
Squalo martello smerlato
Sphyrna lewini · Sphyrnidae
- Mare
- Squali e razze
- Medio
- Protetto
- Regolamentato
- Pericoloso
- Taglia
360–430 cm
- Peso
292–152 kg
- Longevità
35 anni
- Profondità
0–1043 m
Dove pescarlo
- Scogliera
- Alto mare
Icone degli ambienti: Flaticon
Lo squalo martello smerlato si distingue dagli altri squali martello per il bordo anteriore ondulato della testa, con una tacca centrale visibile. Di giorno forma spesso grandi banchi densi nelle acque costiere e intorno alle isole oceaniche.
Calendario
Segnalata in 30 Paesi
Australia · Bangladesh · Brasile · Camerun · Cina · Colombia · Costa d’Avorio · Costa Rica · Ecuador · Egitto · Figi · Gabon · Ghana · Giappone · Guinea · India · Indonesia · Isole Fær Øer · Liberia · Malaysia · Messico · Mozambico · Nigeria · Papua Nuova Guinea · Polinesia Francese · Portorico · Regno Unito · Sierra Leone · Stati Uniti · Taiwan
Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
L’areale fa il giro del globo tra quarantasei gradi nord e trentanove gradi sud, e questo confine è termico: sono le acque tiepide e calde a fissarlo, non i continenti.
La sua forma, invece, dipende dalla profondità d’uso. Il massimo registrato scende a millequarantatré metri, ma l’ordinario si gioca tra la superficie e venticinque. L’areale non è dunque un oceano pieno: è un nastro di piattaforme continentali e insulari, raddoppiato dall’acqua profonda che le costeggia immediatamente. Un’isola isolata in pieno Pacifico conta quanto un migliaio di chilometri di costa, perché offre lo stesso rilievo.
L’estate allarga questo nastro. Immensi banchi di piccoli individui risalgono allora verso le alte latitudini, in diversi settori, prima di ridiscendere. Altrove, alcune popolazioni restano sul posto tutto l’anno.
Riconoscerlo
Il bordo anteriore del martello è smerlato. Un’intaccatura mediana ben marcata lo incide al centro della fronte, due tacche laterali lo riprendono da entrambi i lati, e il profilo ondeggia invece di filare in linea retta. È il carattere da verificare prima di ogni altro, perché lo distingue dagli altri due martelli di questa taglia: l’uno ha la fronte quasi rettilinea da adulto, l’altro una curva continua che nulla incide al centro.
Il martello stesso è largo e sottile, a lama. Le narici portano solchi prenarici marcati. Il bordo posteriore dell’occhio cade all’incirca in corrispondenza della parte anteriore della bocca, talvolta un poco più indietro.
Due segni confermano. La parte inferiore delle punte pettorali è affumicata, e il lobo inferiore della caudale porta una macchia scura. Queste sfumature bastano a escludere il grande squalo martello, le cui pinne sono uniformi. La prima dorsale resta di altezza media; seconda dorsale e pettorali sono basse.
I denti sono triangolari, profondamente incisi sul bordo posteriore, con margine liscio o molto finemente dentellato. La fossa precaudale superiore disegna una mezzaluna trasversale.
La riproduzione
Una cucciolata conta da tredici a ventitré piccoli, quarantuno al massimo rilevato, e i piccoli nascono tra trentanove e cinquantasette centimetri, il più delle volte attorno a quarantacinque. La gestazione dura da nove a dieci mesi, con una placenta che collega ciascun embrione alla parete uterina.
Le cifre di maturità dicono il resto. La femmina si riproduce in media a due metri e dieci, in una forbice che va da un metro e quaranta a due metri e settantatré, su un animale che vive trentacinque anni. In altre parole, la metà della lunghezza possibile è raggiunta prima della prima cucciolata, e l’essenziale della vita riproduttiva appartiene a pesci già grandi.
L’acqua che gli serve
Il pesce vive in corrispondenza del rilievo. Dintorni di monti sottomarini, pareti insulari, passi, zone dove la corrente fa risalire l’acqua fredda: sono luoghi dove la preda si concentra, e vi si tiene in acque libere piuttosto che incollato al fondo.
Entra tuttavia molto vicino. Le baie chiuse e gli estuari fanno parte del suo dominio, e sopporta l’acqua salmastra. Questa penetrazione costiera non è aneddotica, perché i giovani vi si tengono: le nursery sono litoranee mentre gli adulti frequentano il largo delle isole.
Il raggruppamento segue l’età. Gli adulti si incontrano soli, in coppia o in banchi; i giovani formano assembramenti considerevoli. Un banco denso incrociato di giorno è dunque anzitutto un banco di piccoli, e la sua densità misura un’intera classe d’età nello stesso luogo.
