
Spigola (branzino)
Dicentrarchus labrax · Moronidae
- Mare
- Mare costiero
- Medio
- Taglia
50–103 cm
- Peso
1,3–12 kg
- Longevità
30 anni
- Temp. acqua
8–24 °C
- Profondità
10–100 m
Dove pescarlo
- Estuario
- Spiaggia
- Costa rocciosa
Icone degli ambienti: Flaticon
Abita la zona litorale su vari tipi di fondali in estuari, lagune e occasionalmente fiumi. In estate penetra nelle acque costiere e alle foci dei fiumi, ma in condizioni più fredde migra al largo e in inverno resta in acque profonde nella parte settentrionale del suo areale
Calendario
Frega: il pesce è vulnerabile. Controlla le norme locali, i periodi di divieto variano da Paese a Paese.
Segnalata in 16 Paesi
Albania · Belgio · Croazia · Francia · Grecia · Guernsey · Irlanda · Italia · Jersey · Norvegia · Paesi Bassi · Portogallo · Regno Unito · Spagna · Svezia · Turchia
Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
La specie occupa l’Atlantico nord-orientale dal Marocco alla Norvegia, isole Britanniche comprese, oltre al Mediterraneo e alla parte meridionale del mar Nero. Individui sbandati sono segnalati nel Baltico e lungo le coste africane fino al Senegal.
Un movimento recente merita di essere annotato: la spigola è stata osservata nel nord del mar Rosso, dove è arrivata attraverso il canale di Suez. Passaggi di questo tipo, in un senso come nell’altro, ridisegnano lentamente il popolamento dei due bacini.
È anche un pesce migratore nell’arco dell’anno. Nella bella stagione entra nelle acque costiere e alle foci, e con il freddo guadagna il largo e le acque profonde: nettamente nella parte settentrionale dell’areale, molto meno a sud.
Riconoscerlo
La spigola è un pesce d’argento senza ornamenti, e questo è già di per sé un carattere: nell’adulto non ci sono né fasce, né macchie, né riflessi colorati. Il dorso è grigio azzurro, i fianchi argentati, il ventre bianco, e tanta sobrietà la separa dalla maggior parte dei pesci costieri della sua taglia.
Il dettaglio che decide sta sull’opercolo. Il margine posteriore è finemente dentellato, quello inferiore porta robusti denticoli rivolti in avanti e due spine appiattite. Una spigola afferrata male taglia, e taglia a fondo. È anche il segno più affidabile per separarla dalla spigola macchiata, con cui divide le stesse acque.
I giovani, invece, portano macchie scure sulla parte alta del corpo. Svaniscono con l’età, ed è per questo che una spigola di piccola taglia può essere scambiata per un’altra specie.
Due pinne dorsali, la prima armata da otto a dieci spine, la seconda molle. La bocca è moderatamente protrattile e porta denti vomerini soltanto nella parte anteriore, in una fascia arcuata.
La riproduzione
La spigola si riproduce in gruppo, una sola volta all’anno, e lo fa d’inverno: cosa insolita per un pesce costiero delle nostre latitudini. Nella parte meridionale dell’areale la deposizione può slittare verso la primavera.
Le uova sono pelagiche: galleggiano in pieno mare invece di essere deposte su un supporto, e portano una o due goccioline di grasso che si fondono una dozzina d’ore dopo la deposizione. Misurano poco più di un millimetro. Lo sviluppo embrionale dura circa tre giorni a tredici o quattordici gradi, e la larva, lunga tre millimetri alla schiusa, impiega una quarantina di giorni a completarsi a diciannove gradi.
La maturità arriva tardi, e il momento in cui arriva divide nettamente le popolazioni. In Mediterraneo si raggiunge fra i due e i quattro anni. In Atlantico servono da quattro a sette anni per i maschi e da cinque a otto per le femmine. Una spigola atlantica di taglia media può quindi non aver mai deposto, ed è il fatto centrale nella gestione della specie.
