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Leccia a due macchie
Foto: Piscary

Leccia a due macchie

Scomberoides lysan · Carangidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Medio
  • Taglia

    60–110 cm

  • Peso

    1,5–11 kg

  • Temp. acqua

    26–29 °C

  • Profondità

    0–100 m

Dove pescarlo

  • Scogliera
  • Costa rocciosa
  • Alto mare

Icone degli ambienti: Flaticon

La queenfish a due macchie è un carangide slanciato delle coste tropicali di Asia, Africa e Oceania, riconoscibile dalla fila di macchie scure ovali sui fianchi e dal corpo allungato e leggermente compresso. Predatrice rapida di superficie, attacca piccoli pesci con agilità e salta spesso fuori dall'acqua.

Calendario

Segnalata in 13 Paesi

Australia · Giappone · Indonesia · Isole Marianne Settentrionali · Maldive · Mozambico · Nuova Caledonia · Polinesia Francese · Samoa Americane · Seychelles · Stati Uniti · Sudafrica · Taiwan

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Riconoscerlo

Visto di profilo, il pesce è un fuso; visto di fronte, una lama. Questa doppia lettura — sagoma fusiforme, sezione trasversale compressa — è ciò che la descrizione trattiene, ed è la forma di un nuotatore che tiene il largo senza gravare sulle pinne.

Le pinne impari corrono basse e lunghe. Sette o otto spine aprono la dorsale, seguite da diciannove a ventuno raggi molli; l’anale ne allinea diciassette a diciannove dietro le sue tre spine. Due basi lunghe e opposte, quasi simmetriche, che prolungano il corpo fino al peduncolo.

La riproduzione

La deposizione si regola sulla luna. Gli adulti raggiungono lo strapiombo esterno della scogliera pochi giorni dopo la luna piena e vi si riproducono.

In questa frase stanno due informazioni, ed entrambe si sfruttano. Anzitutto un luogo: lo strapiombo esterno, fuori dalla laguna dove la specie trascorre il resto del suo tempo. Poi una data, che si ricalcola ogni mese senza altro strumento che il cielo.

L’acqua che gli serve

L’acqua limpida è una condizione, non una preferenza: il rilievo confina la specie alle acque relativamente trasparenti e non ne esce mai. Gli adulti tengono le lagune chiare e le scogliere rivolte al largo, dalla superficie fino a cento metri, in un’acqua tra ventisei e ventinove gradi.

I giovani vivono altrove. Occupano la fascia costiera bassa e le acque salmastre, cioè proprio ciò che l’adulto evita.

L’animale è pelagico e per lo più solitario. A volte si formano gruppi, e la scheda ha cura di precisarli radi; lo stato ordinario resta l’individuo isolato.

Zone

  • Coste rocciose
  • Attorno alle scogliere
  • Passaggi e correnti
  • Zone pelagiche costiere

Tecniche

  • Popper di superficie
  • Stickbait
  • Jigging rapido
  • Pesca con esca viva

Esche e artificiali

  • Pesci vivi grandi
  • Popper
  • Stickbait
  • Jig metallici pesanti

Di cosa si nutre

Il giovane non mangia piccole prede: mangia gli altri pesci, senza ucciderli. Strappa e ingoia le squame e i tessuti superficiali prelevati sul fianco di pesci di banco.

È un regime di prelievo, non di caccia. Non c’è un inseguimento da portare a termine, solo un avvicinamento da riuscire, e la risorsa si ricostituisce sulla pelle della vittima. Un giovane Scomberoides non ha dunque alcuna ragione di comportarsi da predatore di superficie.

L’adulto abbandona questo mestiere. Caccia piccoli pesci e crostacei, e rientra nei ranghi della famiglia.

Il ribaltamento alimentare raddoppia quello d’habitat: da un lato l’acqua salmastra e il furto di squame, dall’altro la scogliera chiara e la caccia. Due esistenze in una sola vita.

Come pescarlo

Lo strapiombo, nei giorni successivi alla luna piena, raduna pesci che altrimenti si cercano uno per uno. È l’unica finestra in cui un pelagico solitario diventa prevedibile, e ricorre dodici volte l’anno.

Il resto del tempo, la ricerca segue la trasparenza. Un’acqua intorbidita da un colpo di vento o da una piena non rende la specie difficile, la sposta; le lagune trasparenti e le scogliere esterne restano le poste giuste.

Una parola sulla manipolazione. La scheda porta una menzione insolita: delle ghiandole velenifere vi sono state cercate e non hanno potuto essere confermate sull’esemplare esaminato, e la voce sul pericolo per l’uomo resta aperta invece di essere classificata come priva di rischio. Non è né una conferma né una smentita. La condotta ragionevole è quella richiesta da ogni lunga dorsale spinosa: afferrare a piena mano sul corpo, mai dal dorso.

La carne si consuma fresca, essiccata, salata o congelata. Quattro trattamenti per una stessa specie sono la firma di un pesce sbarcato lontano dal ghiaccio, su una pesca commerciale che resta modesta e dove serve anche, all’occorrenza, da esca.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Il nome di genere, Scomberoides, indica la somiglianza con lo sgombro: stesso fuso, stesse pinne impari lunghe e basse, stessa andatura da nuotatore di acque libere. La parentela reale sta altrove, dal lato dei carangidi.

I nomi comuni, invece, contano delle macchie: in francese si dice queenfish à deux taches, in inglese doublespotted queenfish, in tedesco Doppelfleck-Königsmakrele, mentre in italiano è appunto la leccia a due macchie: quattro lingue, la stessa coppia di marchi designata. È su questo che l’uso si è fissato, e il rilievo morfologico qui riportato non ne fa parola.

Fonti: api.gbif.org

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