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SpecieNodi
Caracide luccio maculato
Foto: Piscary

Caracide luccio maculato

Boulengerella maculata · Ctenoluciidae

  • Acqua dolce
  • Predatori
  • Medio
  • Taglia

    32 cm

  • Temp. acqua

    23–27 °C

Dove pescarlo

  • Fiume

Icone degli ambienti: Flaticon

Il caracino luccio maculato si distingue per il suo corpo slanciato argentato ornato di macchie scure, caratteristica di questa specie di Ctenoluciidae delle acque dolci sudamericane. Caccia in superficie nelle acque veloci dei bacini amazzonico e dell'Orinoco, scattando con precisione sui pesci più piccoli.

Calendario

Segnalata in 4 Paesi

Brasile · Colombia · Perù · Venezuela

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Riconoscerlo

La chiave sta in un solo rapporto di posizione: la base della dorsale è impiantata nettamente dietro la verticale che passa per l’origine dell’anale. Questo sfasamento separa la specie da tutti i congeneri tranne uno.

Contro quell’uno, la revisione del gruppo fornisce tre differenze di livrea, ed è lei stessa a enunciarle. Il fianco non porta una fascia scura stretta. La caudale è marezzata. Il dorso e la parte alta dei fianchi sono cosparsi di punti scuri grandi quanto la pupilla — una misura che si ha sempre con sé, dato che viaggia con il pesce che si sta esaminando. Anche i conteggi delle squame differiscono.

Lo scheletro conferma la sagoma: da quarantasei a quarantanove vertebre. Le pinne impari sono prive di spine, con da nove a undici raggi molli alla dorsale e da dieci a dodici all’anale.

L’acqua che gli serve

Il pesce è descritto come pelagico, il che, in acqua dolce, vuol dire lontano dal fondo e lontano dalla riva. Vive nel volume, non contro una struttura.

Le condizioni rilevate disegnano una finestra stretta in temperatura, dai ventitré ai ventisette gradi, e una fascia chimica più permissiva: un pH da sei a sette e mezzo, una durezza che sale fino a diciotto gradi. L’acqua può dunque essere acida o neutra, tenera o mediamente dura — ma deve essere calda, e restare tale.

Zone

  • Rapide e correnti veloci
  • Bordi con vegetazione acquatica
  • Confluenze di fiumi
  • Zone di bassi fondali rocciosi

Tecniche

  • Esche di superficie
  • Piccoli pesci artificiali
  • Pesca a mosca con streamer
  • Cucchiaini leggeri

Esche

  • Piccoli pesci vivi
  • Esche in gomma morbida
  • Pesci nuotatori artificiali
  • Streamer

Come pescarlo

Un cacciatore di piena acqua non ha agguati a disposizione. Niente lo nasconde, niente nasconde la sua preda, e l’incontro si regola allo scoperto. Tutta la velatura impari è spostata verso la coda, il che porta la spinta all’indietro ed è al servizio di un’accelerazione in linea retta.

La pesca si organizza quindi sulla colonna d’acqua più che sui posti. Non c’è una buca da sondare né un ostacolo da costeggiare: c’è una quota d’acqua da trovare, e poi da ripetere.

Il resto manca, ed è meglio dirlo che colmarlo. Nessuna voce ne riporta la dieta, nessuna descrive la deposizione, nessuna fornisce la taglia di prima maturità. Né preda nota, né stagione, né soglia: le tre cose su cui di solito si costruisce un consiglio.

Un ultimo indizio viene dagli usi. La specie sostiene una pesca commerciale pur restando un pesce piccolo, il che presuppone catture in quantità, con attrezzi collettivi e non con la lenza. In acquario la si vede solo in strutture pubbliche: si mangia più di quanto si tenga.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Il nome del genere onora George Albert Boulenger, ittiologo belga stabilitosi a Londra, uno dei descrittori più prolifici della sua epoca.

L’epiteto maculata dice le macchie, e quelle macchie sono proprio uno dei caratteri che la revisione del gruppo adotta per distinguerla. Il nome scientifico e la chiave di determinazione indicano qui la stessa cosa, il che è meno frequente di quanto si immagini.

Il francese del catalogo la chiama characin brochet tacheté, riprendendo il nome di un pesce di un’altra famiglia, gli acestrorinchidi. Le due stirpi sono arrivate separatamente alla stessa sagoma di predatore allungato; il nome volgare registra la somiglianza e ignora la distanza.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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