
Marlin bianco atlantico
Kajikia albida · Istiophoridae
- Mare
- Grandi pelagici
- Difficile
- Regolamentato
- Taglia
210–300 cm
- Peso
88–83 kg
- Profondità
0–150 m
Dove pescarlo
- Alto mare
Icone degli ambienti: Flaticon
Abita acque blu profonde (oltre 100 m) con temperature superficiali superiori a 22 gradi C e salinità da 35 a 37 ppt.
Calendario
Segnalata in 12 Paesi
Brasile · Colombia · Costa d’Avorio · Guadalupa · Martinica · Mayotte · Portogallo · Regno Unito · Saint Martin · Spagna · Stati Uniti · Terre Australi Francesi
Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
L’areale copre l’Atlantico, dal quarantacinquesimo parallelo nord fino a quarantacinque gradi sud nel settore sud-occidentale del bacino, ma solo trentacinque in quello sud-orientale. Lo scarto fra le due sponde australi non è una lacuna di osservazione: il margine occidentale dell’Atlantico meridionale spinge acqua calda verso le alte latitudini, quello orientale ne riceve meno.
Questi limiti, del resto, non valgono tutto l’anno. La distribuzione cambia con le stagioni, e il pesce tocca le latitudini estreme di ciascun emisfero solo durante la relativa stagione calda. Una carta annuale somma quindi due areali che non coesistono mai.
Due serie di segnalazioni escono da questo quadro: il Mediterraneo e la Bretagna. Sono individui sbandati, non l’indizio di un’espansione.
Riconoscerlo
Sulla membrana blu scuro della prima dorsale sono sparsi punti neri. È il dettaglio che separa la specie dall’omologo del Pacifico, la cui stessa pinna è invece uniforme, e si controlla tanto su un pesce ancora in acqua quanto su un pesce sbarcato in banchina.
Per il resto la livrea è più spenta di quanto si immagini. Dorso blu-nero, ventre bianco argenteo, e in mezzo fianchi biancastri schizzati di bruno. Le striature ci sono — talvolta più di una quindicina — ma restano biancastre e sfumate, non le bande cobalto nette del marlin striato. Seconda dorsale blu scuro, pettorali bruno-nerastre con qualche riflesso argenteo, ventrali blu-nere a membrana nera, caudale bruno-nerastra.
I conteggi: da quarantatré a cinquantadue raggi molli alla prima dorsale, da diciassette a ventitré all’anale.
È il rapporto fra lunghezza e massa a dire di più. Due metri e dieci per un esemplare corrente: a parità di taglia, questo marlin pesa una frazione di quanto pesano le grandi specie del gruppo. È il più leggero dei marlin, e la sagoma lo tradisce. Le femmine raggiungono taglie superiori a quelle dei maschi, sicché il record di peso appartiene per forza a uno di quei pesci.
La riproduzione
Per riprodursi il pesce abbandona le acque in cui vive. Raggiunge le fasce subtropicali, con un picco all’inizio dell’estate, e questa risalita è uno spostamento deliberato verso un insieme di condizioni precise.
Condizioni fisiche prima ancora che geografiche: acqua oceanica profonda e blu, temperature elevate comprese fra venti e ventinove gradi — salvo nei vortici dell’Atlantico meridionale, che fanno eccezione — e salinità di superficie superiore a trentacinque per mille. Un’acqua meno salata o meno calda non va bene, qualunque sia la sua posizione sulla carta.
L’acqua che gli serve
Sta nello strato superficiale, sopra il termoclino, fra zero e centocinquanta metri e il più delle volte entro i primi cento.
Quello che la documentazione descrive non è un luogo ma un’acqua, definita da quattro proprietà simultanee. È blu e profonda, con più di cento metri sotto la chiglia. La sua temperatura di superficie supera i ventidue gradi. La sua salinità si colloca fra trentacinque e trentasette per mille. E una corrente da mezzo nodo a due nodi la attraversa su buona parte della sua estensione.
