SpecieNodi
Trota lacustre
Foto: Piscary

Trota lacustre

Salmo trutta lacustris · Salmonidae

  • Acqua dolce
  • Salmonidi
  • Difficile
  • Taglia

    72–100 cm

  • Peso

    3,7–20 kg

  • Longevità

    38 anni

  • Temp. acqua

    18–24 °C

  • Profondità

    0–28 m

Dove pescarlo

  • Fiume

Icone degli ambienti: Flaticon

Forma lacustre della trota fario - Crescita rapida nel lago

Calendario

Segnalata in 6 Paesi

Austria · Francia · Germania · Italia · Polonia · Svizzera

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Riconoscerlo

Nessun carattere meristico distingue la trota lacustre da quella di torrente. Vertebre, raggi delle pinne, dentatura del vomere, squamatura: tutto appartiene a Salmo trutta, e le chiavi di determinazione mettono le due forme sulla stessa riga. La forma lacustre è una traiettoria di vita, non un taxon.

Ciò che si vede dipende dunque da ciò che il lago ha prodotto. Un pesce che cresce in acqua libera si argenta, le sue macchie si diradano e perdono l’alone chiaro, il ventre sbianca. La livrea fitta e scura appartiene al tributario, non alla specie.

In pratica, l’identificazione passa dalla provenienza. Una trota presa al largo di un grande lago alpino è una trota lacustre; la stessa, pescata duecento metri più in alto nel torrente che alimenta quel lago, sarà detta fario. La distinzione serve ai gestori e ai pescatori; non ha valore sistematico.

La riproduzione

La forma lacustre non si riproduce nel lago. Gli adulti risalgono i tributari, e talvolta l’emissario, per deporre le uova in acqua corrente su un substrato attraversato dalla corrente dal basso. La deposizione sulle rive ciottolose battute dalle onde esiste, ma resta eccezionale.

Questa eccezione conta più di quanto sembri. Significa che una popolazione di lago non ha praticamente alcuna soluzione di ripiego: tagliata fuori dai suoi affluenti, smette di riprodursi anche se lo specchio d’acqua resta intatto. Una soglia alla foce di un tributario basta.

I giovani percorrono il tragitto inverso. Nati in fiume, vi trascorrono i primi due anni prima di scendere nel lago, dove inizia la crescita rapida. Una popolazione lacustre ha dunque bisogno di entrambi gli ambienti nello stesso bacino, e soprattutto della continuità tra di essi.

L’acqua che gli serve

Il lago sopprime la postazione. Una fario tiene un territorio e lo difende; la trota lacustre esplora e si sposta con le sue prede. È la differenza di comportamento più netta tra le due forme, e deriva dall’ambiente: un lago non offre una vena di corrente da difendere.

Il vincolo termico della specie resta intero, ma un lago profondo lo soddisfa meglio di un fiume di pianura. Sotto il termoclino, l’acqua resta fredda per tutta l’estate. È ciò che permette a delle trote di sussistere in bacini dove il corso d’acqua che li alimenta diventa invivibile in agosto.

Zone

  • Grandi profondità
  • acque aperte
  • pesca a traina

Tecniche

  • Esche artificiali
  • Mosche
  • Esche vive

Esche e artificiali

  • Cucchiaino
  • Pesce nuotante profondo
  • Traina
  • Streamer

Di cosa si nutre

Il regime cambia con l’ambiente. I giovani, ancora in fiume, vivono di insetti acquatici e terrestri. Gli adulti scesi nel lago mangiano molluschi, crostacei e pesci, ed è quest’ultimo termine a produrre la crescita.

L’alimentazione avviene sia in acqua libera sia lungo i bordi. Nessuna specializzazione è segnalata: la trota lacustre sta dove si trova il suo cibo, il che spiega perché cambia settore nel corso della stagione.

Come pescarlo

Si cercano pesci foraggio, non postazioni. Nulla fissa una trota lacustre: segue il suo cibo e lo strato d’acqua che le conviene, il che rende la prospezione il vero lavoro. Un bordo produttivo o una profondità produttiva si ritrovano; un punto preciso non si ripete.

Occupa entrambi i comparti dello specchio d’acqua, la zona litorale e l’acqua libera, e si nutre di giorno. Questa attività diurna la separa dai predatori che si vanno a cercare al crepuscolo.

Il passaggio al pesce condiziona la taglia delle esche. Gli adulti vivono di pesci, molluschi e crostacei: le imitazioni di pesci foraggio rendono meglio delle piccole imitazioni di insetti che prendono le fario dello stesso bacino.

La risalita autunnale verso gli affluenti è il secondo momento forte. Raccoglie su poche centinaia di metri di fiume pesci dispersi il resto dell’anno su chilometri quadrati. È anche il momento in cui sono più esposti, e in cui l’accesso alle zone di frega è spesso limitato: queste restrizioni dipendono dal gestore dello specchio d’acqua.

Conservazione

Il punto di rottura è in fiume. Tombinare la foce di un tributario, sistemare l’emissario o prosciugarne la portata di magra sopprime la riproduzione senza cambiare nulla nello specchio d’acqua.

Una popolazione lacustre può dunque estinguersi come forma senza che la specie arretri di un metro. La trota resta presente nel bacino, sotto la sua forma di torrente; il lago, dal canto suo, continua a restituire pesci provenienti dai ripopolamenti. Nulla nelle catture registra la perdita, ed è ciò che la rende difficile da documentare.

Si aggiunge la questione dei ceppi. Trote d’allevamento immesse in uno specchio d’acqua si mescolano ai pesci che ancora risalgono l’affluente, e l’adattamento locale di questi ultimi si diluisce man mano.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, limiti di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Il nome inglese si presta a confusione. Lake trout designa in Nord America Salvelinus namaycush, un salmerino senza alcun rapporto, e non la forma lacustre della trota comune, che i testi europei chiamano piuttosto lacustrine brown trout. Il tedesco non lascia ambiguità con Seeforelle, l’italiano con trota lacustre.

Fonti: api.gbif.org

Specie affini