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SpecieNodi
Lepisosteo dal lungo muso
Foto: Piscary

Lepisosteo dal lungo muso

Lepisosteus osseus · Lepisosteidae

  • Acqua dolce
  • Predatori
  • Medio
  • Taglia

    18–200 cm

  • Peso

    0,0–23 kg

  • Longevità

    36 anni

  • Temp. acqua

    12–20 °C

Dove pescarlo

  • Lago
  • Fiume

Icone degli ambienti: Flaticon

Il garpike dal muso lungo è un pesce primitivo del Nord America con corpo allungato ricoperto di dure scaglie ganoidi, con un muso molto sottile e allungato bordato di piccoli denti ad uncino, che ricorda un luccio corazzato.

Calendario

Segnalata in 3 Paesi

Canada · Messico · Stati Uniti

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

La specie occupa l’America settentrionale e centrale: il versante atlantico, dal Delaware nel New Jersey fino al centro della Florida; il San Lorenzo in Québec, attraverso i Grandi Laghi e il bacino del Mississippi fino al Red River del bacino della baia di Hudson e al Dakota del Nord, e verso mezzogiorno fino alla Louisiana; i bacini del versante del golfo, dal centro della Florida al Rio Grande, in Texas e in Messico.

È l’areale più vasto del genere, e di gran lunga.

Riconoscerlo

Il muso è lungo e stretto — il più lungo del genere, ed è ciò che dà alla specie il suo nome comune. Un lepisosteide dal muso smisurato, lungo il doppio del resto della testa, non può che essere questo.

Il corpo è allungato, a sezione circolare, oliva bruno sopra e bianco sotto, con macchie scure sulle pinne mediane e sul corpo.

Le squame sono ganoidi: smaltate, rigide, disposte a mosaico obliquo e articolate fra loro. È un’armatura in senso proprio, ed è un carattere ereditato che colloca questo pesce fra i pochi superstiti di una stirpe antichissima. Sottili scudetti ossei armano inoltre il bordo d’attacco delle pinne impari e i due margini della caudale.

Da sei a nove raggi molli alla dorsale, da otto a dieci all’anale, nessuna spina.

La riproduzione

La deposizione avviene in acqua dolce, eventualmente un poco salmastra, dopo una risalita dei fiumi durante la stagione riproduttiva.

Uova e larve sono demersali e adesive: si incollano al fondo e a ciò che vi si trova, invece di derivare.

Le uova sono tossiche. È il fatto da trattenere di questa scheda: le carni si mangiano, le uova mai, e la tossicità è accertata da tempo. Vale per l’intero genere.

La maturità arriva verso i sessantasette centimetri, con un limite superiore riportato a ottanta.

L’acqua che gli serve

Gli adulti occupano le buche lente, le lanche e i meandri abbandonati dei fiumi da medi a grandi, oltre ai laghi. Si trovano di norma vicino alla vegetazione, e di tanto in tanto in acqua salmastra.

La respirazione aerea è qui facoltativa, non obbligata: il pesce risale a inghiottire aria quando l’acqua si impoverisce, ma non vi è costretto di continuo. La sua vescica natatoria è vascolarizzata e funziona da polmone di riserva.

È questo ad aprirgli le acque calde e stagnanti delle lanche d’estate, dove l’ossigeno crolla e dove le sue prede sono in difficoltà.

Zone

  • Rive vegetate
  • Insenature poco profonde
  • Tratti fluviali ombrosi
  • Paludi boschive

Tecniche

  • Esche di superficie
  • Pesca a mosca
  • Pesce vivo in superficie
  • Spinning lento con morto

Esche

  • Pesci vivi piccoli
  • Streamer
  • Esche galleggianti
  • Pesci morti

Di cosa si nutre

È un predatore vorace, che si nutre di pesci di ogni genere e di crostacei.

Il lungo muso guarnito di denti sottili non è uno strumento di presa ma di falciata: il pesce si affianca alla preda e colpisce di lato, con un colpo di testa, prima di rigirarla per inghiottirla dalla testa.

Come pescarlo

Il terreno è l’acqua calda e povera di ossigeno. Lanche, meandri abbandonati, buche lente in piena estate: dove gli altri predatori sono fermi, questo respira in superficie e continua a cacciare.

Quelle risalite per l’aria, regolari e visibili, sono peraltro il miglior indizio di presenza di cui si disponga in un’acqua torbida.

La ferrata è il vero problema. Un muso stretto, osseo e coperto di denti sottili non offre quasi appiglio a un amo classico, e la percentuale di slamate è alta. È la ragion d’essere delle montature a cordicella sfilacciata usate dai pescatori americani, che si impigliano nella dentatura invece di forare.

Le squame ganoidi complicano la manipolazione: sono dure, taglienti sui bordi, e chi prende il pesce a mani nude si ferisce facilmente.

L’età massima riportata è di trentasei anni. Un grande lepisosteo è un pesce vecchio.

Conservazione

La specie è stata a lungo distrutta deliberatamente, ritenuta dannosa per le popolazioni di pesci sportivi, e quella politica ha lasciato tracce là dove è stata applicata con costanza.

Per il resto chiede poco: un’acqua calda, lenta, con vegetazione, e un accesso alle zone di risalita per la deposizione. Sono le lanche e gli ambienti laterali, esattamente ciò che la canalizzazione dei grandi fiumi sopprime.

La longevità e la maturità tardiva — sessantasette centimetri — fanno sì che una popolazione impoverita impieghi decenni a rifarsi.

Normativa

Consultare la normativa locale in vigore (taglia minima, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Lépisosté osseux in francese, garpique longnez in Québec. Longnose gar in inglese. La parola gar viene da un antico termine inglese che indicava una lancia, in riferimento al muso. La famiglia non ha alcun legame con le aguglie marine, che in inglese si chiamano talvolta garfish e che pure portano lo stesso becco.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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