
Salmerino macchiabianca
Salvelinus leucomaenis · Salmonidae
- Acqua dolce
- Salmonidi
- Medio
- Taglia
120 cm
- Peso
15 kg
- Longevità
9 anni
- Profondità
0–50 m
Dove pescarlo
- Lago
- Fiume
Icone degli ambienti: Flaticon
Il salmerino a punti bianchi è un salmonide d'acqua dolce dei fiumi e laghi freddi dell'Asia orientale (Giappone, Kamchatka, Sachalin), riconoscibile per le macchie bianco crema sui fianchi scuri verdastri o marroni. Abita torrenti montani ben ossigenati e acque lacustri profonde dove preda piccoli pesci e invertebrati.
Calendario
Segnalata in 2 Paesi
Giappone · Russia
Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
L’areale è interamente asiatico e interamente costiero: Giappone, nordest della penisola coreana, Sachalin, le Curili, la Kamčatka. Corre dal sessantesimo al trentesimo parallelo, ed è questo limite meridionale a stupire. Trenta gradi nord è la latitudine del sud dell’arcipelago giapponese, ben al di sotto di quanto ci si aspetterebbe da un salmerino.
La spiegazione sta in un solo dato termico. La forma sedentaria vive solo sotto i quindici gradi. A queste latitudini, un’acqua simile non esiste più che in quota, nei torrenti dei massicci giapponesi. La parte sud dell’areale non è dunque una fascia continua ma un pulviscolo di testate di bacino, ciascuna isolata sulla propria montagna, senza continuità con la vicina.
La riproduzione
Il calendario della forma migratrice è noto attraverso i suoi due estremi. I giovani raggiungono il mare a due anni, e non risalgono per riprodursi che a quattro anni o più. Due anni pieni in fiume prima del primo contatto con il sale, altri due almeno in mare prima del ritorno: il ciclo mobilita quattro stagioni complete e due ambienti, di cui nessuno può mancare.
L’accoppiamento è descritto come netto, un maschio con una femmina, senza la mischia che formano altri salmerini sui loro banchi di frega. Il resto dei dettagli — substrato, profondità, stagione esatta — non è documentato con precisione sufficiente per essere avanzato.
L’acqua che gli serve
Due forme, due ambienti, e un rapporto di uno a due tra le taglie. La sedentaria tiene i corsi d’acqua freddi e si incontra d’estate in un’acqua da tredici a quindici gradi; si assesta intorno ai trentacinque centimetri. La migratrice aggiunge l’estuario e il mare, scende fino a cinquanta metri, sopporta il salmastro, e raggiunge i settanta centimetri.
Il patrimonio è lo stesso. Ciò che cambia è quanto il mare apporta e che un torrente d’alta quota non fornirà mai. Su un bacino dato, la presenza o l’assenza di un accesso libero al mare decide dunque della taglia dei pesci che vi si incontrano, molto più sicuramente della qualità del fiume.
Zone
- Rapide e piane a corrente
- Buche a piè di salto
- Zone di riffle
- Confluenze di torrenti di montagna
Tecniche
- Mosca asciutta
- Ninfa
- Streamer corto
- Pesca alla toc
Esche e artificiali
- Mosche asciutte locali
- Ninfe artificiali
- Lombrichi
- Piccoli streamer
Di cosa si nutre
Il regime riportato sta in due parole: insetti e plancton. La documentazione si ferma qui, e descrive verosimilmente il pesce d’acqua dolce più di quello che ha trascorso due anni al largo, dove la risorsa disponibile non ha la stessa scala.
Come pescarlo
Una cifra orienta il ragionamento: nove anni di età massima riportata, per una specie la cui forma migratrice raggiunge i settanta centimetri. Questa combinazione descrive una crescita rapida. Un bel soggetto non è qui un pesce vecchio, contrariamente a quanto vale per i salmerini dei laghi artici, e la questione del prelievo non si pone negli stessi termini.
Il secondo punto è termico e si legge sull’acqua. La forma sedentaria non supera i quindici gradi, e si trova d’estate tra tredici e quindici: non resta alcun margine. Nella bella stagione si restringe sulle porzioni del percorso che restano fredde, e il resto del corso non vale la pena di essere prospettato.
Il terzo è la ripartizione tra le due forme, già descritta. Un bacino aperto sul mare e un bacino sbarrato danno due pesche senza alcun rapporto, a parità di specie.
Conservazione
Il margine è sottile, ed è questo il dato che pesa. Una forma che non sopporta i quindici gradi e che si rileva d’estate tra tredici e quindici vive contro il proprio tetto: non ci sono due gradi di riserva. Ogni estate più calda erode il percorso abitabile da valle, e in un arcipelago montuoso, ripiegare verso monte è possibile solo fino alla sorgente. Le popolazioni più meridionali sono le prime a non avere più dove andare.
La forma migratrice dispone di una via d’uscita che la sedentaria non ha, a condizione che il percorso verso il mare resti valicabile nei due sensi. Questa specie è inoltre oggetto di sfruttamento commerciale, mentre il suo allevamento è rimasto allo stadio sperimentale: la pressione grava dunque interamente su pesci selvatici.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, quote di cattura).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
L’epiteto leucomaenis rimanda al bianco, e il francese ha seguito con omble à points blancs. In Giappone, due parole si dividono la specie: iwana designa i salmerini in generale, amemasu la forma che scende in mare. Il vocabolario vi ricalca esattamente la cesura biologica tra sedentari e migratori, cosa che i nomi europei non fanno per nessun altro salmerino.
Fonti: api.gbif.org