
Pesce specchio
Alectis ciliaris · Carangidae
- Mare
- Mare costiero
- Medio
- Taglia
100–150 cm
- Peso
11–23 kg
- Profondità
60–100 m
Dove pescarlo
- Scogliera
- Costa rocciosa
- Alto mare
Icone degli ambienti: Flaticon
Il pompano africano è un grande carangide pelagico dal corpo molto compresso e a forma romboidale, con pinne dorsale e anale notevolmente allungate. Presente nelle acque tropicali e subtropicali di tutti gli oceani, caccia in acque aperte.
Calendario
Segnalata in 20 Paesi
Australia · Camerun · Colombia · Congo-Brazzaville · Costa d’Avorio · Gabon · Ghana · Giappone · Guinea · Guinea Equatoriale · Guinea-Bissau · Liberia · Messico · Mozambico · Nigeria · Panama · Portorico · Senegal · Sierra Leone · Stati Uniti
Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
L’areale è circumglobale e l’elenco dei versanti non mostra alcun vuoto rilevante. Atlantico occidentale, dal Massachusetts e dalle Bermuda fino a Santos in Brasile, Caraibi e Golfo del Messico compresi. Atlantico orientale, dal Senegal al Congo. Oceano Indiano occidentale, dal Mar Rosso alla baia di Algoa e fino allo Sri Lanka. Pacifico orientale, dal Messico al Perù.
La scheda aggiunge una precisazione che poche specie tropicali consentono: mari tropicali, subtropicali e temperati. I limiti in latitudine — quarantadue gradi nord, trentaquattro sud — confermano un pesce che sborda dalla fascia calda a tutte e due le estremità.
Riconoscerlo
Del pesce specchio il rilievo morfologico dà una categoria di forma e due righe di conteggi: corpo corto e alto, compresso; sette od otto spine dorsali per un numero di raggi molli che va da diciotto a ventidue; tre spine anali per quindici-venti raggi. Nulla sulla livrea, nulla sulle pinne del pesce giovane.
È poco per una specie che nessuno confonde, e la lacuna viene colmata altrove — dai nomi, nell’ultima sezione.
L’acqua che gli serve
Due età, due acque, e il taglio è netto. I piccoli giovanili stanno sottocosta. Gli adulti vivono presso il fondo, fino a sessanta metri, in una fascia che la scheda colloca fra sessanta e cento.
Fra questi due estremi la specie è descritta come pelagica tanto in acque neritiche quanto oceaniche, a volte a contatto con il fondo. Non appartiene dunque in proprio né alla piattaforma né al largo: passa dall’una all’altro.
Zone
- Drop-off corallini profondi
- Bocche e canali con corrente
- Acque pelagiche al largo
- Relitti e monti sottomarini
Tecniche
- Jigging pesante
- Pesca con grosso pesce vivo
- Traina costiera
- Popper gigante in superficie
Esche
- Grossi jig piombati
- Pesci vivi di taglia media
- Popper pesanti
- Pesci morti interi
Di cosa si nutre
Ecco il fatto che manda all’aria tutta la strategia abituale con le carangidi. Questo grande pesce si nutre di crostacei sedentari o lenti, e in via accessoria di piccoli granchi e di pesci.
Sedentari o lenti. Nessuna preda fugge, nessun attacco si chiude con un’accelerazione. Al predatore non serve velocità, gli serve frugare, e preleva a contatto con il fondo su organismi che non hanno né la volontà né i mezzi per andarsene.
Come pescarlo
È il regime a comandare le presentazioni, e le comanda all’incontrario di quanto la famiglia suggerisce. Il popper e il recupero esplosivo imitano un pesce in fuga; qui non fugge nulla. Un artificiale lavorato lentamente vicino al fondo, con profilo da crostaceo, corrisponde a ciò che l’animale mangia davvero.
La profondità va nella stessa direzione: cercare l’adulto a contatto con il fondo nei primi sessanta metri restringe di molto la prospezione.
L’animazione lenta non autorizza però attrezzatura leggera. La taglia comune sfiora il metro, e la potenza di un carangide di questa stazza non dipende dalla velocità con cui ha abboccato.
Conservazione
La pressione documentata non viene dalla pesca. I giovanili alimentano un commercio acquariofilo attivo, e la stessa scheda precisa che sopportano male la cattività. Prelevare un animale per un impiego nel quale non sopravvive è un meccanismo semplice, e il suo peso ricade per intero sulla classe d’età che vive sottocosta — la più accessibile di tutte.
Sul piatto, poi, la scheda dice due cose opposte. Le carni sono giudicate eccellenti, vendute fresche, essiccate o salate; la voce sanitaria segnala intossicazioni da ciguatera. Le due menzioni convivono senza che nessuna prevalga, e su una specie presente in tutti gli oceani caldi non potrebbero fare altrimenti: la risposta si ottiene al porto di sbarco, mai in una monografia.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di chiusura, quote).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Ciò che la descrizione tace, lo dicono le lingue. L’epiteto ciliaris è formato sul latino cilium, il ciglio: nomina un’appendice sottile e allungata. Il tedesco chiama la specie Fadenmakrele, lo sgombro a fili. Il portoghese del Brasile sceglie pampo-galho, il ramo.
Tre formazioni indipendenti, tre lingue, lo stesso oggetto preso di mira. È la migliore indicazione di cui si disponga qui su quanto il rilievo morfologico passa sotto silenzio.
Il francese dice palomète africaine e l’inglese African pompano: due nomi ricavati da uno solo dei quattro versanti elencati più sopra.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org