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Barracuda mediterraneo
Foto: Piscary

Barracuda mediterraneo

Sphyraena sphyraena · Sphyraenidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Medio
  • Taglia

    60–165 cm

  • Peso

    1,2–3,6 kg

  • Profondità

    0–100 m

Dove pescarlo

  • Costa rocciosa

Icone degli ambienti: Flaticon

La barracuda europea è un predatore slanciato dai riflessi argentei, riconoscibile per la mascella prominente munita di denti affilati e la silhouette fusiforme tipica degli Sphyraenidae. Frequenta le acque costiere temperate del Mediterraneo e dell'Atlantico orientale, spesso in banchi.

Calendario

Segnalata in 15 Paesi

Algeria · Cipro · Croazia · Egitto · Francia · Grecia · Isole Turks e Caicos · Isole Vergini Britanniche · Israele · Italia · Malta · Messico · Nuova Caledonia · Portogallo · Spagna

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

L’areale è atlantico e diviso in due. A est, corre dal golfo di Guascogna a Mossâmedes, in Angola, e comprende l’intero Mediterraneo, il Mar Nero, le Canarie e le Azzorre. A ovest, la si conosce solo alle Bermuda e in Brasile.

Questa dissimmetria è sorprendente: un areale continuo lungo la facciata africana ed europea, e due punti isolati dall’altro lato dell’oceano. I confini latitudinali, quarantottesimo parallelo nord e diciottesimo sud, collocano la specie nelle acque subtropicali e temperate calde — la risalita fino al golfo di Guascogna essendo l’estremità settentrionale di questa tolleranza.

La presenza nel Mar Nero merita di essere rilevata: pochi predatori marini oltrepassano il Bosforo e vi si mantengono, la salinità essendovi nettamente più bassa che nel Mediterraneo.

Riconoscerlo

Nessuna descrizione morfologica dettagliata accompagna questa specie nella scheda di riferimento: né conteggio dei raggi, né motivo del fianco, né carattere branchiale. È una lacuna che conviene dichiarare piuttosto che colmare, e ha una conseguenza diretta sull’identificazione.

Il genere, invece, si riconosce senza difficoltà — corpo molto allungato, due dorsali ben separate, mascella inferiore prominente armata di denti lunghi. Ciò che pone problema è il livello sottostante. Nel Mediterraneo, un secondo rappresentante del genere, Sphyraena viridensis, condivide le stesse acque e raggiunge una taglia superiore; i due sono comunemente chiamati con lo stesso nome sui mercati e nei racconti di pesca. Un « barracuda del Mediterraneo » designa dunque due pesci, e il nome non basta a sapere quale.

Il criterio che resta solido è la taglia abituale. La taglia comune si stabilisce a sessanta centimetri, e la specie resta modesta, lontana dalle decine di chili che superano i grandi barracuda tropicali.

L’acqua che gli serve

La specie è neritica e pelagica: vive in acque libere sopra la piattaforma, nelle acque costiere come al largo, senza dipendenza da un fondale particolare.

La profondità va dalla superficie a cento metri, con l’essenziale che si tiene al di sopra dei cinquanta.

Zone

  • Punte rocciose costiere
  • Praterie marine
  • Porti e relitti sommersi
  • Fondali misti sabbioso-rocciosi

Tecniche

  • Cast and retrieve rapido
  • Jigging leggero
  • Traina costiera
  • Pesca con vivo

Esche e artificiali

  • Cucchiaini argentati
  • Pesci vivi
  • Artificiali morbidi allungati
  • Eperlani o sardine

Di cosa si nutre

Il pesce domina largamente il menu. I cefalopodi e i crostacei intervengono solo come complemento.

Questo regime ristretto, in un predatore di acque libere che non sfrutta alcun substrato, designa i banchi di piccoli pelagici costieri come sua risorsa principale.

Come pescarlo

La maturità interviene a ventisette centimetri e sei, ossia meno della metà della taglia comune. È il dato più utile della scheda: a differenza dei grandi barracuda tropicali, le cui soglie di riproduzione si contano in decine di centimetri oltre, quasi tutto ciò che si cattura qui è un pesce adulto.

La taglia richiede una lettura prudente. I due record pubblicati, uno in lunghezza e l’altro in peso, non provengono manifestamente dallo stesso individuo, ed è la taglia comune di sessanta centimetri a descrivere ciò che si incontra realmente.

La specie si pesca in acque libere, nella fascia superiore, da riva come alla deriva. Non è classificata né pericolosa né tossica, il che la separa nettamente dai suoi congeneri dei mari caldi; lo sfruttamento commerciale resta minore e la componente sportiva dominante sulla facciata europea.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Barracuda européen nella nomenclatura corrente, ma l’uso mediterraneo dice spet — parola provenzale e linguadochiana che designa questa specie da molto più tempo del termine antillano importato.

Espetón in spagnolo, dalla stessa radice della parola francese: entrambi evocano lo spiedo, per allusione alla sagoma. Il nostro barracuda mediterraneo.

Fonti: api.gbif.org

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