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Pesci di costa rocciosa

Rocce, fenditure, pozze e salti: la costa rocciosa offre a pochi metri da terra profondità che altrove andrebbero cercate al largo. È la pesca da riva più varia che esista.

124 specie documentate

Qui il rilievo fa tutto. Una fenditura che sprofonda, un pianoro che si interrompe, una pozza che trattiene acqua con la bassa marea, un tappeto di alghe: ciascuno ospita le sue specie, e due postazioni distanti venti metri non danno gli stessi pesci. Si pesca spesso a breve distanza, quasi a piombo, in un’acqua limpida dove la discrezione conta quanto il montaggio.

Il mare è la prima variabile. Un’onda moderata che frange bianca sulla roccia rimescola l’acqua, stacca le prede e accende l’attività; un mare d’olio la spegne di netto. Le ore che seguono una mareggiata sono spesso tra le migliori, purché lo stato del mare consenta di raggiungere la postazione in sicurezza.

È infine l’ambiente dove si perde più terminale. Gli incagli fanno parte del gioco: braccio sacrificabile, piombi che si liberano e filo controllato dopo ogni cattura sono la regola, non una precauzione.