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SpecieNodi
Barbo canino
Foto: Piscary

Barbo canino

Barbus meridionalis · Cyprinidae

  • Acqua dolce
  • Carpe e ciprinidi
  • Facile
  • Taglia

    20–30 cm

  • Peso

    0,1–0,3 kg

  • Temp. acqua

    5–25 °C

Dove pescarlo

  • Fiume

Icone degli ambienti: Flaticon

Piccolo barbo di montagna - Specie protetta localmente - Indicatore di buona qualità dell'acqua

Calendario

Segnalata in 4 Paesi

Francia · Italia · Spagna · Ucraina

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

Il suo areale si è ristretto tre volte senza che un solo pesce si spostasse. Le popolazioni spagnole e della Francia meridionale un tempo riunite sotto il nome di graellsii sono diventate una specie a sé, per giunta di un altro genere; quelle italiane sono passate a Barbus caninus. Quel che resta è dunque un areale di nome, ridefinito dalla tassonomia e non dall’ecologia.

Questo resto copre i fiumi mediterranei dal Besòs, presso Barcellona, al Varo, all’altezza di Nizza, e risale il Rodano fino a Lione. Coerente, salvo su un punto: il pesce occupa anche teste di bacino della Garonna, nell’Ariège, nel Tarn e nell’Aveyron, quindi un versante atlantico.

L’anomalia è in parte naturale. La specie sembra indigena nella maggior parte di quelle teste di bacino, ma introdotta in almeno qualche località dell’alto Tarn. Lo spartiacque è stato varcato due volte: una dalla storia geologica, una da qualche secchio.

Riconoscerlo

Il raggio che arma il bordo anteriore della dorsale resta flessibile e liscio: nessun dente sul margine posteriore, niente che agganci. È l’esatto contrario del barbo comune e, poiché i due si incontrano nel sud della Francia, è la prima cernita da fare, prima ancora di guardare la livrea.

La punteggiatura viene dopo, ed è massiccia. Testa, dorso, fianchi e pinne portano grosse macchie nere irregolari, mal allineate, che appartengono all’adulto e non svaniscono con la crescita. Negli altri barbi dell’Europa occidentale una livrea macchiata è un carattere giovanile.

I conteggi chiudono il caso: da 44 a 48 squame lungo il fianco, più due sulla base della caudale, e da 24 a 28 serie attorno al peduncolo. Il labbro inferiore è spesso, gonfio di un cuscinetto mediano. La caudale conta da 16 a 19 raggi, la dorsale da sette a nove raggi molli, l’anale da cinque a sei, e lo scheletro 34 o 35 vertebre.

È un pesce piccolo: venti centimetri sono la misura corrente, e un individuo che la superi nettamente è un bel soggetto, non una cattura ordinaria.

L’acqua che gli serve

Tiene i corsi superiori e medi dei fiumi, in acqua viva, limpida e ben ossigenata, su sabbia e ghiaia. La sua fascia termica va dai cinque ai venticinque gradi, il che lo colloca fra i ciprinidi d’acqua fresca senza farne un pesce da torrente glaciale.

Un dettaglio della sua distribuzione altitudinale merita più di una nota: scende in pianura là dove il barbo comune manca. Il suo limite inferiore non è dunque termico né idraulico, è occupato. Dove il grande congenere tiene il basso corso, il barbo canino resta a monte; dove il grande manca, si prende tutto lo spazio.

Zone

  • Torrenti di montagna
  • ruscelli freschi
  • zone sassose

Tecniche

  • Pesca al colpo
  • Ultraleggero

Esche

  • Vermi
  • Piccole esche

Di cosa si nutre

Mangia quasi soltanto animale: piccoli invertebrati del fondo, e vegetali solo in via eccezionale. Una bocca di venti centimetri impone la taglia delle prede, e la distanza dai barbi da un metro dello stesso genere è una distanza di calibro, non di metodo.

Questa dipendenza dalla fauna bentonica di acqua limpida fa della sua presenza un indicatore: gli invertebrati di cui si nutre spariscono da un alveo intasato molto prima di lui.

Come pescarlo

Sulla riva, nel sud della Francia, il problema non è prenderlo ma sapere che cosa si è preso. Localmente la specie forma con il barbo comune ibridi in parte fecondi. Un pesce intermedio per livrea e per dorsale non è quindi un capriccio di colorazione né un errore di determinazione: è il risultato atteso dove i due convivono.

L’attrezzatura segue la taglia del pesce, non quella del genere. Pesca al colpo, assetti ultraleggeri, piccole esche condotte sul fondo nella corrente. I posti sono quelli di un ciprinide da raschio: zone sassose, vene rapide, ruscelli freschi di testata.

Un punto di manipolazione lo separa dal grande congenere: la sua dorsale non taglia. Il pesce si afferra senza precauzioni particolari, il che non toglie nulla all’obbligo di rimetterlo in acqua in fretta. La sua pesca è regolamentata su una parte dell’areale francese, e quelle norme vanno verificate presso l’autorità competente.

Conservazione · Quasi minacciata (IUCN) — Questa specie è in declino. Rilascia le tue catture rapidamente e maneggiale con cura: mani bagnate e il minor tempo possibile fuori dall'acqua.

Conservazione

Tre pressioni sono nominate insieme: il prelievo d’acqua, l’inquinamento e la modifica fisica dei corsi d’acqua. Agiscono sullo stesso punto — un ruscello di testata, corto, poco profondo e senza riserva, dove una portata dimezzata cancella i raschi prima di cancellare il pesce.

La specie ha vita breve, e questa brevità toglie la rete di sicurezza. Una classe d’età perduta non viene ammortizzata da vent’anni di stock adulto, come nei grossi barbi iberici o italiani; si legge nella popolazione due stagioni più tardi.

L’ibridazione con il barbo comune è il terzo meccanismo, ed è il più discreto. Essendo gli ibridi parzialmente fecondi, i geni circolano nei due sensi: non è un vicolo cieco riproduttivo ma un rimescolamento, che cancella la particolarità locale senza far scendere il numero di pesci contati.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Barbeau méridional in francese, Mediterranean barbel in inglese, barbo colirrojo in spagnolo — alla lettera barbo dalla coda rossa, l’unico di questi nomi che descriva il pesce anziché la sua posizione sulla carta.

Il tedesco dice Semling e l’italiano barbo canino, e le due denominazioni valgono anche per Barbus caninus. È un’eredità diretta del secolo in cui le popolazioni italiane portavano ancora quest’ultimo nome: la separazione delle due specie è avvenuta nelle pubblicazioni, non nell’uso corrente.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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