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Crappie bianco
Foto: Piscary

Crappie bianco

Pomoxis annularis · Centrarchidae

  • Acqua dolce
  • Predatori
  • Medio
  • Taglia

    25–53 cm

  • Peso

    0,2–2,4 kg

  • Longevità

    10 anni

Dove pescarlo

  • Estuario
  • Lago
  • Fiume

Icone degli ambienti: Flaticon

Il crappie bianco è un centrarchide dal corpo argentato con barre verticali scure più o meno marcate, meno punteggiato del crappie nero, con una bocca obliqua rivolta verso l'alto adatta alla caccia in acque libere.

Calendario

Segnalata in 3 Paesi

Canada · Messico · Stati Uniti

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

L’areale è descritto con una precisione che quello della sua vicina non ha: se ne conoscono i confini, fino al fiume Nueces in Texas e alla baia di Mobile sul lato orientale del Golfo.

Il baricentro è continentale — Grandi Laghi, baia di Hudson, bacino del Mississippi, la cui occupazione si estende verso ovest dall’Ontario e dallo Stato di New York fino al Dakota del Sud e al Minnesota —, e l’estensione avviene tramite gli affluenti del Golfo. È il disegno di una specie dei grandi bacini fluviali, non di una specie costiera.

Questa nettezza ha una spiegazione documentaria semplice: nessuna introduzione massiccia è segnalata per essa, laddove i trasferimenti sono il tratto dominante della carta del crappie nero.

Riconoscerlo

Cinque o sei spine dorsali, mai sette. Il conteggio separa senza discussione il crappie bianco dal nero, che ne porta una o due in più, ed è l’unica cosa affidabile quando i due escono dalla stessa barca.

Al di fuori di questo conteggio, la documentazione consultata non fornisce alcuna chiave di determinazione per la specie. L’ambiente di cattura è allora il miglior indizio complementare: l’acqua torbida di un bacino artificiale o di un fiume di pianura indica piuttosto questa specie.

La riproduzione

La deposizione avviene tra le piante. La femmina depone le uova su vegetali acquatici vari. La documentazione si ferma qui: né durata dell’incubazione, né sorveglianza del nido, né numero di uova.

Il contrasto con il crappie nero è netto: in quest’ultimo, il maschio libera un’area nuda sul fondo prima che la femmina arrivi. Una specie ha bisogno di un substrato pulito, l’altra di una vegetazione già in posto. In uno stesso bacino, un’escursione di livello primaverile che scopre gli erbari non costa dunque lo stesso alle due specie.

L’acqua che gli serve

L’acqua torbida è il tratto distintivo. La specie vi è frequentemente segnalata, mentre la sua stretta parente si incontra soprattutto in acqua limpida — due pesci molto vicini che si dividono un continente in base alla trasparenza dell’acqua.

Occupa le buche e i bracci morti a fondo di sabbia o di fango, nei ruscelli come nei grandi corsi d’acqua, e negli specchi d’acqua chiusi, laghi come stagni. Il punto comune è una corrente debole e un fondo molle.

Questa tolleranza alla torbidità le apre i bacini carichi di sedimento e i fiumi di pianura, ambienti dove la vegetazione sommersa è rara. Il che pone una domanda che la documentazione non risolve, dato che depone tra le piante.

Zone

  • Acque aperte sopra le buche profonde
  • Strutture parzialmente sommerse
  • Foci dei tributari
  • Insenature e calette riparate

Tecniche

  • Pesca in sospensione con esche morbide
  • Pesca con esca viva
  • Pesca verticale
  • Pesca a mosca

Esche e artificiali

  • Piccole esche morbide luminose
  • Piccoli pesci vivi
  • Lombrichi
  • Jig leggeri

Di cosa si nutre

L’adulto mangia pesce foraggio, e la fonte cita l’alosa. È un regime di piena acqua: l’alosa non vive sul fondo, e seguirla presuppone di lasciare il bordo.

Il giovane, invece, si nutre di microcrostacei e piccoli insetti.

Il passaggio dall’uno all’altro decide il posto del pesce nello specchio d’acqua. Un giovane resta dove si trova lo zooplancton; un adulto accompagna un banco mobile, e la sua posizione del giorno dipende da quella della sua preda.

Come pescarlo

Trovare l’alosa, e il crappie segue. È la conseguenza più diretta del suo regime: il pesce non è legato a una posta ma a una risorsa che si sposta, e un banco di foraggio individuato all’ecoscandaglio vale più di un erbario conosciuto da dieci anni.

L’acqua torbida obbliga a farlo venire in un modo diverso dalla vista. Vibrazione, contrasto, esca odorosa: in un’acqua carica, la sagoma non porta lontano.

Le buche e i bracci morti a fondo molle sono lo scenario, e la corrente debole permette montature leggere. Dieci anni di longevità e una taglia comunemente incontrata di venticinque centimetri danno la scala del materiale.

La documentazione lo colloca infine tra i pesci da pesca di sussistenza, menzione che dice il suo posto reale: un pesce che si porta a casa per mangiarlo, e in quantità.

Conservazione

Una specie che depone tra le piante e vive in acqua torbida porta un vincolo strutturale. La torbidità limita la luce, la luce limita la vegetazione sommersa, e la vegetazione porta le sue uova.

In un bacino il cui livello varia, gli erbari di bordo sono precisamente ciò che l’escursione di livello scopre in primavera. Il meccanismo non è documentato per la specie, ma discende direttamente da ciò che lo è, e merita di essere posto piuttosto che taciuto.

Nient’altro pesa su di essa. Il suo areale è vasto, continentale, e le sue popolazioni non sono segnalate in calo.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, limiti di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Marigane blanche in Québec, white crappie in inglese. In Louisiana, i pescatori dicono sac-à-lait: il nome francese è sopravvissuto laggiù, in inglese, per un pesce che la Francia non conosce.

Annularis rimanda agli anelli, cioè alle barre verticali del fianco, lette come cerchi attorno al corpo. L’epiteto è più preciso dell’aggettivo «blanche», che non descrive nulla di particolare.

Fonti: api.gbif.org

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