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SpecieNodi
Carangide gigante (GT)
Foto: Piscary

Carangide gigante (GT)

Caranx ignobilis · Carangidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Medio
  • Taglia

    100–170 cm

  • Peso

    14–80 kg

  • Temp. acqua

    26–29 °C

  • Profondità

    10–188 m

Dove pescarlo

  • Scogliera
  • Spiaggia

Icone degli ambienti: Flaticon

Il Giant Trevally è il più grande rappresentante delle caranghe, riconoscibile per la corporatura robusta e la fronte pronunciata. Predatore apicale dei reef Indo-Pacifici, caccia sia in acque basse che al largo.

Calendario

Segnalata in 25 Paesi

Arabia Saudita · Australia · Egitto · Figi · Filippine · Giappone · India · Indonesia · Isola Christmas · Isole Cook · Isole Marianne Settentrionali · Isole Marshall · Malaysia · Maldive · Mayotte · Mozambico · Nuova Caledonia · Papua Nuova Guinea · Polinesia Francese · Samoa Americane · Seychelles · Stati Uniti · Sudafrica · Taiwan · Thailandia

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

La specie occupa l’Indo-Pacifico, dal mar Rosso e dalla costa orientale dell’Africa fino alle Hawaii e alle Marchesi, a nord fino al Giappone meridionale e alle Ogasawara, a sud fino al nord dell’Australia.

Riconoscerlo

Il petto è nudo sulla faccia ventrale, con al massimo una piccola area di scaglie prepelviche. È il carattere decisivo: nel carangide pinnazzurra, che divide con lui le stesse barriere, il petto è interamente squamoso.

Le branchiospine, rudimenti compresi, sono venti a ventiquattro in tutto. Il carangide pinnazzurra ne ha venticinque a ventinove, di solito ventisei o ventisette — il conteggio separa dunque i due senza ambiguità.

Nell’adulto la testa e il corpo vanno dal grigio argentato al nero sopra, più pallidi sotto, e le pinne sono uniformemente grigie o nere. I pesci che vengono da acque torbide sono più scuri.

Nove spine dorsali, diciotto a ventuno raggi molli, tre spine anali, quindici a diciassette raggi, ventiquattro vertebre. A differenza delle ricciole, il peduncolo caudale porta scudetti — le scaglie spinose in carena caratteristiche dei carangidi.

La riproduzione

La deposizione avviene sulle barriere esterne poco profonde e sulle secche al largo.

La maturità arriva verso i sessanta centimetri. Un pesce di un metro — la taglia comune — si è quindi già riprodotto, ma il grosso della crescita viene dopo.

Alle Hawaii è stato trovato un ibrido con il carangide pinnazzurra, il che conferma la vicinanza delle due specie nonostante criteri di determinazione netti.

L’acqua che gli serve

Gli adulti sono pelagici sopra la sabbia e la roccia, fra dieci e centottantotto metri, in un’acqua da ventisei a ventinove gradi.

Vivono soli e occupano le lagune limpide e le barriere esterne. È un tratto che separa questa specie dai carangidi gregari, e cambia del tutto il modo di cercarla.

I giovani si sviluppano negli estuari — una nursery distinta dall’habitat dell’adulto, e legata ad ambienti litoranei fragili.

Zone

  • Canali dei reef corallini
  • Bordi di reef esposti
  • Zone di forte corrente
  • Spiagge di sabbia battuta

Tecniche

  • Pesca con popper pesante
  • Jigging verticale intensivo
  • Pesca con esca viva di grosso calibro
  • Casting dalla riva

Esche

  • Popper pesanti
  • Jig metallici pesanti
  • Grossi vivi (carangidi, cefali)
  • Artificiali morbidi di grande taglia

Di cosa si nutre

Si nutre di crostacei — granchi e aragoste — e di pesci, di notte.

Quest’ultimo punto è il dato più operativo della scheda. Un predatore solitario di questa taglia che si alimenta di notte non si pesca nello stesso momento di un cacciatore diurno, e la presenza di aragoste nel suo menù presuppone una bocca capace di stritolare un carapace.

Come pescarlo

È uno dei pesci sportivi più ricercati al mondo, e la sua fama nasce da tre cose messe insieme: la taglia, la potenza, e il fatto che attacchi in superficie in pochissima acqua.

La solitudine dell’adulto obbliga a coprire terreno: lagune limpide, barriere esterne, secche al largo. Non c’è un banco da intercettare, solo pesci sparsi da provocare.

L’attività alimentare notturna va messa accanto agli attacchi di superficie osservati di giorno, che dipendono dall’aggressività quanto dalla fame.

Gli individui grossi possono essere ciguatossici. La tossina resiste alla cottura come alla congelazione e si concentra con la taglia; la sua presenza dipende dal settore, e prima di qualunque consumo la cosa va chiesta sul posto.

È il più grande carangide del mondo, e le cifre pubblicate per i suoi soggetti maggiori non concordano da una fonte all’altra.

Conservazione

La maturità a sessanta centimetri e una crescita che prosegue a lungo dopo fanno sì che gli individui molto grossi siano pesci vecchi, e che portino il grosso della capacità riproduttiva.

La nursery d’estuario costituisce una pressione indipendente dalla pesca: la trasformazione del litorale e la scomparsa delle mangrovie eliminano i giovani prima che intervenga una sola barca.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Carangue grosse tête in francese, oppure carangue ignoble per traduzione letterale dell’epiteto. Giant trevally in inglese, spesso abbreviato in GT nell’ambiente della pesca sportiva. Ulua alle Hawaii.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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