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Leccia stella talang
Foto: Piscary

Leccia stella talang

Scomberoides commersonnianus · Carangidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Medio
  • Taglia

    90–120 cm

  • Peso

    5,6–16 kg

Dove pescarlo

  • Estuario
  • Costa rocciosa

Icone degli ambienti: Flaticon

Il talang queenfish è il membro più grande del genere Scomberoides e abita le acque costiere tropicali di Asia, Africa e Oceania. È riconoscibile per il corpo argenteo allungato, le caratteristiche macchie laterali e la prominente mascella inferiore adattata alla rapida cattura di prede in superficie.

Calendario

Segnalata in 20 Paesi

Arabia Saudita · Australia · Bangladesh · Cambogia · Emirati Arabi Uniti · India · Indonesia · Isole Salomone · Malaysia · Mayotte · Mozambico · Nuova Caledonia · Palau · Papua Nuova Guinea · Riunione · Singapore · Sri Lanka · Sudafrica · Taiwan · Thailandia

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

L’ampiezza in latitudine è ciò che colpisce. I limiti rilevati vanno dal trentacinquesimo parallelo nord al quarantaduesimo sud, ossia un pesce di acque calde che sconfina ampiamente dai tropici verso l’emisfero australe.

Riconoscerlo

Contare non risolverà nulla. Le due specie del genere presenti nel catalogo portano da sette a otto spine dorsali e tre spine anali, e i loro raggi molli si sovrappongono quasi integralmente: da diciannove a ventuno sulla dorsale nell’una come nell’altra, da sedici a diciannove sull’anale qui contro da diciassette a diciannove là. Una chiave costruita su questi numeri lascia il dubbio intero.

Il corpo è fusiforme, la sua sezione compressa. Ciò che distingue i due pesci sul campo non è dunque la formula delle pinne ma la profondità, la salinità e il modo in cui si raggruppano.

L’acqua che gli serve

Il tetto è basso: cinquanta metri delimitano la fascia rilevata. Tutto si gioca nello strato che la luce attraversa ancora, e la profondità smette di essere una variabile di ricerca.

Gli adulti occupano le acque costiere, spesso nei pressi delle barriere e delle isole al largo, e risalgono all’occasione negli estuari. Circolano in piccoli gruppi.

La scheda classifica peraltro la specie come anfidroma. Il termine designa un pesce che cambia salinità nel corso della sua vita senza che questo spostamento serva la deposizione: è un movimento di crescita e di alimentazione. Le segnalazioni di estuario cambiano allora di statuto — non sono più smarrimenti ma un tassello del ciclo.

Zone

  • Scogliere rocciose costiere
  • Estuari e foci
  • Zone poco profonde tropicali
  • Canali e bocche

Tecniche

  • Pesca con artificiali metallici
  • Popper in superficie
  • Pesca con vivo
  • Traina costiera

Esche e artificiali

  • Pesci vivi piccoli
  • Gamberetti
  • Artificiali metallici
  • Popper

Di cosa si nutre

Pesci, cefalopodi, piccoli invertebrati, e altre prede di acque libere. Il menu è ampio e non privilegia alcun gruppo: è un opportunista dello strato superficiale, che prende ciò che lo strato porta.

I cefalopodi meritano di essere annotati perché orientano la scelta delle esche. Un profilo di calamaro non è un ripiego su questa specie, è un’imitazione di ciò che mangia.

Come pescarlo

La maturità è il numero che comanda. Interviene a sessantatré centimetri e mezzo per una taglia corrente di novanta: il pesce che si incontra abitualmente si è già riprodotto, e il margine tra i due valori è ampio. Sotto questa soglia, invece, la cattura non ha lasciato nulla dietro di sé.

Le postazioni si riassumono in tre parole prese in prestito dalla scheda — costa, barriera, isola al largo —, più le foci, e nulla sotto i cinquanta metri.

I piccoli gruppi comandano il modo di insistere. Un’abboccata annuncia qualche pesce a portata, non un banco: il settore merita di essere ripassato, senza sperarci una serie.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

L’epiteto onora Philibert Commerson, naturalista imbarcato con Bougainville, le cui raccolte indo-pacifiche hanno alimentato una parte notevole delle descrizioni del secolo successivo.

Il francese ha mantenuto l’inglese queenfish, parola che copre indistintamente diverse specie del genere — da cui l’aggiunta di talang per dirimere. Le altre lingue hanno preferito rompere: pámpano dentón in spagnolo, Talang-Stachelmakrele in tedesco, pampo-galhudo in portoghese del Brasile.

Fonti: api.gbif.org

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