L’acqua che gli serve
La spigola vive vicino al fondo, su fondali di ogni natura, nella fascia litorale fino a un centinaio di metri ma molto più spesso in acqua bassa. Estuari, lagune, spiagge, coste rocciose, porti: frequenta pressoché tutto ciò che orla la riva, e all’occasione risale i fiumi.
È un pesce che segue il movimento dell’acqua più che il rilievo del fondo. Le correnti di marea che battono su una punta, gli scarichi, le vene d’acqua che costeggiano una diga, i tratti dove l’onda lunga rimescola la sabbia: dovunque qualcosa metta in movimento il cibo, lei passa.
I giovani formano banchi. Gli adulti molto meno, e i soggetti di mole sono spesso solitari: una differenza che cambia del tutto il modo di cercarli.
Zone
- Estuari e foci
- Spiagge di frangente
- Zone rocciose costiere
- Porti e dighe
Tecniche
- Artificiali morbidi
- Minnow
- Pesca con vivo
- Surfcasting
- Jig
Esche
- Tracina
- Anguilla
- Gambero
- Cicerello
- Seppia
Di cosa si nutre
La spigola mangia soprattutto gamberi e molluschi, completati da pesce. Con l’età la proporzione si rovescia: i giovani vivono di invertebrati e passano via via a più pesce, fino a diventare decisamente ittiofagi da adulti.
Questa evoluzione spiega due cose. La prima è che una spigola piccola abbocchi a esche molto diverse da quelle che interessano un soggetto grosso. La seconda è che uno stesso posto possa dare pesci di taglia omogenea: vi trovano la risorsa che corrisponde al loro stadio.
Come pescarlo
La spigola si pesca in corrente, non in acqua ferma. È il principio che organizza tutto il resto: le due ore che seguono l’inizio del flusso o del riflusso, i punti dove la corrente accelera e stacca il cibo dal fondo, i bordi della vena dove il pesce aspetta. Una stanca di marea spegne spesso di colpo una pescata che quindici minuti prima dava.
Il mare mosso gioca a suo favore. Un mare che lavora senza essere in tempesta rimescola la sabbia, rimette in movimento i crostacei e avvicina il pesce a riva; un mare d’olio sotto il sole pieno lo tiene al largo o lo addormenta. Le ore che seguono una sfuriata di vento sono fra le migliori, a patto che lo stato del mare consenta di raggiungere il posto.
La differenza di comportamento fra giovani e adulti si traduce subito in pratica. Cercare un banco di spigole giovani e cercare un grosso soggetto solitario non sono la stessa pesca: il primo si individua a vista, nella schiuma o sotto gli uccelli, il secondo si lavora su un posto preciso, spesso di notte e in poca acqua.
L’opercolo, infine, impone la sua prudenza. Una spigola si tiene per il labbro inferiore o sotto il ventre, mai dalle branchie, e i denticoli del margine inferiore incidono una mano non protetta.
Conservazione · Quasi minacciata (IUCN) — Questa specie è in declino. Rilascia le tue catture rapidamente e maneggiale con cura: mani bagnate e il minor tempo possibile fuori dall'acqua.
Conservazione
Nell’Atlantico nord-orientale le popolazioni sono in calo, e il calo è misurato, non supposto.
La biologia spiega la fragilità. Un pesce che in Atlantico raggiunge la maturità solo a cinque o otto anni, che depone una volta all’anno e che si raduna per riprodursi offre un bersaglio facile a una pesca fatta nel momento sbagliato: i raduni invernali concentrano esattamente i riproduttori.
È la ragione di fondo delle misure di gestione adottate su questa specie da una decina d’anni, ed è il motivo per cui un rilascio fatto con cura conta qui più che su un pesce a maturità precoce. Una spigola rimessa in acqua come si deve può riprodursi ancora per diverse stagioni.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di divieto, quote di cattura).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
In francese si dice bar sulla facciata atlantica e loup in Mediterraneo, dove il nome per esteso è loup de mer: due parole per un solo pesce, cosa che vale la pena sapere quando si legge un regolamento o un rapporto di pesca. Gli anglofoni dicono European seabass, gli spagnoli lubina, e l’italiano conosce la stessa doppia denominazione, branzino o spigola secondo la regione.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org