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Sugarello occhione
Foto: Piscary

Sugarello occhione

Selar crumenophthalmus · Carangidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Medio
  • Taglia

    70 cm

  • Longevità

    3 anni

  • Profondità

    0–170 m

Dove pescarlo

  • Scogliera
  • Alto mare

Icone degli ambienti: Flaticon

Il selar occhi grandi deve il nome ai suoi occhi particolarmente grandi e prominenti, tratto distintivo tra i Carangidae di piccola taglia. Il corpo slanciato argenteo con dorso blu-verde lo rende una preda molto ricercata dai grandi predatori, e nuota in fitti banchi pelagici costieri nelle acque tropicali di tutto il mondo.

Calendario

Segnalata in 25 Paesi

Australia · Brasile · Camerun · Caraibi Olandesi · Colombia · Congo-Brazzaville · Costa d’Avorio · Ecuador · Gabon · Ghana · Giappone · Guinea · Guinea Equatoriale · Guinea-Bissau · Indonesia · Liberia · Messico · Mozambico · Nigeria · Polinesia Francese · Portorico · Senegal · Sierra Leone · Stati Uniti · Vanuatu

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Riconoscerlo

L’occhio è smisurato, ed è lui a dare il nome alla specie in quasi tutte le lingue. Una palpebra adiposa ben sviluppata lo circonda.

Nove spine dorsali, da ventiquattro a ventisette raggi molli, tre spine anali, da ventuno a ventitré raggi. Il corpo è fusiforme e compresso.

Un occhio grande in un pesce pelagico annuncia quasi sempre un’attività notturna, ed è il caso qui.

L’acqua che gli serve

Gli adulti preferiscono le acque oceaniche limpide intorno alle isole, fino alle acque neritiche, e si incontrano occasionalmente in acque torbide. La specie è pelagica.

Il dato che la caratterizza è sociale: gli individui circolano in gruppi compatti di centinaia di migliaia di pesci.

Centinaia di migliaia, in formazione serrata: è una delle densità più forti documentate del catalogo, e spiega al tempo stesso il suo posto nella rete trofica e l’interesse che presenta per la circuizione.

Zone

  • Acque costiere basse
  • Attorno alle scogliere
  • Baie e lagune
  • Zone pelagiche costiere

Tecniche

  • Sabiki (multi-ami)
  • Esche leggere
  • Pesca in mare aperto
  • Canna leggera in lancio libero

Esche e artificiali

  • Piccole piume artificiali
  • Pezzetti di gambero
  • Vermi marini
  • Micro-jig

Di cosa si nutre

La specie è prevalentemente notturna: i banchi si disperdono di notte per alimentarsi.

Il menu cambia secondo la posizione. Vicino alle coste, sono piccoli gamberi, invertebrati bentonici e foraminiferi. Al largo, zooplancton e larve di pesci.

La sequenza è notevole: un banco straordinariamente compatto di giorno, che si disfa di notte per mangiare, poi si riforma. La compattezza diurna è dunque una difesa, non una strategia di caccia.

Come pescarlo

Il ciclo giorno-notte decide tutto. Di giorno, un banco denso e individuabile che si può circuire; di notte, pesci dispersi che si alimentano — ed è allora che abboccano a un’esca.

Il grande occhio e l’attività notturna si corrispondono, e le luci impiegate per concentrare i banchi di notte sfruttano direttamente questa fisiologia.

La specie è ricercata soprattutto come esca viva per i grandi pelagici, ed è a questo titolo che ha il valore maggiore.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Sélar coulisou o coulisou in francese. Bigeye scad in inglese, akule alle Hawaii, matang baka in diverse lingue del Pacifico. Tutti questi nomi rimandano all’occhio, che è davvero l’unico carattere di cui si abbia bisogno.

Fonti: api.gbif.org

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