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SpecieNodi
Squalo mako pinnalunga
Foto: Piscary

Squalo mako pinnalunga

Isurus paucus · Lamnidae

  • Mare
  • Squali e razze
  • Difficile
  • Protetto
  • Regolamentato
  • Pericoloso
  • Taglia

    200–427 cm

  • Peso

    92 kg

  • Profondità

    0–1752 m

Dove pescarlo

  • Alto mare

Icone degli ambienti: Flaticon

Il mako pinna lunga è uno squalo pelagico slanciato con pinne pettorali particolarmente lunghe e strette che lo distinguono dal mako pinna corta. Predatore veloce delle acque profonde e del largo, caccia calamari e pesci pelagici.

Calendario

Segnalata in 19 Paesi

Australia · Bahamas · Brasile · Canada · Cile · Colombia · Giappone · India · Indonesia · Isole Fær Øer · Nuova Caledonia · Portogallo · Regno Unito · Riunione · Sri Lanka · Stati Uniti · Sudafrica · Taiwan · Terre Australi Francesi

Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

L’areale conosciuto non è un areale: è un elenco di punti. Corrente del Golfo e Florida, Cuba, sud del Brasile, Guinea, Ghana, Madagascar, Taiwan, i paraggi dell’isola Phoenix, il nord delle Hawaii.

Queste località coprono tre oceani senza disegnare alcuna continuità, e la distanza tra loro non misura la ripartizione dell’animale ma la rarità delle osservazioni. Uno squalo epipelagico che scende a millesettecentocinquanta metri, in una fascia che va da quarantasei gradi nord a trentotto gradi sud, non lo si incontra quasi mai se non per caso.

Riconoscerlo

Le pettorali fanno la legge. Eguagliano la lunghezza della testa, spesso la superano, e la loro estremità resta larga tanto nel giovane quanto nell’adulto. Lo squalo mako pinnalunga è il solo del suo genere in questo caso.

Il muso segue. È da strettamente a ottusamente appuntito, di rado davvero acuto, là dove il cugino porta una punta affilata. Le cuspidi dei denti anteriori, tanto superiori quanto inferiori, sono più diritte, e la loro punta non è rivolta all’indietro.

Il disegno della livrea aggiunge un terzo segno, ed è il più rapido da leggere su un pesce a bordo. Il dorso è blu cupo, il ventre bianco, ma la parte inferiore del muso e il contorno della bocca portano marezzature scure. Quella zona è immacolata nello squalo mako.

La coda è a mezzaluna, con un lobo inferiore molto lungo. Un individuo ordinario misura due metri.

La riproduzione

La figliata conta da due a otto piccoli, e due è il valore più spesso riportato. Gli embrioni, una volta esaurito il vitello, consumano le uova che la madre continua a emettere.

I neonati misurano da novantasette a centoventi centimetri. È quasi il doppio della taglia alla nascita dello squalo mako, per una femmina che matura più piccola, attorno ai due metri e sedici in una forbice da due metri e cinque a due metri e ventotto. La specie concentra dunque un’energia considerevole su pochissimi discendenti.

Anche qui la riproduzione passa per un accoppiamento in cui i partner si avvinghiano. Si suppone inoltre che le femmine si avvicinino alle terre per partorire, senza che il fatto sia stato accertato.

Zone

  • Alto mare tropicale profondo
  • Acque pelagiche blu
  • Zone d'altura subtropicali
  • Fosse oceaniche calde

Tecniche

  • Traina d'altura profonda
  • Pesca al vivo pelagica
  • Chum e deriva in alto mare
  • Artificiali d'altura veloci

Esche

  • Sgombri
  • Tonnetti
  • Calamari
  • Tonni
  • Pesci pelagici

Di cosa si nutre

I contenuti stomacali sono troppo pochi per decidere. La dieta supposta associa pesci di banco e cefalopodi pelagici, dedotta dalla morfologia e dall’ambiente più che da osservazioni dirette.

Protetto — Specie sensibile o protetta a seconda delle zone: verifica le regole locali prima di agire.

Regolamentato — Cattura spesso regolata da quote, misure, stagioni o dichiarazioni.

Pericoloso — Manipolazione a rischio: attrezzatura, rilascio e sicurezza vanno adattati.

Conservazione · In pericolo (IUCN) — Questa specie è minacciata di estinzione. Rilasciala sempre (no-kill), maneggiala con la massima cura e verifica le regole locali: la sua pesca può essere vietata.

Conservazione

Una figliata di due piccoli non si compensa. È questo a esporre la specie a un livello di prelievo che altri squali di taglia comparabile assorbirebbero senza danno. Il declino che le si attribuisce non è d’altronde mai stato contato: è dedotto dal livello di sfruttamento, effettivo o potenziale, in mancanza di un monitoraggio di popolazione che per un animale così raramente incontrato non esiste.

Il valore dell’animale è concentrato alle estremità. Le carni sono di qualità inferiore a quelle dello squalo mako, ma le pinne degli adulti raggiungono prezzi elevati e le mascelle sono molto ricercate; pelle e cartilagine completano. Uno squalo il cui prezzo sta nelle pinne viene preso anche quando la carcassa non vale nulla.

Lo coprono gli stessi due strumenti internazionali che coprono lo squalo mako, CITES e convenzione sulle specie migratrici, ai rispettivi allegati II. La difficoltà pratica è altrove: i due mako si somigliano abbastanza da essere confusi una volta sbarcati e sezionati, il che confonde le statistiche dell’uno come dell’altro.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Squalo mako pinnalunga in italiano, dalle pettorali; longfin mako in inglese, il cui aggettivo si oppone termine a termine allo shortfin dello squalo mako. Le due lingue nominano dunque l’animale con lo stesso carattere, ed è il solo che si veda da lontano. La sua taglia e la sua dentatura lo collocano tra le specie potenzialmente pericolose.

Fonti: fishbase.se · api.gbif.org

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