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Carangide branchiospine lunghe
Foto: Piscary

Carangide branchiospine lunghe

Ulua mentalis · Carangidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Medio
  • Taglia

    60–100 cm

  • Peso

    4,1 kg

Dove pescarlo

  • Scogliera
  • Costa rocciosa

Icone degli ambienti: Flaticon

Il carangide a branchiospine lunghe è un grande carangide delle acque costiere tropicali di Asia, Africa e Oceania, contraddistinto dalle branchiospine particolarmente sviluppate e dal corpo robusto a profilo compresso lateralmente. Caccia attivamente pesci e cefalopodi intorno alle strutture coralline e nei canali.

Calendario

Segnalata in 2 Paesi

Australia · Mozambico

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Riconoscerlo

Il corpo è corto e alto. È l’unico dato di forma che porta il dossier, insieme ai conteggi: nove spine dorsali, ventuno o ventidue raggi molli, tre spine anali, diciassette o diciotto raggi.

Ciò che manca merita di essere elencato, perché si potrebbe pensare a una lettura sbrigativa. Non c’è né peso massimo, né fascia di profondità, né temperatura, né stagione di frega, né descrizione della livrea. Per un carango che raggiunge il metro e che si pesca commercialmente, la scheda di riferimento ha una brevità insolita.

L’acqua che gli serve

Gli adulti vivono nelle acque costiere poco profonde, in prossimità delle barriere.

L’areale copre l’Indo-Pacifico occidentale, dall’Africa orientale e dal Madagascar fino a Taiwan e all’Australia. È un quarto di oceano, non la traversata completa che riescono a compiere diversi caranghi dello stesso settore.

Zone

  • Passaggi recifali
  • Pareti coralline
  • Zone di corrente forte
  • Platiers e bassifondi

Tecniche

  • Jigging pesante
  • Popper di superficie
  • Pesca con esca viva
  • Esche dure di grandi dimensioni

Esche e artificiali

  • Pesci vivi grandi
  • Jig pesanti
  • Popper
  • Esche morbide XXL

Di cosa si nutre

Il giovane mangia crostacei bentonici. L’adulto mangia crostacei e pesce.

La sfumatura si legge da vicino: non c’è sostituzione ma aggiunta. Il pesce entra nel menu, il crostaceo vi resta. In molti predatori marini l’invertebrato scompare man mano che la bocca cresce; questo lo mantiene fino alla fine.

Come pescarlo

Due conseguenze, una sul terreno, l’altra sull’esca.

Il terreno è corto. Acque costiere basse, immediati dintorni della barriera: un pesce di questa stazza preso a bassa profondità vicino al corallo lascia poco margine, e la distanza tra il punto di abboccata e il primo ostacolo è il vero fattore limitante del combattimento.

L’esca segue il regime. Poiché il crostaceo resta nel menu dell’adulto, un’esca o un artificiale da invertebrato presentato vicino al fondo conserva il suo senso su un grande esemplare, mentre lo si scarterebbe per principio davanti a un predatore di taglia comparabile. La taglia corrente è di sessanta centimetri.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Sei lingue nominano la stessa parte anatomica, e non è quella che la descrizione dettaglia. Carangue à longues branchiospines in francese, longrakered trevally in inglese, jurel de branquiespinas largas in spagnolo, Langkiemenreusen-Stachelmakrele in tedesco: tutte designano le branchiospine, questi pettini ossei piantati sull’arco branchiale, all’uscita della bocca. La notizia consultata qui non ne dice nulla.

L’epiteto scientifico guarda ancora altrove. Mentalis è formato sul latino mentum, il mento: è la regione mentoniera che il descrittore ha giudicato degna di un nome. Due tradizioni di denominazione, due caratteri presi di mira, e una diagnosi che non riprende né l’uno né l’altro.

Fonti: api.gbif.org

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