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SpecieNodi
Maskinongé
Foto: Piscary

Maskinongé

Esox masquinongy · Esocidae

  • Acqua dolce
  • Predatori
  • Medio
  • Taglia

    95–183 cm

  • Peso

    6,0–32 kg

  • Longevità

    30 anni

Dove pescarlo

  • Estuario
  • Lago
  • Fiume

Icone degli ambienti: Flaticon

Il muskellunge è il più grande rappresentante della famiglia Esocidae, riconoscibile per il corpo chiaro con macchie scure o barre verticali e la mandibola inferiore prominente munita di denti affilati.

Calendario

Segnalata in 2 Paesi

Canada · Stati Uniti

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

Tre reti idrografiche costituiscono la culla della specie: il San Lorenzo con i Grandi Laghi, la baia di Hudson attraverso il fiume Rosso, e il Mississippi. Ovunque altrove negli Stati Uniti la sua presenza deriva da un’immissione.

La distinzione pesa più di quanto sembri quando si legge la carta. Da una parte popolazioni in posto da sempre, alcune delle quali oggetto di misure di protezione in porzioni del Tennessee e dell’Ohio; dall’altra specchi d’acqua in cui il pesce è stato depositato e dove la sua presenza dipende talvolta interamente dalle semine successive. Lo stesso colore su una carta ricopre due situazioni che non hanno lo stesso valore.

Un confronto chiarisce questo areale. Là dove il suo cugino d’Eurasia e d’America occupa un’intera cintura dell’emisfero nord, lui non ha mai varcato i confini del continente con i propri mezzi. È un pesce di tre bacini, non di un emisfero, e la sua mole non gli ha aperto nulla.

La riproduzione

Gli specialisti non concordano su ciò che accade al momento della frega, e il disaccordo conviene esporlo piuttosto che risolverlo. Alcuni descrivono una forma di accoppiamento: la femmina si corica sul fianco per scoprire il ventre, il maschio le si appoggia contro con un movimento potente, lei poi si riposa e infine depone le uova sulla sabbia; la sequenza si ripeterebbe una seconda volta. Altri non vi vedono altro che un’emissione simultanea dei gameti, senza contatto organizzato.

Due punti, invece, sono accertati. La frega del maskinongé scatta in primavera, nel momento in cui il ghiaccio si ritira, in un’acqua appena liberata. E la maturità è tardiva: si colloca intorno ai settantasette centimetri. Un soggetto di settanta centimetri, già rispettabile dentro un guadino, con ogni probabilità non si è mai riprodotto nemmeno una volta.

L’acqua che gli serve

L’acqua limpida è la sua condizione. Occupa i laghi chiari provvisti di vegetazione, le buche tranquille e le lanche, tanto nei piccoli corsi d’acqua quanto nei grandi, e il fattore comune è la visibilità: un cacciatore che individua le prede a distanza perde il suo vantaggio in un’acqua torbida.

Il secondo tratto è l’isolamento. L’animale vive solo, in agguato, appostato accanto a un erbaio o a una struttura sommersa. Un punto favorevole non ospita un gruppo ma un individuo, il che dà alla prospezione un carattere aritmetico: il numero di poste tenibili su uno specchio d’acqua fissa più o meno il numero di grandi soggetti che porta.

Zone

  • Bordi degli herbiers acquatici
  • Punte e promontori rocciosi
  • Baie poco profonde
  • Foci dei fiumi

Tecniche

  • Esche di superficie (topwater)
  • Swimbaits di grande formato
  • Cucchiaini ondulanti pesanti
  • Pesca alla deriva con vivo
  • Jig articolati

Esche

  • Pesce vivo grande (persico, cisco)
  • Pesce morto animato
  • Muskie bucktail
  • Buster bait
  • Grande esca morbida

Di cosa si nutre

Gli altri pesci costituiscono il grosso della sua alimentazione, ma l’elenco delle prede segnalate esce nettamente dal dominio acquatico: anatroccoli, topi muschiati, serpenti. Pochi predatori d’acqua dolce prelevano con altrettanta regolarità animali che respirano aria, e il dettaglio dice la misura di ciò che è capace di inghiottire.

Come pescarlo

Le misure danno la scala della pazienza da mettere in conto, ed è l’età a darla meglio di tutto: trent’anni come massimo rilevato. Raggiungere le taglie in cima a quella scala occupa buona parte di una vita intera; quei pesci non sono numerosi e non lo saranno mai.

Il modo di cacciare impone il metodo. Un pesce che aspetta e non insegue si prende presentandogli qualcosa a portata immediata del suo agguato, contro il bordo dell’erbaio o lungo la struttura, non battendo acqua libera a caso. L’acqua limpida aggiunge un vincolo: l’avvicinamento si vede, e un pesce che ha visto la barca non attacca più.

Il regime alimentare, infine, autorizza artificiali che il buon senso esiterebbe a montare. Un animale che afferra anatroccoli e topi muschiati non si impressiona davanti a un grosso artificiale di superficie: non è una provocazione, è un’imitazione di ciò che mangia. Con lui, quel che si lavora in superficie lavora nel punto giusto.

Conservazione

Un pesce che non si riproduce prima degli ottanta centimetri e che può vivere trent’anni si ricostituisce a un ritmo che non ha nulla a che vedere con quello di una stagione di pesca. Ogni grande soggetto rappresenta un accumulo di anni che nessuna semina rimpiazza: le coorti si rifanno, i vecchi individui no.

Si aggiunge il carattere solitario e territoriale della specie. Togliere il pesce da una posta non lascia un vuoto che si colma da un giorno all’altro, come in una popolazione di banco, e il ripopolamento di un lago in grandi individui si conta in decenni. È questo che ha portato diversi Stati a proteggere i propri nuclei originari anziché contare sulle immissioni.

La valutazione internazionale più recente risale al dicembre 2011, il che è vecchio per un pesce il cui sfruttamento sportivo si è intensificato da allora. La specie è peraltro allevata e presentata in acquario pubblico.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, limiti di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

La parola francese viene da un termine ojibwe passato al francese canadese, da cui l’inglese ha tratto muskellunge, comunemente abbreviato in muskie. Nessun’altra lingua ha tradotto: lo spagnolo, l’italiano e il portoghese riprendono la forma francese, il tedesco quella inglese. Per un pesce d’acqua dolce di questa mole l’assenza di un nome vernacolare proprio è insolita.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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