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Saratoga del golfo
Foto: Piscary

Saratoga del golfo

Scleropages jardinii · Osteoglossidae

  • Acqua dolce
  • Predatori
  • Medio
  • Taglia

    55–100 cm

  • Peso

    2,2 kg

Dove pescarlo

  • Lago
  • Stagno
  • Fiume

Icone degli ambienti: Flaticon

Grande pesce slanciato dalle scaglie dorate con una mezzaluna arancione su ciascuna scaglia, tipico delle acque dolci del nord dell'Australia e della Nuova Guinea.

Calendario

Segnalata in 3 Paesi

Australia · Cina · Papua Nuova Guinea

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

L’areale copre il nord dell’Australia e il centro-sud della Nuova Guinea, sui due lati di un braccio di mare.

Un pesce d’acqua dolce stretta non attraversa il sale. Un areale così spezzato presuppone dunque che i fiumi delle due sponde siano stati collegati in passato, in un’epoca in cui l’altopiano che li separa non era sommerso. La discontinuità attuale è marina e recente; la continuità, invece, è antica e continentale.

Riconoscerlo

La dorsale porta da venti a ventiquattro raggi molli, l’anale da ventotto a trentadue, e nessuna delle due conta il minimo raggio spinoso. Queste due lunghe basi occupano la parte posteriore del corpo su una grande lunghezza; la sagoma generale resta fusiforme.

L’assenza totale di spine ha una ricaduta pratica al momento della slamatura: nulla punge nella velatura di questo pesce, e la mano vi si espone meno che sulla maggior parte dei predatori di questa taglia. Queste lunghe basi molli lavorano sulla propulsione e sulla tenuta di rotta; non servono a dissuadere.

La riproduzione

È la femmina a incubare, e la sequenza è descritta passo dopo passo.

Le uova fecondate vengono prese in bocca. La schiusa avviene in una o due settimane. Le larve, dotate di un sacco vitellino voluminoso, restano poi in bocca o proprio a ridosso per altre quattro o cinque settimane — la formulazione è precisa e conta: il rifugio si lascia e si riguadagna, non è una reclusione ma un riparo a portata.

I giovani cominciano ad alimentarsi, di microcrostacei, già a due o tre centimetri, mentre la loro riserva vitellina non è ancora riassorbita. Le due fonti di energia si sovrappongono dunque, e l’animale impara a cacciare senza doverne dipendere. L’indipendenza arriva tra tre centimetri e mezzo e quattro.

L’innesco della deposizione è termico: precede la stagione delle piogge e sopraggiunge quando l’acqua di superficie si avvicina ai trenta gradi. Una nidiata uscita in quel momento si disperde in uno specchio d’acqua che si allarga, e non in un ambiente che si richiude.

Zone

  • Billabong e laghi tropicali
  • Pianure allagate del Nord Australia
  • Rive con vegetazione emergente
  • Fiumi a corrente lenta

Tecniche

  • Esche di superficie
  • Popper
  • Pesca a mosca con streamer
  • Vivo in superficie

Esche e artificiali

  • Piccoli pesci vivi
  • Rane
  • Popper colorati
  • Esche morbide da superficie

Di cosa si nutre

Gli adulti prelevano in superficie, su un ventaglio ampio: insetti terrestri e acquatici, piccoli pesci, rane, crostacei, più una parte di materia vegetale.

I giovani, invece, vivono dapprima di microcrostacei. Il passaggio dalla pulce d’acqua alla rana avviene in un solo e medesimo ambiente, senza cambiamento di livello né di stagione — è la dimensione della bocca a spostare il regime, nient’altro.

Come pescarlo

La maturità è raggiunta verso i quarantacinque centimetri, per una taglia corrente di cinquantacinque. Lo scarto è ridotto, e ha una conseguenza diretta: il pesce che si incontra abitualmente ha già deposto le uova almeno una volta.

La stagione merita di essere guardata in faccia. Le settimane che precedono le piogge sono quelle della deposizione, e una femmina che porta ha la bocca piena per sei o sette settimane. Non abbocca; se afferra comunque qualcosa, la nidiata ci rimette. Cercare la specie in quel momento significa puntare su una popolazione la cui metà è indisponibile e l’altra costosa da disturbare.

Il suo regime alimentare comanda infine la presentazione. Non è un predatore esclusivo: la materia vegetale vi ha la sua parte, accanto agli insetti, ai pesci, alle rane e ai crostacei. Un animale che accetta il vegetale esamina ciò che ingoia, e la lentezza gli si addice più della velocità.

La documentazione si contraddice sul suo valore, e le due versioni si difendono. La sezione degli usi la classifica come priva di interesse per la pesca commerciale; quella di biologia ne fa un pesce da consumo importante, e una specie da acquario di pregio. Un pesce pescato e mangiato sul posto non compare in nessuna statistica di sbarco: conta per tutti tranne che per i numeri.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, quote di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Saratoga du Golfe in francese, dal golfo di Carpentaria che borda la parte australiana del suo areale. Il nome copre dunque solo metà della distribuzione: la popolazione della Nuova Guinea non è affatto secondaria, è solo più lontana dai naturalisti che ne hanno fissato l’uso.

L’epiteto jardinii è una dedica — la desinenza lo dice — e non insegna nulla sull’animale. Il nome di genere, invece, colloca la specie tra gli osteoglossidi.

Fonti: api.gbif.org

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