
Alborella
Alburnus alburnus · Cyprinidae
- Acqua dolce
- Carpe e ciprinidi
- Facile
- Taglia
15–18 cm
- Peso
0,0–0,1 kg
- Temp. acqua
10–20 °C
Dove pescarlo
- Canale
- Lago
- Fiume
Icone degli ambienti: Flaticon
Minuscolo pesce argentato che forma immensi banchi - pesca veloce
Calendario
Segnalata in 24 Paesi
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Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
La specie occupa la maggior parte dell’Europa a nord del Caucaso, dei Pirenei e delle Alpi, e si spinge verso est fino agli Urali e all’Emba. È un’area di pianura e di media quota, inquadrata da catene montuose più che da meridiani.
Le assenze naturali disegnano quel confine meglio delle presenze. Il pesce mancava alla penisola iberica, ai bacini adriatico ed egeo salvo la Marizza, all’Italia, all’Irlanda, alla Gran Bretagna fuori dal suo angolo sud-orientale, alla Norvegia e alla Scandinavia oltre il sessantasettesimo parallelo, e al bacino caspico a sud del Volga. In Anatolia si limita al bacino di Marmara.
Parecchi di questi vuoti sono stati colmati a mano. Introduzioni locali l’hanno insediata in Spagna, in Portogallo e in Italia, e almeno un paese ha constatato un effetto ecologico sfavorevole dopo il suo arrivo. Il caso italiano merita una nota: la penisola ospita un congenere autoctono, l’alborella italiana, la cui area si sovrappone ormai a quella di un ciprinide gregario dal regime identico.
Riconoscerlo
L’alborella porta la bocca rivolta all’insù. Di poco, ma quanto basta perché la mascella inferiore sporga e perché l’apertura guardi la superficie e non il fondo. Su un pesce di quindici centimetri questo dettaglio vale più di un conteggio: dice dove l’animale vive e di che cosa si nutre.
Il fianco, invece, non porta nulla. Nessuna banda scura longitudinale sull’animale vivo, e niente più di una traccia incerta su un esemplare conservato — il che è già un carattere in sé, visto che parecchi dei suoi parenti stretti ne hanno una ben marcata. L’insieme è argento vivo, quasi uno specchio, con il dorso verdastro.
I conteggi risolvono i casi dubbi. L’origine dell’anale cade sotto il quarto e il quinto raggio ramificato della dorsale, la linea laterale conta da quarantacinque a quarantotto scaglie più tre sulla caudale, l’anale porta da diciassette a venti raggi ramificati e mezzo, e si rilevano da sedici a ventidue branchiospine per un numero di vertebre che va da quarantuno a quarantaquattro. La carena ventrale è priva di scaglie per tutta la distanza che separa l’ano dalla base delle ventrali.
Le dimensioni chiudono la questione. La maturità arriva a dieci centimetri appena e la taglia comune è di quindici. Tutta la vita adulta di questo pesce sta in una mano.
La riproduzione
La frega avviene sulla pietra, in acqua bassa: raschi di poco pescaggio, rive ciottolose dei laghi, a volte sopra la vegetazione sommersa. Il supporto è duro e pulito, non fangoso.
L’incubazione dura all’incirca quattro giorni. È pochissimo, e cambia la natura del rischio: la deposizione non ha bisogno di un supporto stabile per settimane, ma soltanto di un’acqua che non si muova troppo per novantasei ore. Una deposizione che schiude in novantasei ore incassa un colpo di piena assai meglio di una lasciata per settimane sulla ghiaia.
L’acqua che gli serve
È un pesce di acqua libera e di strato superficiale. Occupa le zone aperte dei laghi e dei fiumi medi e grandi, in branchi tenuti vicino alla superficie, in acque dai dieci ai venti gradi, da neutre ad alcaline e piuttosto dure.
Crescendo cambia teatro, e lo fa nel senso contrario a quanto si osserva nella maggior parte dei ciprinidi. Le larve restano nella fascia litorale; i giovani, invece, lasciano le rive per guadagnare l’acqua libera, dove vivono di plancton, di insetti in deriva e di invertebrati caduti in superficie. Qui la nursery non è la riva: è il largo ad accogliere i giovani.
L’inverno raduna tutti altrove. I branchi abbandonano le acque libere per formare concentrazioni fortissime nelle lanche e nelle acque morte. Uno specchio d’acqua che a gennaio sembra vuoto non lo è: il pesce sta ammassato negli ambienti laterali.
Zone
- Superficie
- mezz'acqua
- zone calme
Tecniche
- Pesca a roubaisienne ultraleggera
- All'inglese volante
Esche
- Bigattini
- Pinkies
- Vermi di sangue (chironomi)
Di cosa si nutre
Plancton, essenzialmente — crostacei planctonici e insetti. Niente che si cerchi sul fondo, niente che richieda di frugare un substrato.
La conseguenza discende dalla posizione della bocca. Un pesce che guarda verso l’alto preleva quello che deriva e quello che cade, e sale a prenderlo: una schiusa di insetti, una raffica che carica la superficie, un albero che lascia cadere i suoi ospiti riguardano direttamente quel branco. È anche ciò che lo rende catturabile a mosca, cosa che da un ciprinide di questa taglia non ci si aspetta.
Come pescarlo
La montatura si regola a centimetri sotto il pelo dell’acqua. Il pesce tiene lo strato alto; una piombatura che la porti a mezz’acqua passa sotto l’intero branco. Amo minuscolo, esca sottile, bocconi che derivano invece di scendere.
È una pesca di cadenza. Il branco è numeroso, l’abboccata immediata, e la resa dipende dal ritmo con cui si rimette in acqua più che dalla finezza della montatura. La pasturazione fine, a pioggia e in superficie, tiene il branco sul posto invece di richiamarlo da lontano.
Il grosso del suo valore per un pescatore resta però indiretto. L’alborella è l’esca viva di riferimento per i predatori, viene del resto allevata proprio a questo scopo, e la sua presenza determina quella dei predatori che la seguono — l’aspio ne ha fatto la sua preda principale. Individuare un branco di alborelle in superficie dice quindi tanto su ciò che si aggira sotto quanto su ciò che si può prendere.
Un’ultima cosa, storica: questo pesce è stato pescato per le scaglie e non per le carni. Servivano a produrre l’essenza d’Oriente, la patina madreperlacea con cui si rivestivano le perle artificiali, e per una sola collana ne occorrevano quantità considerevoli.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di chiusura, quote di cattura).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Ablette in francese, parola che viene dal latino albus, il bianco, come il nome scientifico stesso — ripetuto due volte, genere e specie. L’inglese dice bleak, il tedesco Ukelei, lo spagnolo alburno, l’italiano alborella. Ed è proprio il termine italiano a chiedere prudenza: nell’uso corrente designa la specie autoctona della penisola, che è un altro pesce.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org