
Luccio catena
Esox niger · Esocidae
- Acqua dolce
- Predatori
- Medio
- Taglia
42–99 cm
- Peso
0,5–4,3 kg
- Longevità
9 anni
- Temp. acqua
10–20 °C
Dove pescarlo
- Stagno
- Fiume
Icone degli ambienti: Flaticon
Il luccio a catena (Esox niger) è un piccolo luccio d'acqua dolce nordamericano, riconoscibile per le caratteristiche marcature scure a catena sui fianchi bruno-verdastri. Predatore in agguato, resta immobile tra la vegetazione acquatica di stagni, paludi e ruscelli a corrente lenta.
Calendario
Segnalata in 2 Paesi
Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
L’areale segue una fascia di temperatura più che una geografia. La specie vive fra i dieci e i venti gradi, e questa forbice la colloca sul versante atlantico fino al sud della Florida, lungo la costa del Golfo fino al bacino del lago Sabine in Louisiana, e nel bacino del Mississippi risalendo fino al Kentucky e al Missouri.
È dunque un esocide del Sud, e questo lo distingue da tutti gli altri. Là dove i suoi parenti occupano le acque fredde, lui tiene il Sud-Est americano, regione in cui i grandi lucci non si insediano. Due estensioni recenti vanno lette a parte: la Nuova Scozia, dove è stato introdotto e non trovato, e i bacini dei laghi Ontario ed Erie, raggiunti allo stesso modo.
Riconoscerlo
Il disegno dei fianchi vale al luccio catena il suo nome in quasi tutte le lingue: chiazze chiare cerchiate da un intreccio scuro, che compongono un reticolo di maglie regolari. Il motivo è costante e si legge a distanza, anche su un pesce bagnato dentro il guadino. Sul dorso la tinta scura è tagliata da barre verticali più chiare, e le squame della parte alta tendono al dorato.
Il secondo riferimento sta sotto l’occhio. La barra suboculare scende quasi in verticale, al più leggermente inclinata all’indietro: un orientamento che vale la pena verificare là dove più piccoli esocidi si dividono le stesse acque.
Il terzo è la squamatura del capo. Guancia e opercolo sono coperti di squame su tutta la superficie, senza zone nude. Il cranio invece resta nudo e depresso sulla sommità, con un profilo leggermente concavo sopra il muso; questo è lungo, largo, arrotondato, e la mascella inferiore sporge su quella superiore. Il mascellare raggiunge il margine anteriore della pupilla o lo supera di poco.
Per finire, qualche conteggio: da diciassette a ventuno raggi molli alla dorsale, da undici a tredici all’anale, da quarantanove a cinquantaquattro vertebre, nessuna spina. I denti laterali della mascella inferiore e del vomere sono nettamente ingranditi, la pupilla è gialla, la base della caudale marmorizzata di scuro e le sue punte fumose.
La riproduzione
Le uova sono pelagiche. È la particolarità che separa questo pesce dalla maggior parte dei suoi parenti stretti: invece di aderire alla vegetazione sommersa, derivano libere nella colonna d’acqua, il che affranca la deposizione dal bisogno di un supporto preciso ma la espone interamente alla corrente e ai predatori.
Il calendario si riassume in un movimento. Gli adulti passano l’inverno in acqua più profonda, poi risalgono verso le rive appena il ghiaccio sparisce per riprodursi. Lo spostamento è rapido e concentra i pesci sotto riva all’uscita dall’inverno.
Gli stadi giovanili adottano una strategia di scomparsa: le larve si nascondono nella vegetazione, e i giovani restano immobili sotto riva o si infossano nel fango sotto i detriti. Nulla in loro cerca la fuga; tutto punta sull’assenza di movimento.
L’acqua che gli serve
Le acque calme e ingombre di piante costituiscono il grosso delle sue poste: laghi vegetati, paludi, lanche, buche tranquille dei ruscelli e dei fiumi medi. La profondità resta bassa, dell’ordine di qualche metro, sei al massimo nei rilievi disponibili.
Un’eccezione va tenuta a mente, perché contraddice questo ritratto. Il pesce frequenta anche acque profonde e fredde prive di qualunque vegetazione. Uno specchio d’acqua spoglio non va quindi scartato d’ufficio: l’assenza di erbai non esclude la specie, esclude soltanto il modo abituale di cercarla.
Zone
- Letti di ninfee
- Paludi poco profonde
- Insenature e baie vegetate
- Corsi d'acqua a lenta corrente
Tecniche
- Cucchiaini rotanti leggeri
- Spinnerbait compatti
- Esche di superficie
- Pesce morto animato
- Jig leggeri
Esche
- Piccolo pesce vivo
- Rana artificiale
- Piccolo gambero di fiume
- Pesce morto animato
- Piccola esca morbida
Di cosa si nutre
Il comportamento dei giovani informa su quello degli adulti. Un pesce che impara a cacciare restando immobile sotto un detrito conserva quel modo da grande: aspetta e lascia venire. La caccia si fa in agguato nella vegetazione, contro il coperto, e non all’inseguimento in acqua libera.
Come pescarlo
Tutto si gioca su una questione di scala. La taglia che si incontra abitualmente si aggira sui quarantadue centimetri, e l’età massima rilevata è di nove anni. Un’attrezzatura tarata sui grandi esocidi non trasmette l’abboccata di un pesce di questa categoria, e soprattutto non rende giustizia alla sua difesa.
Quella cifra di nove anni ha una seconda conseguenza. La longevità della specie è breve, cosicché un soggetto che superi nettamente la taglia corrente non è soltanto grosso: è vecchio, e rappresenta un individuo raro in una popolazione che si rinnova in fretta.
L’appuntamento più leggibile dell’anno resta l’uscita dall’inverno. Il passaggio dalle zone profonde verso la riva, subito dopo il disgelo, raduna i pesci in una fascia stretta e poco profonda, in un momento in cui sono raggiungibili da terra. Il resto della stagione chiede di frugare una a una le aperture dell’erbaio, presentando l’artificiale a poca distanza dal coperto.
Conservazione
Questo piccolo esocide è oggi presente in acque che non l’hanno mai ospitato. La Nuova Scozia, i bacini del lago Ontario e del lago Erie l’hanno ricevuto per immissione, e la sua presenza vi è il risultato di una decisione umana, non di un’espansione naturale.
Introdurre un predatore in più in un popolamento dove altri ricoprono già quel ruolo produce un riassetto il cui senso si legge solo a posteriori. Il pesce non è né raro né ricercato dal commercio — alimenta soprattutto una pesca di sussistenza e una pesca sportiva —, cosicché la domanda che pone non è quella della sua protezione ma quella del suo trasporto.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, limiti di cattura).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org