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SpecieNodi
Bocca d'oro
Foto: Piscary

Bocca d'oro

Argyrosomus regius · Sciaenidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Medio
  • Taglia

    150–230 cm

  • Peso

    38–103 kg

  • Profondità

    15–300 m

Dove pescarlo

  • Estuario

Icone degli ambienti: Flaticon

L'ombrina boccadoro è un grande sciaenide costiero dal corpo fusiforme e argenteo, con dorso grigio-bronzo e bocca ampiamente protrattile; può superare 2 m e 70 kg. Frequenta acque costiere ed estuari dell'Atlantico nordorientale e del Mediterraneo, producendo un grugnito udibile grazie alla vescica natatoria.

Calendario

Segnalata in 8 Paesi

Algeria · Egitto · Francia · Israele · Mauritania · Portogallo · Senegal · Spagna

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

Dalla Norvegia al Congo, più il Mediterraneo e il Mar Nero: l’areale copre una sessantina di gradi di latitudine, dal nord dell’Europa all’equatore, senza che la specie vi si divida. Pochi pesci costieri reggono un’ampiezza termica simile.

La chiave è la mobilità. Un pesce che segue la temperatura invece di subirla può occupare una fascia immensa, a condizione di non stabilirvisi mai del tutto.

Un dettaglio merita di essere rilevato: la specie ha attraversato il canale di Suez e si è stabilita nel Mar Rosso. Il verso del passaggio è l’opposto di quello che si legge di solito negli inventari mediterranei, dove i nuovi arrivati vengono dal Mar Rosso.

Riconoscerlo

Due dorsali, di cui la seconda misura in lunghezza esattamente il doppio della prima. È la proporzione da ricordare: una dorsale spinosa corta, dieci o undici spine, poi una dorsale molle distesa su quasi tutta la parte posteriore del dorso, ventisette-ventinove raggi.

Le scaglie sono ruvide. La mano lo sente prima che l’occhio lo veda, ed è un dettaglio utile su un pesce bagnato posato in una vasca.

Il profilo è fusiforme, senza spalla né spezzature: un corpo da nuotatore di fondo della piattaforma, non da pesce di scogliera.

La riproduzione

Gli adulti si radunano vicino alla costa per riprodursi, in primavera e in estate. Il resto dell’anno sono dispersi sulla piattaforma; per qualche settimana all’anno sono riuniti e localizzabili.

La taglia di prima maturità non è mediata nella documentazione, ma il suo limite inferiore sì: ottanta centimetri. Nessun esemplare più piccolo è stato trovato maturo.

È una soglia alta, anche per un grande scienide, e colloca buona parte dei pesci catturabili al di sotto della loro prima deposizione.

L’acqua che gli serve

La bocca d’oro non ha un piano suo. La documentazione la colloca a un tempo vicino al fondo, a mezz’acqua e in superficie, sulla stessa costa e sulla stessa piattaforma. Bentopelagica in senso stretto: la profondità che occupa un giorno non predice quella dell’indomani.

È il dato più scomodo della sua pesca, e il più onesto. Un pesce la cui posizione nella colonna d’acqua dipende da quella delle sue prede non si cerca a una quota, ma attorno a una biomassa.

I giovani, invece, hanno un indirizzo. Giovanili e subadulti entrano negli estuari e nelle lagune litorali, e vi restano. La separazione tra le età è netta: un settore estuariale dà pesce piccolo, la piattaforma dà pesce grosso.

Adulti e giovani si spostano in risposta alla temperatura, lungo la riva oppure con un andirivieni tra la costa e il largo. Non è una migrazione da calendario ma una migrazione da termometro, e questo spiega perché una stessa costa renda in date diverse da un anno all’altro.

Zone

  • Bocche e foci dei fiumi
  • Zone costiere a forte corrente
  • Estuari mediterranei
  • Lagune litorali

Tecniche

  • Pesca con esca viva (cefalo, sardine)
  • Lancio con grandi artificiali morbidi
  • Jigging profondo
  • Traina costiera

Esche

  • Cefali vivi
  • Sardine fresche
  • Grandi artificiali morbidi
  • Calamari interi

Di cosa si nutre

Caccia i banchi. La documentazione nomina i due bersagli: i clupeidi — sardine, aringhe, spratti — e i mugilidi, cioè i cefali. Vi si aggiungono crostacei nuotatori.

Nessuna di queste prede vive sul fondo, e nessuna si trova isolata. La bocca d’oro lavora masse di pesce foraggio, spingendole o seguendole, e questo spiega perché la si prenda tanto in superficie quanto a trenta metri sopra la sabbia.

Come pescarlo

Cercare la bocca d’oro equivale a cercare il foraggio. Un banco di cefali o di sardine vale qualsiasi indicazione di rilievo, e un rilievo senza foraggio non vale nulla.

La finestra più regolare è quella dei raduni riproduttivi, in primavera e in estate, quando pesci dispersi per il resto dell’anno si ritrovano sotto riva. È anche la finestra in cui le catture riguardano i riproduttori dell’annata, cosa che merita di entrare nella decisione se tenere o restituire.

La soglia degli ottanta centimetri è il riferimento utile al momento di slamare: al di sotto, il pesce non ha ancora prodotto nulla.

Conservazione

Il punto sensibile sta in una frase: si raduna per riprodursi, e lo fa vicino alla costa. Un animale distribuito su tutta l’altezza d’acqua di una piattaforma diventa, per qualche settimana all’anno, un animale concentrato in luoghi noti.

La maturità tardiva raddoppia l’effetto. Uno stock i cui riproduttori cominciano solo a ottanta centimetri impiega anni a rimpiazzare quel che una stagione preleva, e ogni pesce preso prima di quella soglia è tolto senza contropartita.

I giovani aggiungono una dipendenza di altra natura. Giovanili e subadulti passano per gli estuari e le lagune litorali, cioè per gli ambienti più artificializzati, più dragati e più dissalati di tutto il suo areale. Due stadi interi dipendono da acque che quasi mai vengono gestite per il pesce.

La specie è peraltro allevata, e la FAO le dedica una scheda di acquacoltura. Una bocca d’oro comprata non è dunque necessariamente stata pescata — ma l’allevamento non alleggerisce in nulla i raduni riproduttivi, che restano il momento in cui una popolazione intera è vulnerabile nello stesso luogo.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, limiti di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Maigre commun in francese, meagre in inglese, corvina in spagnolo. Altre tre lingue trattengono ciascuna un carattere diverso: il tedesco ne fa un’aquila, Adlerfisch; l’italiano si ferma sulla bocca e la chiama bocca d’oro; il portoghese del Brasile parla di corvina-legítima.

Il nome di genere è descrittivo: Argyrosomus assembla il greco argyros, l’argento, e sôma, il corpo. L’epiteto regius è il regale.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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