
Cernia gigante atlantica
Epinephelus itajara · Serranidae
- Mare
- Mare costiero
- Difficile
- Taglia
150–250 cm
- Peso
44–455 kg
- Longevità
37 anni
- Profondità
0–100 m
Dove pescarlo
- Scogliera
- Costa rocciosa
Icone degli ambienti: Flaticon
La cernia golia è uno dei serranidi più grandi al mondo, potendo raggiungere 2,5 m e oltre 400 kg. Il suo corpo massiccio è giallastro-brunastro con piccole macchie e bande scure irregolari. Occupa fondali rocciosi, relitti e mangrovie lungo le coste atlantiche tropicali e subtropicali, spesso in acque poco profonde.
Calendario
Segnalata in 19 Paesi
Benin · Brasile · Camerun · Congo-Brazzaville · Costa d’Avorio · Cuba · Gabon · Ghana · Guinea · Guinea Equatoriale · Guinea-Bissau · Guyana Francese · Liberia · Messico · Nigeria · Portorico · Senegal · Sierra Leone · Stati Uniti
Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
La specie occupa l’Atlantico occidentale dalla Florida al sud del Brasile, golfo del Messico e Caraibi compresi, e l’Atlantico orientale dal Senegal al Congo. Alle Canarie è rara.
Due precisazioni di nomenclatura contano. Le popolazioni del Pacifico orientale, dal golfo di California al Perù, appartengono a un’altra specie. E nell’Atlantico occidentale le popolazioni di itajara sono discrete, cioè separate l’una dall’altra: un’estinzione locale non si compensa dunque con un afflusso vicino.
Riconoscerlo
La testa è larghissima, ed è il primo carattere. Lo spazio interorbitale è piatto, il preopercolo arrotondato e finemente dentellato, l’opercolo porta tre spine appiattite di cui quella di mezzo è la più alta.
Il corpo è robusto e allungato: l’altezza sta da 2,7 a 3,4 volte nella lunghezza standard, la testa da 2,3 a 2,9. Il colore va dal giallo brunastro al grigio o al verdastro, con la testa, il dorso e le pinne seminati di piccoli punti neri.
Due dettagli della bocca chiudono la determinazione: il mascellare è squamoso e supera largamente l’occhio verso l’indietro, e davanti alle mascelle non c’è nessun canino — da tre a cinque file di denti subuguali sulla parte mediana della mascella inferiore.
Resta la mole, che rende superflui tutti quei dettagli: è la cernia più grande dell’Atlantico, e il suo nome comune lo dice.
L’acqua che gli serve
È una specie solitaria delle zone costiere basse, su fondali di roccia, di corallo o di fango. La profondità va da zero a cento metri, con l’essenziale sopra i quarantasei.
Il ciclo di vita è strutturato dalla mangrovia. I giovanili vi si sviluppano, e altrettanto negli estuari salmastri; i grandi adulti vi tornano a volte. Una costa che perde la mangrovia perde le sue giovani cernie giganti, a prescindere dallo stato della scogliera al largo.
Gli adulti occupano aree vitali ristrette, con pochi spostamenti da una scogliera all’altra. Sono territoriali intorno alla grotta che li ripara o al relitto, dove oppongono una parata di minaccia, bocca aperta e corpo fremente.
I soggetti più grandi sono stati osservati mentre seguivano e caricavano dei subacquei.
Zone
- Mangrovie costiere
- Relitti sommersi
- Fondali rocciosi poco profondi
- Barriere coralline costiere
Tecniche
- Pesca di fondo con grosse esche
- Pesca su relitto
- Jigging pesante
- Artificiale morbido di grande taglia
Esche
- Pesce intero (cefalo, sgombro)
- Calamaro grande
- Granchio intero
- Aragosta
- Polpo
Di cosa si nutre
Si nutre anzitutto di crostacei, in particolare di aragoste, e poi di tartarughe e di pesci, comprese le pastinache.
Prendere una pastinaca vuol dire ignorarne l’aculeo, e prendere una tartaruga vuol dire avere una bocca capace di inghiottire l’animale intero. Questo regime dice meglio di qualunque cifra che cosa sia un pesce di quella massa.
Come pescarlo
La specie è stata sovrasfruttata, soprattutto dalla pesca subacquea. La combinazione si capisce senza sforzo: un pesce enorme, territoriale, fedele a un relitto o a una grotta, curioso fino a venire verso il subacqueo, e con un’area vitale minuscola.
La sua pesca è vietata o strettamente regolata in più paesi del suo areale, e quelle disposizioni si verificano presso l’autorità competente prima di ogni uscita.
Dalla taglia e dal comportamento territoriale segue un’avvertenza di sicurezza: la parata di minaccia a bocca aperta non è un bluff in un pesce capace di inghiottire una tartaruga, e le cariche contro i subacquei sono documentate.
Conservazione · Vulnerabile (IUCN) — Questa specie è minacciata di estinzione. Rilasciala sempre (no-kill), maneggiala con la massima cura e verifica le regole locali: la sua pesca può essere vietata.
Conservazione
Tre tratti si sommano, e nessuno è reversibile a breve termine.
L’area vitale ristretta fa sì che ogni scogliera, ogni relitto ospiti pochi individui noti e individuabili. Il prelievo non diluisce lo sforzo: svuota un sito, poi il successivo.
Le popolazioni dell’Atlantico occidentale sono discrete, dunque senza ricolonizzazione dalle zone vicine. Un sito svuotato resta svuotato.
Infine, la maturità arriva solo a centoventotto centimetri, per una longevità di trentasette anni. La maggior parte degli individui che si incontrano non ha dunque riprodotto nulla, e un pesce maturo rappresenta più di un decennio di crescita.
La dipendenza dei giovanili dalla mangrovia aggiunge una pressione indipendente dalla pesca: le opere sul litorale cancellano la nursery prima ancora che il primo pesce sia catturato.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Mérou géant de l’Atlantique in francese, Atlantic goliath grouper in inglese — un tempo jewfish, nome abbandonato per ragioni evidenti e che si incontra ancora nella letteratura antica. Mero guasa in spagnolo, mero in Brasile.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org