Nessuna di queste quattro proprietà è ancorata a un punto fisso. Il dominio di questa specie è una massa d’acqua in movimento, e si sposta insieme a lei.
Zone
- Atlantico tropicale e subtropicale
- Corrente del Golfo
- Canyon sottomarini
- Convergenze di correnti d'altura
Tecniche
- Traina lenta al naturale
- Artificiali di superficie profilati
- Pesca con vivo d'altura
- Rigging di pesci piatti
Esche
- Calamari naturali rigati
- Pesci piatti naturali
- Artificiali da traina profilati
- Balao e ballyhoo
Come pescarlo
Le quattro proprietà appena elencate formano un metodo di ricerca completo, e si verificano tutte da bordo: il colore dell’acqua, l’ecoscandaglio, la temperatura di superficie e la deriva. Un settore che le riunisce merita di essere lavorato; un settore cui ne manca una non si recupera a traina.
La corrente è la più interessante delle quattro. Da mezzo nodo a due nodi significa un’acqua che trasporta: il foraggio viene spostato e concentrato sulle rotture, e un predatore che vive in un regime simile non ha bisogno di cercare, si apposta. Le linee di corrente e i cambi di colore hanno qui un valore che in un’acqua ferma non avrebbero.
Il calendario segue la stagione calda. Una data latitudine è frequentata solo per qualche mese, nell’estate locale; è la stessa popolazione che per il resto dell’anno si ritira verso l’equatore. Al contrario, una cattura al largo della Bretagna o in Mediterraneo è un accidente e non annuncia alcuna stagione.
Il pesce si nutre di pesci e di calamari. Le sue carni sono di qualità eccellente e si vendono fresche come congelate: vale la pena saperlo prima di decidere la sorte di una cattura.
Regolamentato — Cattura spesso regolata da quote, misure, stagioni o dichiarazioni.
Conservazione
Una questione di fondo resta aperta: nessuno sa se nell’Atlantico esistano due stock distinti o una sola popolazione.
Non è una sottigliezza da laboratorio. A seconda della risposta, una flotta che lavora al quarantesimo parallelo nord in agosto e un’altra che lavora al quarantesimo sud in febbraio attingono al medesimo insieme oppure a due insiemi separati. Nel primo caso gli sforzi si sommano su un’unica popolazione; nel secondo, una delle due può crollare senza che il totale lo mostri. La gestione attuale deve decidere senza sapere.
Vi si aggiunge una difficoltà propria della specie. Il suo dominio è definito da temperatura, salinità, profondità e corrente, e cambia posizione da una stagione e da un anno all’altro. Attorno a esso non si può quindi tracciare una zona chiusa alla pesca: la tutela di questo pesce può riguardare solo lo sforzo esercitato, mai uno spazio.
Un elemento gioca a suo favore. La maturità si colloca in media a un metro e sessantaquattro, con individui maturi già a un metro e trenta, mentre la taglia corrente delle catture sfiora i due metri e dieci. La maggior parte dei pesci incontrati si è già riprodotta, cosa che non vale per tutti i grandi pelagici.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, quote di cattura).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Marlin bianco atlantico in italiano, e l’aggettivo di bacino non è decorativo: è ciò che lo separa dal marlin striato, con cui condivide la sagoma e quasi tutto il resto.
White marlin, Weißer Marlin, agulhão-branco-do-atlântico, e l’italiano stesso: quasi tutte le lingue hanno trattenuto il bianco, che però descrive solo il ventre e i fianchi, mai il dorso. Lo spagnolo preferisce aguja blanca, l’ago bianco, e nomina così due caratteri in un colpo solo.
L’epiteto albida significa biancastro. Il pesce è stato a lungo collocato sotto il nome di Tetrapturus albidus, ed è sotto questo binomio che si leggono le serie di catture e le valutazioni di stock anteriori alla revisione del gruppo.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org