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SpecieNodi
Arapaima
Foto: Piscary

Arapaima

Arapaima gigas · Arapaimidae

  • Acqua dolce
  • Predatori
  • Difficile
  • Regolamentato
  • Taglia

    200–450 cm

  • Peso

    64–200 kg

  • Temp. acqua

    25–29 °C

Dove pescarlo

  • Lago
  • Fiume

Icone degli ambienti: Flaticon

L'arapaima è uno dei pesci d'acqua dolce più grandi al mondo, capace di superare i 2 metri di lunghezza, con un corpo fusiforme coperto da grandi scaglie dure dai riflessi metallici verdi e rossi. Predatore che respira aria, caccia pesci e piccoli animali in superficie nelle acque amazzoniche.

Calendario

Segnalata in 6 Paesi

Bolivia · Brasile · Colombia · Ecuador · Guyana · Perù

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

Un solo bacino porta la specie, quello del Rio delle Amazzoni, tra i cinque gradi nord e gli undici sud. Nulla in quella fascia somiglia a una barriera: a disegnarla sono le esigenze dell’animale, un’acqua tenuta tra venticinque e ventinove gradi e un’acidità stretta, da sei a sei e mezzo sulla scala del pH.

La documentazione aggiunge una sfumatura che nessuna carta rende. La pesca ha ridotto non solo gli effettivi, ma la presenza dei grandi individui, e l’ha fatto anzitutto intorno alle regioni popolate. La distribuzione reale ha dunque dei vuoti che seguono le città e le vie di comunicazione, non la geografia del fiume.

La riproduzione

Il nido si scava nella sabbia: una conca profonda una quindicina di centimetri e larga una cinquantina. Aprile e maggio sono i mesi della deposizione, e i genitori non se ne vanno: sorvegliano le uova, poi i piccoli.

Ne discendono due esigenze. Serve un fondo sabbioso scoperto, che esiste solo in certi tratti della rete idrografica; e serve che il riproduttore vi resti immobile per settimane, in acqua bassa, occupato a fare la guardia.

La maturità, invece, si misura in metri. I dati pubblicati la collocano intorno al metro e cinquanta, in una forbice stretta che va da centoquarantacinque a centocinquantaquattro centimetri. Detto altrimenti, nessun individuo si riproduce prima di aver superato la taglia alla quale la maggior parte dei pesci d’acqua dolce finisce la propria vita.

L’acqua che gli serve

L’anno si gioca in due tempi. Con la piena, la specie raggiunge le parti alte della piana alluvionale; con la magra, ridiscende verso gli ambienti lacustri, dove passa la stagione secca.

Quell’andirivieni cambia tutto, perché fa alternare due situazioni opposte. In acque alte i pesci sono dispersi in un volume immenso e coperto. In acque basse sono chiusi dentro laghi di cui si fa il giro.

Zone

  • Pianure allagate amazzoniche
  • Laghi di meandro (cochas)
  • Rive dei grandi fiumi
  • Zone poco profonde con vegetazione galleggiante

Tecniche

  • Pesca con vivo in superficie
  • Grandi esche di superficie
  • Pesca con morto animato
  • Popper di grande taglia

Esche

  • Pesci vivi grandi
  • Esche morbide XXL
  • Popper da superficie
  • Pesci morti naturali

Come pescarlo

Tutto parte dalla respirazione. La specie è un respiratore d’aria obbligato: le branchie non le bastano, la vescica natatoria le fa da polmone, e deve salire a prendere aria in superficie per continuare a vivere. Non è una comodità, è un vincolo.

La risalita si sente. L’animale aspira l’aria con un colpo rumoroso, descritto come caratteristico, e il rumore va lontano. Un pesce di quella mole annuncia dunque da sé la propria posizione, a intervalli regolari, senza che nulla lo dispensi dal farlo.

Questo rovescia il modo di cercare. Altrove si batte l’acqua per trovare il pesce; qui ci si apposta, si ascolta e si guarda, ed è il pesce a segnalare il posto. La magra rende l’esercizio ancora più semplice, perché le risalite si contano allora dentro uno specchio d’acqua chiuso.

Lo si dà comunemente per il più grande pesce d’acqua dolce del mondo. Il titolo è conteso e i massimi pubblicati variano da una fonte all’altra; la taglia corrente riportata, due metri, dice meglio quel che si incontra — ed è su quella che si dimensiona l’attrezzatura.

Regolamentato — Cattura spesso regolata da quote, misure, stagioni o dichiarazioni.

Conservazione

Le fonti nominano esplicitamente il sovrasfruttamento, e il meccanismo è iscritto nella biologia dell’animale.

Un pesce costretto a venire a respirare non può nascondersi. La discrezione, che protegge tutti gli altri, gli è negata: la sua posizione è tradita dall’unico gesto che non può risparmiarsi, e basta un arpione per approfittarne. Aggiungiamo che il riproduttore resta per settimane su un nido poco profondo in aprile e in maggio, e che la prima riproduzione non arriva prima del metro e cinquanta. La pesca preleva dunque in via prioritaria pesci che non hanno ancora deposto, e raggiunge gli altri nel momento in cui sono fermi sul posto.

La conseguenza si legge nella descrizione dell’areale: effettivi ridotti e, soprattutto, rarefazione dei grossi soggetti vicino alle zone abitate. Non è un declino uniforme, è un gradiente che parte dagli uomini.

La specie figura nell’appendice II della CITES, il che pone il suo commercio internazionale sotto sorveglianza. Un’appendice regola ciò che attraversa una frontiera; la pesca descritta qui si esercita sul fiume. Va infine saputo che la valutazione mondiale di riferimento risale al 1996: il quadro normativo e la conoscenza scientifica non hanno la stessa età.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, quote di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Arapaima in italiano come in francese. Pirarucu in Brasile, paiche in Perù e nell’alto bacino: il pesce cambia nome a seconda che lo si peschi sul corso principale o vicino alle Ande, mentre nessuna frontiera biologica separa quelle acque.

Il genere ha una famiglia tutta sua, gli arapaimidi, che non conta altri che lui e i suoi prossimi parenti. È una posizione rara in un catalogo dove la maggior parte delle specie divide la famiglia con decine di altre.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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