
Tonno rosso del sud
Thunnus maccoyii · Scombridae
- Mare
- Grandi pelagici
- Difficile
- Taglia
160–245 cm
- Peso
60–260 kg
- Longevità
20 anni
- Temp. acqua
5–20 °C
- Profondità
0–2743 m
Dove pescarlo
- Alto mare
Icone degli ambienti: Flaticon
Il tonno rosso del sud è un grande tonno pelagico della famiglia Scombridae dal corpo robusto e affusolato, con dorso blu scuro e fianchi argentati. Vive nelle acque temperate fredde dell'emisfero australe e compie lunghe migrazioni circumpolari intorno all'Antartico.
Calendario
Segnalata in 5 Paesi
Australia · Canada · Francia · Indonesia · Nuova Zelanda
Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
L’areale di vita e l’areale di frega non hanno nulla in comune, ed è ciò che definisce la specie.
Il primo è una cintura australe continua, che attraversa l’Atlantico, l’oceano Indiano e il Pacifico tra trenta e cinquanta gradi sud, e scende quasi a sessanta. Sono mari temperati e freddi, da cinque a venti gradi.
Il secondo è un lembo di oceano tropicale, al largo della costa occidentale dell’Australia, fino a dieci gradi sud. I grandi pesci vi risalgono per riprodursi, poi ridiscendono.
Una popolazione distribuita su tre oceani si raduna quindi, per riprodursi, in un’unica zona. È il fatto da cui discende tutto il resto: non esiste una zona di frega di riserva.
Riconoscerlo
La carena caudale mediana è gialla nell’adulto. È il carattere che separa questa specie dal tonno rosso dell’Atlantico, la cui stessa carena è nera, e i due pesci si somigliano peraltro anche troppo.
Tutto il resto è condiviso, e quindi non aiuta: stessa sagoma massiccia la cui altezza culmina sotto la prima dorsale, stessa scacchiera pallida sulla metà inferiore del fianco, dove tratti incolori si alternano a file di punti, stessa prima dorsale che tira sul giallo o sul blu, stesse pinnule opache cerchiate di nero. Trentanove vertebre e una vescica natatoria, come nel suo omologo del nord.
La taglia è un po’ inferiore a quella del tonno rosso atlantico senza essere modesta: un metro e sessanta per un pesce corrente, e una longevità che raggiunge i venti anni.
Nei fatti, la geografia decide prima dell’anatomia. Un grande tonno rosso catturato tra trenta e cinquanta gradi sud non può che essere questo.
La riproduzione
È il punto più imbarazzante del dossier. Non si sa se gli adulti maturi depongano le uova ogni anno, ogni qualche anno, o una sola volta nella vita. La domanda resta aperta per una specie pesantemente sfruttata da decenni.
Ciò che si sa riguarda il luogo e la temperatura. I pesci in frega e le larve si incontrano in acque di superficie comprese tra venti e trenta gradi, ben al di sopra dell’intervallo termico in cui la specie trascorre il resto della sua esistenza. La maturità si acquisisce verso un metro e ventidue, in una forbice da centoventi a centotrenta centimetri.
L’acqua che gli serve
Una volta maturo, il pesce conduce un’esistenza oceanica e pelagica. L’intervallo di profondità registrato scende a duemilasettecentoquarantatré metri, il che è considerevole anche per un tonno.
Si mescola in banchi con altri scombridi, alalunghe comprese, nelle acque temperate del sud.
Zone
- Alto mare dell'emisfero sud
- Fronti termici oceanici
- Margini della piattaforma continentale australiana
- Correnti circumpolari
Tecniche
- Traina d'altura
- Pesca con vivo (sardine, acciughe)
- Jigging profondo
- Popping
Esche e artificiali
- Sardine vive
- Acciughe
- Calamari
- Artificiali grande taglia
Di cosa si nutre
È un opportunista in senso stretto. Il contenuto stomacale associa pesci vari, crostacei, cefalopodi, salpe e altri animali marini.
La presenza di salpe merita una parola. Questi tunicati gelatinosi offrono un valore energetico irrisorio, e un predatore di due metri che ne consuma prende ciò che l’oceano Australe mette a sua disposizione più di quanto selezioni. La dieta racconta la produttività irregolare dell’ambiente tanto quanto le preferenze dell’animale.
Come pescarlo
Due vincoli si incrociano. Il primo è termico: da cinque a venti gradi, ossia acque australi che poche flottiglie da diporto frequentano. Il secondo è stagionale: la migrazione riproduttiva svuota periodicamente la cintura temperata dei suoi grandi esemplari, che risalgono verso il nord-ovest australiano.
La specie alimenta una pesca specializzata nella qualità sashimi, sviluppata di recente dai pescatori neozelandesi, oltre alle filiere di conserva.
Conservazione · In pericolo (IUCN) — Questa specie è minacciata di estinzione. Rilasciala sempre (no-kill), maneggiala con la massima cura e verifica le regole locali: la sua pesca può essere vietata.
Conservazione
È il tonno la cui traiettoria non si è mai raddrizzata. Laddove il tonno rosso dell’Atlantico ha beneficiato di una gestione che ha finito per produrre una ripresa misurabile, quello del Sud resta su una pendenza che decenni di sfruttamento hanno scavato: le proiezioni pubblicate indicano che, al ritmo attuale, la popolazione adulta scenderà sotto i cinquecento individui maturi entro un secolo.
Tre tratti rendono difficile la ricostituzione. Un’unica zona di frega, la cui annata negativa non si recupera da nessun’altra parte. Una periodicità di deposizione sconosciuta, che impedisce di convertire un numero di adulti in produzione di uova. E vent’anni di longevità per una maturità raggiunta a un metro e venti, il che dilata su decenni l’effetto di ogni misura presa oggi.
L’allevamento non offre vie di fuga. La filiera si basa sull’ingrasso in gabbia di giovanili catturati vivi al largo, e non su una riproduzione in vasca: il tonnellaggio dichiarato proviene quindi dallo stock selvatico, e preleva esattamente la classe d’età che non ha mai deposto uova.
La domanda, invece, non si affievolisce. Il mercato giapponese del sashimi paga questa carne a caro prezzo, e il prezzo unitario di un pesce basta a giustificare lo sforzo anche quando le rese crollano — è il meccanismo che distingue le pesche di lusso dalle altre, dove la scarsità finisce per fermare lo sfruttamento.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote). Specie a rischio — quote CCSBT rigide, permessi speciali richiesti.
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Thon rouge du Sud in francese, southern bluefin tuna in inglese, atún del sur in spagnolo. I giapponesi lo chiamano minami-maguro, letteralmente il tonno del sud, ed è su questo mercato che si fissa il suo valore.
Il nome di specie onora il naturalista Frederick McCoy, che dirigeva il museo di Melbourne quando l’animale fu descritto.
Fonti: api.gbif.org