
Abramide occhibianchi
Ballerus sapa · Cyprinidae
- Acqua dolce
- Carpe e ciprinidi
- Medio
- Taglia
15–35 cm
- Peso
0,0 kg
- Temp. acqua
10–25 °C
Dove pescarlo
- Fiume
Icone degli ambienti: Flaticon
Ciprinide dal corpo compresso lateralmente e allungato, con un profilo ventrale curvato caratteristico e una bocca inferiore adattata alla ricerca di cibo sul fondo.
Calendario
Il suo areale
Occupa i grandi fiumi che sfociano nel Mar Nero, nel Mar d’Azov, nel Caspio e nel Mare d’Aral.
È introdotta o nativa nel bacino della Dvina settentrionale, dove sta attualmente avanzando verso nord a partire dai corsi superiori più caldi. È stata immessa nel Volchov, affluente del lago Ladoga, e nel Reno nel 1995, ed è invasiva nel bacino della Vistola, arrivata dal bacino del Mar Nero attraverso il canale Pripjat-Bug.
Quest’ultima via merita di essere nominata: un canale scavato per la navigazione ha aperto un passaggio tra due bacini che nulla collegava, e la specie l’ha imboccato.
Riconoscerlo
Tre caratteri la separano dalla congenere: una bocca piccola e infera, da quarantasette a cinquantaquattro squame sulla linea laterale, e un occhio grande, il cui diametro eguaglia all’incirca la lunghezza del muso.
Quell’occhio grande è il dettaglio più utile. Un ciprinide dal corpo alto, con bocca infera e occhio lungo quanto il muso, non si confonde con l’abramide né con la blicca.
Il corpo è fusiforme.
La riproduzione
La deposizione avviene in grandi assembramenti, in acqua veloce, su fondo di ghiaia o su vegetazione sommersa. Le uova adesive si fissano alle pietre o alle piante.
Gli individui semianadromi cominciano la migrazione riproduttiva in novembre nella Kura, cioè parecchi mesi prima della deposizione.
Una migrazione che parte in autunno per una frega di primavera esige, anche qui, un fiume percorribile per metà dell’anno.
L’acqua che gli serve
L’abramide occhibianchi occupa i fiumi a corrente rapida, così come i grandi fiumi di pianura e gli estuari. Le popolazioni orientali, salmastre, entrano nei corsi inferiori dei fiumi per deporre.
È attiva di notte.
Le popolazioni semianadrome si alimentano nei grandi ambienti salmastri degli estuari che circondano il Mar Nero.
Zone
- Fondali limosi in riva
- Fosse profonde del fiume
- Zone calme a valle di ostacoli
- Rami morti e aree golenali
Tecniche
- Pesca al feeder
- Pesca all'inglese
- Pesca al colpo
- Pesca alla bolognese
Esche
- Larva di chironomide
- Bigattino
- Boilies piccolo formato
- Pasta aromatizzata
- Mais dolce
Di cosa si nutre
Si nutre di invertebrati bentonici.
L’occhio grande e l’attività notturna si completano: un frugatore di fondo che lavora di notte deve raccogliere la poca luce disponibile.
Come pescarlo
La notte e il fondo. Una specie notturna che fruga il sedimento si prende con esche posate, a fine giornata e dopo il calar del sole.
I grandi assembramenti di deposizione, in acqua veloce sulla ghiaia, concentrano i pesci in primavera: è la finestra più leggibile.
Quindici centimetri di taglia corrente: tutto il montaggio si regola su quel calibro, amo minuto ed esca in proporzione.
Conservazione
La specie è in espansione, non in declino, ed è questo a renderla interessante da seguire.
Tre vie lo spiegano: un avanzamento naturale verso nord nella Dvina, immissioni deliberate e il passaggio per un canale di navigazione tra due bacini. L’ultima è la meno reversibile: un canale aperto resta aperto.
La migrazione riproduttiva avviata in novembre resta invece il suo punto debole nell’areale d’origine, dove i fiumi sono ampiamente sbarrati.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di chiusura, quote di cattura).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Abramide occhibianchi in italiano, dall’occhio grande; brème de la Sava in francese, dall’affluente danubiano. White-eye bream in inglese, nome che rimanda al grande occhio e dunque al criterio giusto. Zope, in tedesco, designa la congenere, il che si presta a confusione.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org