
Carangide codagialla
Atule mate · Carangidae
- Mare
- Mare costiero
- Medio
- Taglia
26–30 cm
- Peso
0,2 kg
- Profondità
1–80 m
Dove pescarlo
- Scogliera
Icone degli ambienti: Flaticon
Il sugarello coda gialla è un piccolo carangide costiero dei mari tropicali di Asia, Africa e Oceania, identificato dalla coda giallo brillante che contrasta con il corpo argenteo e da una linea laterale leggermente arcuata. Forma grandi banchi pelagici e frequenta le barriere coralline e le zone lagunari.
Calendario
Segnalata in 3 Paesi
Australia · Mozambico · Thailandia
Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
Il suo areale copre l’Indo-Pacifico in tutta la larghezza: dal Mar Rosso e dalla costa africana orientale fino alle Hawaii e alle Samoa, risalendo al Giappone e scendendo al Mare di Arafura e al nord dell’Australia.
Riconoscerlo
La palpebra adiposa è ben sviluppata e copre interamente l’occhio, salvo una fessura verticale centrata sulla pupilla. È un dispositivo notevole — l’occhio resta chiuso sotto una membrana trasparente che lascia solo una feritoia — e identifica la specie senza esitazione.
Negli adulti gli ultimi raggi della dorsale e dell’anale hanno forma di pinnule, lunghi all’incirca il doppio dei raggi vicini.
Il margine del cinto scapolare resta liscio, privo di papille. Quanto ai conteggi: nove spine alla prima dorsale, una ventina di raggi molli alla seconda, tre spine anali e una ventina di raggi.
L’acqua che gli serve
Gli adulti occupano le mangrovie e le baie costiere, in acque pelagiche. Formano banchi fino a una cinquantina di metri nelle acque sotto costa, oppure vivono isolati.
Sono principalmente diurni.
Zone
- Lagune costiere
- Attorno alle scogliere
- Zone sabbiose basse
- Baie riparate
Tecniche
- Sabiki ultraleggero
- Micro-esche
- Pesca leggera in superficie
- Canna leggera in lancio libero
Esche
- Piccole piume
- Micro-jig
- Pezzetti di gambero
- Vermi marini sottili
Di cosa si nutre
Si nutrono soprattutto di crostacei e invertebrati planctonici — copepodi in particolare — oltre che di cefalopodi.
Il comportamento di caccia è descritto in modo utile: nuotano veloci in acqua libera all’inseguimento dello zooplancton.
Inseguire zooplancton a grande velocità è un paradosso solo apparente, ed è lì che la palpebra adiposa trova il suo senso: un pesce che sfreccia dentro una nuvola di copepodi deve proteggere l’occhio dall’attrito dell’acqua e insieme conservare, attraverso una fessura, una vista utilizzabile.
Come pescarlo
Le mangrovie e le baie costiere, di giorno, su banchi a poca profondità, fino a una cinquantina di metri.
La dieta planctonica impone imitazioni piccolissime, oppure la si sfrutta altrimenti: il carangide codagialla è cercato soprattutto come esca viva per i grandi pelagici costieri.
Ventisei centimetri di taglia corrente, per una maturità già a diciassette. È un pesce piccolo, da pescare fine.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, quote).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Carangide codagialla in italiano, dal colore della caudale; comète à queue jaune in francese. Yellowtail scad in inglese, atule in diverse lingue del Pacifico, parola che il nome di genere ha ripreso. È un pesce di consumo corrente e da esca in tutto l’Indo-Pacifico.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org