Zone
- Dintorni dei seamount
- Acque semi-pelagiche insulari
- Zone di upwelling tropicale
- Passaggi delle barriere
Tecniche
- Traina d'altura
- Pesca con esca viva a mezza acqua
- Chum e deriva
- Pesca sotto galleggiante offshore
Esche e artificiali
- Piccoli tonni
- Sgombri
- Calamari
- Tonnetti
- Sardine
Di cosa si nutre
Pesci ossei e cefalopodi costituiscono l’essenziale. Vi si aggiungono aragoste, gamberi e granchi, così come altri squali e razze, in proporzione minore.
Un menu di acque libere, dunque, coerente con la posizione del pesce sopra i rilievi: preleva ciò che la corrente raduna, e non ha la specializzazione bentonica del suo grande cugino.
Come pescarlo
Il banco comanda tutto. Un incontro non è quasi mai un individuo, e questo fatto ha due conseguenze opposte. Sul piano della ricerca, trovare il rilievo giusto equivale a trovare decine di animali in un colpo solo, il che spiega perché la ricerca si faccia con il sondino sui monti e sulle pareti piuttosto che a caso al largo. Sul piano della pressione, una sola operazione riuscita preleva una frazione intera di un assembramento, ed è esattamente per questo motivo che la moderazione si impone qui più che altrove.
La profondità d’uso semplifica la presentazione. Nonostante i mille metri registrati, l’animale caccia nei primi venticinque, e un’esca viva alla deriva sotto galleggiante o un artificiale che imita un piccolo tonno lavora in questa fascia.
Il rischio esiste ma è mal collocato nell’immaginario. La specie è ritenuta potenzialmente pericolosa, mentre si mostra raramente aggressiva verso un subacqueo che la avvicina. Il pericolo non è nell’acqua, è lungo lo scafo, su un animale ferrato, sfinito e fuori dal suo elemento.
Il pesce è infine fragile su scala di popolazione. Un individuo combattuto a lungo, issato, poi rilasciato non ha la robustezza di uno squalo costiero, e l’unico gesto che conta resta lo sganciamento in acqua, lenza tagliata a filo dell’amo se necessario.
Protetto — Specie sensibile o protetta a seconda delle zone: verifica le regole locali prima di agire.
Regolamentato — Cattura spesso regolata da quote, misure, stagioni o dichiarazioni.
Pericoloso — Manipolazione a rischio: attrezzatura, rilascio e sicurezza vanno adattati.
Conservazione · In pericolo critico (IUCN) — Questa specie è minacciata di estinzione. Rilasciala sempre (no-kill), maneggiala con la massima cura e verifica le regole locali: la sua pesca può essere vietata.
Conservazione
Il punto debole è l’accessibilità, ed è doppio. I giovani crescono nelle baie e negli estuari, a portata della minima imbarcazione artigianale; gli adulti frequentano monti sottomarini che le flotte d’altura sanno localizzare. Poche specie si lasciano raggiungere altrettanto bene dai due estremi della pesca mondiale, e nessun rifugio di profondità né di lontananza gioca a suo favore.
Si aggiunge il comportamento gregario, che trasforma una cattura in un prelievo di massa. Un banco non è una somma di individui dispersi che si prendono uno a uno: è un bersaglio unico, e un’operazione basta a togliergliene una parte considerevole.
Tutto si vende, infine. La carne parte fresca, salata-essiccata, affumicata o congelata, le pinne e le pelli hanno il loro mercato, l’olio di fegato serve a estrarre vitamine e le carcasse finiscono in farina. Una cattura accidentale resta dunque una cattura redditizia, il che annulla la protezione ordinaria del caso.
Il commercio internazionale rientra nell’allegato II della CITES, che impone una dichiarazione degli scambi senza fissarne il volume. Rapportata a una femmina che entra in riproduzione solo oltre i due metri e porta per dieci mesi, questo obbligo documentale non compensa ciò che è stato prelevato.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Requin marteau halicorne in francese, scalloped hammerhead in inglese, dove l’aggettivo descrive il bordo smerlato della fronte. Le due lingue nominano dunque la stessa particolarità, ciascuna a modo suo, il che è piuttosto raro per uno squalo.
Il nome di genere Sphyrna viene dal greco sphyra, il martello. È passato tale e quale in quasi tutte le lingue della pesca, ed è proprio ciò che rende confusa l’identificazione: tre specie portano lo stesso soprannome, e solo il dettaglio del bordo anteriore le separa a occhio.
Fonti: api.gbif.org