaggio pesante
- Deriva con la corrente
Esche
- Pesci vivi grandi
- Pesci morti interi
- Anguille di fiume
- Matrinchã o tucunaré
Di cosa si nutre
Mangia pesce, il che da un predatore di questa mole non sorprende. Sorprende di più quanto si è trovato nei contenuti stomacali: vi sono stati segnalati resti di scimmie.
Il dato dice quello che nessun elenco di prede direbbe. Un fiume amazzonico scorre sotto una volta di foresta, e ciò che ne cade finisce sulla superficie di un’acqua profonda. Un predatore abbastanza grande da inghiottire un primate non distingue tra le sue prede abituali e l’occasione che galleggia.
In alcune parti dell’Amazzonia sono stati riferiti attacchi all’uomo. Sono episodi antichi, eccezionali, e la specie non è considerata pericolosa.
Come pescarlo
La taglia comune riportata è di centoventi centimetri. Non è un record ma la norma: il pesce che si incontra è già fuori dalla portata di un’attrezzatura da predatori, e il dimensionamento si decide su questo valore, non su un massimo.
Gli attrezzi della pesca commerciale dicono il metodo. Reti e palangari lavorano sul fondo, nel canale, con esche posate — il palangaro non è altro che un amo innescato lasciato su un fondale molle. Una pesca a lenza che riproduce questa presentazione cerca il pesce dove sta, non dove si vede.
La ripartizione per taglia distingue i settori. Cercare un soggetto grande a valle, nelle acque salmastre dove stanno gli immaturi, significa pescare proprio la classe di taglia che non si vuole.
Conservazione
La pressione che grava sulla specie ha un nome, il sovrasfruttamento, e il modo di cattura spiega perché. Una rete non sceglie ciò che trattiene, un palangaro nemmeno, e un pesce che arriva alle dimensioni dette sopra non ci arriva in qualche stagione.
Il secondo punto debole è geografico. La nursery si concentra alle foci, cioè nel tratto più corto, più accessibile e più pescato dell’intero percorso. Una pressione esercitata lì non preleva adulti: preleva gli anni che li precedono.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote di cattura).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Piraíba è un nome di origine tupi-guaraní, in cui pirá vuol dire pesce — lo stesso elemento che si ritrova in piranha e pirarucu. Lo spagnolo, il tedesco e l’italiano lo riprendono tale e quale, non avendo mai avuto bisogno di chiamare l’animale in altro modo.
Fa eccezione l’inglese con kumakuma, preso in prestito dalle lingue dell’Amazzonia occidentale. Nessuna lingua europea ha coniato un nome proprio per questo pesce: tutte hanno adottato quello dei pescatori che lo conoscevano.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org