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Perchia
Foto: Piscary

Perchia

Serranus cabrilla · Serranidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Medio
  • Taglia

    25–40 cm

  • Peso

    0,1 kg

  • Profondità

    5–500 m

Dove pescarlo

  • Costa rocciosa

Icone degli ambienti: Flaticon

Il serrano è un piccolo serranide costiero mediterraneo e atlantico dal corpo allungato ornato da bande longitudinali arancio-rugginose alternate a striature bluastre. Ermafrodita simultaneo come i suoi parenti, frequenta fondali misti sabbioso-rocciosi fino a 500 metri.

Calendario

Segnalata in 23 Paesi

Algeria · Camerun · Congo-Brazzaville · Costa d’Avorio · Croazia · Francia · Gabon · Ghana · Grecia · Guinea · Guinea Equatoriale · Guinea-Bissau · Israele · Italia · Liberia · Montenegro · Nigeria · Portogallo · Senegal · Sierra Leone · Spagna · Sudafrica · Turchia

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

Dalla Manica al Natal, aggirando il capo di Buona Speranza. L’areale copre la facciata orientale dell’Atlantico su tutta la sua altezza, isole comprese — Azzorre, Madeira, Canarie —, più il Mediterraneo e l’ovest del Mar Nero. Il Mar Rosso è solo una possibilità, e la documentazione la formula come tale.

Un areale che attraversa i tropici pone una domanda: per dove passa un pesce che sopporta al massimo ventisei gradi? La profondità fornisce una risposta plausibile. La specie scende fino a cinquecento metri, e dove la superficie supera il suo tetto termico, l’acqua che le conviene esiste comunque, più in basso. La documentazione non fa questo ragionamento al posto nostro, ma ne fornisce i due termini.

Riconoscerlo

La diagnosi pubblicata per questa specie si riduce ai conteggi, e una determinazione in mano si basa quindi su di essi: dieci spine dorsali, da tredici a quindici raggi molli, tre spine anali, sette o otto raggi.

Il corpo è fusiforme. Né il colore né il disegno compaiono in questa diagnosi — il che non dice nulla dell’animale, solo di ciò che il testo ha trattenuto, e impedisce di farne qui un argomento di identificazione.

La riproduzione

La documentazione pubblicata per questa specie non descrive la sua riproduzione. Ne fornisce un solo elemento, la taglia di prima maturità, ed è bassa: tredici centimetri e sette.

L’ermafroditismo simultaneo è invece accertato nello sciarrano, dello stesso genere. È dunque al genere che lo si può ricondurre, e non a questa specie in particolare finché la sua scheda resta muta su questo punto — la sfumatura non è retorica, poiché tutto il ragionamento su ciò che un prelievo toglie a una popolazione dipende da questo punto.

L’acqua che gli serve

Roccia, posidonia, sabbia, fango: l’elenco dei fondali non esclude nulla. Il substrato quindi non la limita, e bisogna cercare altrove ciò che delimita la sua presenza.

È la fascia di profondità a delimitarla, ed è immensa. Dalla piattaforma continentale fino all’alto della scarpata, da pochi metri sotto la superficie a cinquecento. Lo stesso pesce, in una prateria costiera e su una parete profonda.

Conseguenza pratica: una cattura non informa su una profondità. Un settore che rende a dieci metri non esclude nulla di ciò che accade cento metri più in basso, e la specie accompagna le discese di prospezione molto più lontano di quanto ci si aspetterebbe da un pesce costiero di questa taglia.

Zone

  • Fondali rocciosi costieri
  • Praterie sottomarine
  • Fondali sabbiosi
  • Piccole pareti

Tecniche

  • Pesca di fondo
  • Spinning con artificiale morbido
  • Pesca con palamite leggero
  • Pesca in verticale

Esche e artificiali

  • Vermi marini
  • Gamberi
  • Calamaretti
  • Artificiali morbidi

Di cosa si nutre

Gli adulti si nutrono di pesci, cefalopodi e crostacei.

Il cefalopode è l’elemento degno di nota in questo elenco. Colloca la specie tra i predatori che catturano prede mobili e molli, e non tra i semplici consumatori di invertebrati di fondo. Le tre voci del regime alimentare sono peraltro le stesse tre che si trovano in predatori ben più grandi: è una questione di scala, non di metodo.

Come pescarlo

Una maturità a tredici centimetri e mezzo, per una specie che si incontra comunemente a quasi il doppio: la quasi totalità dei pesci incontrati si è già riprodotta.

La grande questione resta la profondità. Si pesca sul fondo, su posti di pochi metri come su pareti dove ci si immerge per tutt’altro; lo stesso pesce accompagna pescate che non hanno nulla in comune tra loro.

Un uso merita di essere segnalato, perché non riguarda la tavola: la specie alimenta un commercio acquariofilo, accanto a una pesca commerciale di piccola entità e alla pesca ricreativa.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, quote di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Serran chevrette. Il nome è una capra in tre lingue: cabrilla in spagnolo, che l’epiteto scientifico riprende tale e quale, chevrette in francese, e Ziegenbarsch in tedesco — la perca-capra.

Se ne discostano l’inglese con comber e il portoghese brasiliano con serrano-alecrim, così come il nostro perchia. Nessuno dei tre richiama la capra.

Fonti: api.gbif.org

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