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SpecieNodi
Testa di serpente striata
Foto: Piscary

Testa di serpente striata

Channa striata · Channidae

  • Acqua dolce
  • Predatori
  • Medio
  • Regolamentato
  • Taglia

    61–100 cm

  • Peso

    1,9–3,0 kg

  • Temp. acqua

    23–27 °C

  • Profondità

    1–10 m

Dove pescarlo

  • Canale
  • Stagno
  • Fiume

Icone degli ambienti: Flaticon

Presente nei fiumi di pianura - Più comune in acque ferme relativamente profonde (1-2 m)

Calendario

Segnalata in 12 Paesi

Cambogia · Cina · India · Indonesia · Malaysia · RAS di Hong Kong · RAS di Macao · Singapore · Sri Lanka · Taiwan · Thailandia · Vietnam

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

La specie occupa l’Asia, dal Pakistan alla Thailandia e alla Cina meridionale.

Diversi paesi segnalano un impatto ecologico sfavorevole dopo la sua introduzione fuori da quell’areale. È il rovescio consueto di un predatore che respira aria, sopravvive alla secca e si riproduce in una pozzanghera: pochissimi ambienti gli resistono.

Riconoscerlo

La testa dà il nome al gruppo: larga, appiattita sopra, coperta di grandi squame, richiama quella di un serpente. La bocca si apre ampiamente ed è interamente guarnita di denti.

Il corpo è subcilindrico, allungato, prolungato da una caudale arrotondata. La dorsale corre su trentotto-quarantatré raggi molli, l’anale su ventitré-ventisette, senza la minima spina: due lunghe pinne continue che danno all’animale il suo nuoto ondulante.

Il dorso e i fianchi sono scuri, marmorizzati di nero e di ocra, il ventre bianco. Le squame sono molto grandi, altro tratto di somiglianza con un rettile.

La riproduzione

La deposizione avviene nei fossi, nelle pozze e nelle risaie allagate: acque temporanee, basse e calde, che la maggior parte dei pesci non può utilizzare.

Gli avannotti formano poi un banco in superficie, e il maschio li sorveglia, appostato appena sotto. Quella nuvola di avannotti accompagnata da un adulto invisibile è uno spettacolo corrente nelle risaie, ed è anche il miglior indizio di presenza della specie.

La maturità arriva verso i diciotto centimetri, presto per un pesce che ne raggiunge cento.

L’acqua che gli serve

Gli adulti occupano pozze, ruscelli e fiumi, con una netta preferenza per le acque stagnanti e fangose di pianura. Si trovano soprattutto nelle paludi, ma anche nei fiumi di bassa quota, nei canali a debole corrente e nei campi allagati, il più delle volte da uno a due metri d’acqua.

Due tratti spiegano questa occupazione. Il primo è la respirazione aerea obbligata: l’animale deve salire a prendere aria in superficie, e non ha quindi bisogno che l’acqua sia ossigenata. Una pozza stagnante gli va bene.

Il secondo è più radicale. Passa la stagione secca sepolto nel fango sul fondo di laghi, canali e paludi, vivendo sulle proprie riserve di grasso, per tutto il tempo in cui la pelle e l’apparato respiratorio restano umidi. Uno specchio d’acqua che sparisce non lo uccide, lo mette in attesa.

Viene allevato in risaia, un uso antico che discende direttamente da queste due capacità.

Zone

  • Risaie e canali irrigui
  • Stagni e pozze con vegetazione densa
  • Fossi e lanche
  • Rive di fiumi con vegetazione densa

Tecniche

  • Pesca con artificiali di superficie (frog, popper)
  • Recupero con softbait
  • Pesca a vivo in superficie
  • Pesca con morto animato

Esche

  • Piccoli pesci vivi
  • Rane artificiali
  • Gamberi vivi
  • Softbait
  • Insetti di superficie

Di cosa si nutre

È un carnivoro di fondo, in agguato, che prende ciò che gli passa a tiro.

La bocca interamente dentata e la sua larga apertura sono lo strumento di un predatore che afferra in un colpo solo invece di inseguire.

Come pescarlo

Il pesce sta dove un pesce non si cerca: pozze stagnanti, fossi, canali fangosi, campi allagati. Un’acqua che nessun’altra specie di taglia sopporta è esattamente il suo dominio, ed è il primo riflesso da acquisire.

Bisogna poi leggere la superficie. Un pesce a respirazione aerea obbligata risale con regolarità, e quelle bolle o quelle bollate sorde ne tradiscono la posizione in un’acqua dove non si vede nulla. Lo tradiscono anche le nuvole di avannotti sorvegliate da un adulto, e in quel caso si ha a che fare con pesci aggressivi che attaccano tutto ciò che si avvicina.

Il suo metodo di caccia — l’agguato — orienta le presentazioni verso artificiali di superficie e di sottosuperficie che passano sopra la copertura vegetale. L’attacco è violento e avviene in pochissima acqua.

La stagione secca cambia tutto: i pesci sepolti nel fango sono irraggiungibili, e la specie torna accessibile solo con il ritorno dell’acqua.

Regolamentato — Cattura spesso regolata da quote, misure, stagioni o dichiarazioni.

Conservazione

Nel suo areale d’origine la specie è abbondante e sostiene una pesca di sussistenza importante. La capacità di sopravvivere alla secca e di riprodursi in una pozzanghera la mette al riparo dalle alterazioni che fanno sparire gli altri pesci.

È fuori dal suo areale che la questione si pone. Le stesse capacità ne fanno un’introduzione quasi irreversibile: un predatore che attraversa sepolto un periodo di secca e poi ripopola non si elimina con il prosciugamento, il metodo abituale.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di chiusura, quote di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Testa di serpente striata in italiano, snakehead murrel o striped snakehead in inglese, gabus in indonesiano, ikan haruan in malese. Il nome italiano come quello inglese vengono dalla testa squamosa e appiattita; l’intero gruppo porta questa immagine in quasi tutte le lingue.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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