
Cefalo calamita
Chelon ramada · Mugilidae
- Mare
- Mare costiero
- Medio
- Taglia
35–70 cm
- Peso
0,4–2,9 kg
- Longevità
10 anni
- Profondità
10–20 m
Dove pescarlo
- Estuario
- Costa rocciosa
Icone degli ambienti: Flaticon
Il cefalo ramado è un mugilidio slanciato con linee dorate tenui sui fianchi argentati e una macchia dorata caratteristica sull'opercolo. Eurialinico, penetra in profondità negli estuari e nelle lagune costiere.
Calendario
Segnalata in 8 Paesi
Belgio · Francia · Italia · Paesi Bassi · Portogallo · Regno Unito · Spagna · Sudafrica
Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
La specie occupa l’Atlantico orientale dalle coste della Norvegia meridionale a Capo Verde, oltre al Mediterraneo e al mar Nero.
Una precisazione utile: le segnalazioni in acque tropicali poggiano su errori di identificazione. La specie non supera i limiti indicati, e una menzione più a sud va considerata dubbia.
Riconoscerlo
La testa è massiccia e appiattita sopra gli occhi — è il carattere da campo, e si sente al tatto quanto si vede. Il muso è corto e ottuso, la bocca piccola.
Le due dorsali sono ben separate, la prima con quattro o cinque spine. Le pettorali sono inserite in alto sui fianchi, altro dettaglio utile di fronte ai cefali dalle pettorali basse.
Le squame sono grandi. Il dorso e i fianchi sono grigi, il ventre bianco. Il corpo è fusiforme.
La riproduzione
La deposizione avviene in mare, sotto costa, con raduni in gruppo, tra settembre e febbraio. Le uova si sviluppano al largo.
I giovanili colonizzano poi la fascia litorale e gli estuari. Gli adulti risalgono i tratti inferiori dei fiumi e riscendono in mare per riprodursi.
Questa alternanza è quella di un catadromo: l’accrescimento avviene in acqua dolce o salmastra, la riproduzione in mare. È l’opposto del salmone, e mette l’estuario al centro del ciclo.
La maturità arriva intorno ai ventisei centimetri, in un intervallo che va da venticinque a trentadue.
L’acqua che gli serve
Gli adulti sono pelagici sotto costa ed entrano in banchi nelle lagune e nei tratti inferiori dei fiumi, tra i dieci e i venti metri.
Un fatto merita di essere detto chiaramente: li si incontra spesso in acque inquinate, tra gli otto e i ventiquattro gradi. Questa tolleranza spiega la loro abbondanza nei porti, nei canali e negli estuari urbani — e ha una conseguenza diretta sul consumo, perché un pesce che vive in un’acqua carica ne accumula i contaminanti.
I giovanili colonizzano la fascia litorale e gli estuari.
Zone
- Lagune costiere
- Estuari poco profondi
- Porticcioli turistici
- Foci e velme
Tecniche
- Pesca al pane galleggiante
- Pesca all'inglese
- Feeder di superficie
- Pesca a piombo in laguna
Esche
- Pane in cassetta
- Verme di fango
- Riso cotto
- Mais cotto
- Alga verde
Di cosa si nutre
Gli adulti si nutrono di alghe epifite, detrito, piccoli organismi bentonici o planctonici, e di uova e larve pelagiche. I giovanili vivono di zooplancton fino a circa tre centimetri, poi passano agli animali e ai vegetali del fondo.
La presenza di uova e larve pelagiche nel menu degli adulti è notevole: questo brucatore consuma anche la riproduzione altrui, cosa che non ci si aspetta da un pesce con una bocca così piccola.
Come pescarlo
I porti, i canali, le foci e i tratti inferiori dei fiumi: questo cefalo si pesca dove la città incontra l’acqua, ed è spesso l’unico pesce di taglia presente in quei settori.
La brucatura impone esche molli — pane, pasta, alga — e una ferrata attenta: l’abboccata di un pesce che aspira e sputa è tra le più discrete che si incontrino.
La tolleranza alle acque cariche è un’informazione a doppio taglio. Rende il pesce accessibile ovunque, e deve far riflettere prima di consumarlo, a seconda del settore di cattura.
La longevità rilevata non supera i dieci anni.
Conservazione · Quasi minacciata (IUCN) — Questa specie è in declino. Rilascia le tue catture rapidamente e maneggiale con cura: mani bagnate e il minor tempo possibile fuori dall'acqua.
Conservazione
Il ciclo catadromo esige che l’estuario resti percorribile nei due sensi e che i tratti inferiori dei fiumi siano accessibili. Una soglia o una chiusa invalicabile cancella un’intera popolazione dal bacino interessato, a prescindere dallo stato del mare.
La tolleranza all’inquinamento lo rende invece notevolmente resistente alle alterazioni della qualità dell’acqua, il che ne fa spesso l’ultimo pesce di taglia in un estuario degradato — un segnale da leggere come tale e non come una buona notizia.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di chiusura, quote).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Il francese dice mulet porc, o muge à grosse tête — denominazione che si confonde con quella del cefalo comune Mugil cephalus, un’altra specie. Thinlip grey mullet in inglese, in opposizione diretta al cefalo bosega. Morragute in spagnolo, cefalo calamita in italiano.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org