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SpecieNodi
Cernia dorata
Foto: Piscary

Cernia dorata

Epinephelus costae · Serranidae

  • Mare
  • Mare costiero
  • Difficile
  • Taglia

    140 cm

  • Profondità

    1–300 m

Dove pescarlo

  • Costa rocciosa

Icone degli ambienti: Flaticon

La cernia dorata è un serranide di medie dimensioni riconoscibile per il corpo bruno-oliva ornato di piccole macchie arancioni o dorate sui fianchi e sulle pinne. Meno comune della cernia bruna, frequenta fondali rocciosi costieri del Mediterraneo e dell'Atlantico orientale fino a 200 metri di profondità.

Calendario

Segnalata in 10 Paesi

Albania · Angola · Cipro · Francia · Grecia · Israele · Italia · Spagna · Tunisia · Turchia

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

L’areale copre l’Atlantico orientale e il Mediterraneo, dal quarantasettesimo parallelo nord fino ai tredici gradi sud, e da ovest a est dal ventisettesimo meridiano ovest al quarantaduesimo est.

Sul margine atlantico serve una correzione. Le segnalazioni riportate da Madera sotto il nome di Epinephelus alexandrinus poggiano con ogni evidenza su confusioni con Mycteroperca fusca, un pesce di un altro genere. La carta di questa specie porta dunque punti che non dovevano starci, e non è un dettaglio di nomenclatura: un areale allargato per errore dà l’impressione di una specie più diffusa di quanto non sia.

Riconoscerlo

Una macchia gialla netta segna il fianco, sotto la parte spinosa della dorsale. È il solo carattere che decide con certezza, e quattro delle sei lingue l’hanno accolto nel nome della specie.

Due linee scure attraversano poi la testa, e vale la pena cercarle perché sono costanti. La prima scende dal bordo inferiore dell’occhio verso il basso e all’indietro, fino all’interopercolo. La seconda parte dalla traccia scura del mascellare e raggiunge la base del preopercolo. Il fondo, nell’adulto, è bruno o bruno grigiastro, con le pinne più scure del corpo.

Le proporzioni qui non servono a niente. Corpo meno alto di quanto la testa sia lunga, altezza contenuta da 3 a 3,4 volte nella lunghezza standard, testa da 2,5 a 2,7: valori che ricoprono quasi esattamente quelli della cernia bianca, che condivide buona parte del suo areale. Due pesci affiancati si separano per la macchia gialla, non con il metro.

Il preopercolo è angoloso e porta due o tre denticoli allargati all’angolo. Le spine mediana e inferiore dell’opercolo sono piatte ma nette; la superiore non si distingue. Il mascellare arriva di norma alla verticale del bordo posteriore dell’occhio, il suo bordo inferiore presenta un piccolo risalto e nessuna squama lo copre. La parte mediana della mascella inferiore porta due file di denti. Le squame dei fianchi sono ctenoidi, raddoppiate da squame accessorie nell’adulto, e si contano diciassette ciechi pilorici.

L’acqua che gli serve

Frequenta fondali di sabbia, di fango e di roccia, dal primo metro ai trecento, con l’essenziale della presenza tra i quattro e i centosessanta.

La vita dei giovani si svolge altrove, ed è il tratto più utile della sua biologia. I giovanili si radunano in piccole bande in acqua bassa. Una cernia gregaria è già un’eccezione; una cernia gregaria sul basso fondo, mentre gli adulti tengono profondità medie, vuol dire che la specie occupa in successione due piani che non hanno niente in comune.

Regge male la cattività, e questo limita quel che si può imparare di lei fuori dal mare.

Zone

  • Pareti rocciose costiere
  • Praterie di posidonia
  • Grotte e anfrattuosità
  • Fondali misti roccia e sabbia

Tecniche

  • Pesca di fondo con esca naturale
  • Jigging costiero leggero
  • Artificiale morbido su fondo roccioso
  • Traina lenta

Esche

  • Calamaro fresco
  • Polpo (pezzo)
  • Pesce vivo
  • Gambero intero
  • Seppia

Di cosa si nutre

Crostacei, molluschi e pesci. La lista sta in tre parole, e il suo interesse è di ricoprire esattamente le tre nature di fondo che frequenta: crostaceo e mollusco appartengono alla sabbia e al fango, il pesce alla roccia. Un predatore che sfrutta tutti e tre i substrati non ha bisogno di metterli in ordine.

Come pescarlo

La maturità arriva in media a trentadue centimetri e mezzo, in una forbice che va da trenta a trentacinque: una frazione di quel che la specie può raggiungere. È un rapporto senza pari tra le cernie descritte qui — il pesce si riproduce molto prima di aver finito di crescere.

La conseguenza è immediatamente operativa. Una banda di piccole cernie in acqua chiara non è per forza una banda di giovanili; a quella taglia una parte si riproduce già. La scorciatoia che giudica la maturità dalla mole, valida nelle grandi specie del genere, qui cade.

Il secondo punto è l’identificazione. Solo la macchia gialla separa in modo affidabile questo pesce dai suoi vicini, e la storia della specie mostra che la confusione non è teorica: ha prodotto segnalazioni sbagliate fin nella letteratura di riferimento. Un diario di pesca che non annota la macchia non prova niente.

L’interesse commerciale è minore, e questo spiega la poca attenzione che le si dedica sui banchi delle pescherie e nelle statistiche.

Conservazione

Quel che pesa qui, prima di ogni pressione identificata, è l’assenza di dati.

La constatazione è misurabile. Nessun peso massimo pubblicato, nessuna età massima rilevata, nessuna descrizione della riproduzione nel catalogo di riferimento della famiglia — il paragrafo esiste e non contiene che la propria bibliografia. Per una cernia di questa taglia che vive nel mare più studiato del mondo, è una lacuna notevole.

A questo si aggiunge la contaminazione del suo areale da determinazioni sbagliate. Una specie i cui punti di presenza sono in parte errati, e la cui biologia riproduttiva non è descritta, non può essere né seguita né confrontata con sé stessa nel tempo.

Il meccanismo è semplice: una specie che non si conta non si può mostrare in calo. L’interesse commerciale minore, che la mette al riparo da una pesca dedicata, è anche quel che la tiene fuori dalle serie statistiche dove un arretramento si vedrebbe. Assenza di allarme non significa assenza di problema, ed è esattamente la situazione di questa cernia in un Mediterraneo dove più di un suo parente stretto ha dovuto essere protetto dopo il crollo.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Mérou badèche in francese. La parola badèche è antica sulle coste della Provenza e della Linguadoca e si applica anche a cernie di un altro genere: è più un nome di famiglia che un nome di specie.

Le altre lingue hanno preferito la macchia. Goldblotch grouper in inglese, Goldfleck-Zackenbarsch in tedesco, garoupa-dourada in portoghese, e da noi cernia dorata: quattro modi di dire il segno giallo. Lo spagnolo va per conto suo con falso abadejo, il falso merluzzo carbonaro, che descrive quel che non è.

Il nome Epinephelus alexandrinus circola ancora nella letteratura antica per questo pesce. È sotto quel nome che sono state pubblicate le segnalazioni di Madera, ed è di quel nome che bisogna diffidare leggendo lavori anteriori alla revisione del genere.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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