
Squalo mako
Isurus oxyrinchus · Lamnidae
- Mare
- Squali e razze
- Medio
- Protetto
- Regolamentato
- Pericoloso
- Taglia
270–445 cm
- Peso
150–506 kg
- Longevità
32 anni
- Profondità
0–888 m
Dove pescarlo
- Alto mare
Icone degli ambienti: Flaticon
Mako pinna corta con muso appuntito, corpo idrodinamico blu metallico sopra e bianco sotto, grandi denti visibili e coda a mezzaluna tipica dei nuotatori veloci della famiglia Lamnidae.
Calendario
Segnalata in 24 Paesi
Australia · Austria · Brasile · Cile · Danimarca · Figi · Finlandia · Francia · Germania · Grecia · Indonesia · Irlanda · Isole Fær Øer · Italia · Messico · Mozambico · Norvegia · Nuova Zelanda · Paesi Bassi · Perù · Portogallo · Regno Unito · Spagna · Stati Uniti
Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
Lo squalo mako occupa i mari temperati e tropicali del globo, da sessantacinque gradi nord a cinquantaquattro gradi sud, Mediterraneo compreso. Questa continuità apparente ricopre una realtà più frammentata.
Il DNA mitocondriale mostra infatti una differenziazione tra popolazioni su scala mondiale. L’interpretazione accolta è una dispersione assicurata dai maschi, mentre le femmine restano fedeli alla zona in cui sono nate. A ciò si aggiunge una marcata segregazione sessuale nella struttura delle popolazioni: maschi e femmine non si distribuiscono allo stesso modo.
Uno stock locale non è dunque alimentato dal resto del mondo. Una zona svuotata delle sue femmine non si ripopola dall’oceano vicino, per quanto i maschi vi circolino. La marcatura praticata in Nuova Zelanda mette peraltro in evidenza migrazioni stagionali.
Riconoscerlo
Il corpo è un fuso puro, senza nulla che sporga: seconda dorsale e anale sono minuscole, la coda è a mezzaluna e il suo lobo inferiore è quasi sviluppato quanto il superiore. Questa coda simmetrica è quella di un nuotatore di mezz’acqua, non di uno squalo di fondo.
Il muso è acuto, molto appuntito, e l’occhio grande e perfettamente nero. Il dorso è di un blu cupo che stacca netto sul ventre bianco, senza marezzature né macchie sulla faccia inferiore del muso.
I denti decidono. Sono lunghi, stretti, ricurvi, a margini lisci, senza seghettatura né dentelli alla base. Nessun altro squalo d’alto mare di questa taglia porta una simile dentatura di aghi ripiegati.
Resta la pettorale, che separa il mako dall’unico pesce con cui lo si può confondere. Qui è più corta della testa; nello squalo mako pinnalunga la eguaglia o la supera, e la sua estremità è larga anziché affilata.
Le taglie sono considerevoli: quattro metri e quarantacinque e cinquecentocinque chili pubblicati, due metri e settanta per un individuo corrente. Un esemplare storico preso al largo della Turchia è stato stimato in cinque metri e ottantacinque a partire da fotografie.
La riproduzione
Gli embrioni si mangiano tra loro, o piuttosto mangiano ciò che la madre continua a produrre. Dopo il riassorbimento del sacco vitellino si nutrono delle uova non fecondate che lei libera nell’utero. È l’oofagia, e produce neonati di sessanta o settanta centimetri, già pronti a cacciare.
La gestazione dura da quindici a diciotto mesi. Il ciclo completo torna ogni tre anni. La figliata conta da quattro a venticinque piccoli, il più delle volte da dieci a diciotto. L’accoppiamento comporta un appaiamento con avvinghiamento.
La maturità arriva verso i due metri e settantotto in media, in una forbice stretta da due metri e settantacinque a due metri e ottantacinque. La longevità raggiunge i trentadue anni.
Questi tre numeri tengono insieme la sorte della specie. Una femmina impiega un decennio e mezzo a raggiungere la taglia riproduttiva, poi partorisce solo un anno su tre. Il rinnovamento è più vicino a quello di un mammifero marino che a quello di un pesce.
L’acqua che gli serve
È uno squalo oceanico, che a volte si avvicina alle coste. Si tiene di solito nelle acque di superficie, fin verso i centocinquanta metri, ma le registrazioni scendono a ottocentottantotto. Non frequenta le acque inferiori ai sedici gradi.
Zone
- Acque pelagiche d'altura
- Zone di correnti calde
- Fronti termici offshore
- Alto mare oltre la piattaforma continentale
Tecniche
- Traina rapida in alto mare
- Pesca al vivo pelagica
- Chum e deriva offshore
- Artificiali di superficie d'altura
Esche
- Sgombri
- Tonnetti
- Calamari
- Tonni interi
- Sardine
Di cosa si nutre
L’analisi isotopica lo colloca al vertice: nelle acque oceaniche dell’est dell’Australia è il pesce predatore del più alto livello trofico misurato. Nulla gli sta sopra.
Il menù segue la taglia. Pesci ossei, altri squali e cefalopodi per l’ordinario; i grandi individui attaccano prede della loro scala, pesci a rostro e piccoli cetacei.
Come pescarlo
Salta. Uno squalo mako ferrato lascia l’acqua, ed è l’unico grande squalo per cui questo sia il comportamento ordinario anziché un incidente. È inoltre probabilmente il più veloce di tutti gli squali, il che dà a quei salti un’altezza senza rapporto con la massa dell’animale.
Questa combinazione ha due conseguenze pratiche. La prima riguarda l’attrezzatura: una bestia che accelera in quel modo impone frizioni regolate sulla partenza, non sul combattimento, e riserva di filo. La seconda riguarda la sicurezza, ed è seria. La specie è classificata come traumatogena, responsabile di attacchi non provocati su nuotatori e su imbarcazioni, e un pesce che salta può arrivare a bordo.
Il terzo punto attiene alla manipolazione. I denti sono aghi ricurvi a margini lisci, fatti per perforare e trattenere, e restano operativi finché l’animale è a portata: ferrata, slamatura e rimessa in acqua si pensano prima di partire, non al momento.
Protetto — Specie sensibile o protetta a seconda delle zone: verifica le regole locali prima di agire.
Regolamentato — Cattura spesso regolata da quote, misure, stagioni o dichiarazioni.
Pericoloso — Manipolazione a rischio: attrezzatura, rilascio e sicurezza vanno adattati.
Conservazione · In pericolo (IUCN) — Questa specie è minacciata di estinzione. Rilasciala sempre (no-kill), maneggiala con la massima cura e verifica le regole locali: la sua pesca può essere vietata.
Conservazione
Un errore di metodo ha a lungo mascherato la gravità del suo caso. Diversi autori hanno supposto che la specie deponesse due anelli di crescita all’anno nelle vertebre, il che dimezzava l’età letta su ciascun individuo. Le stime di longevità, di età alla maturità e di capacità di rinnovamento ne uscivano tutte troppo favorevoli. Quei dati sono stati ritirati e sostituiti da stime verificate, e il ritratto che ne risulta è quello di un animale due volte più lento di quanto dicessero le pubblicazioni precedenti.
La pressione, invece, è costante e riguarda tutto l’animale. Le carni sono di qualità, le pinne e la pelle sono valorizzate, l’olio è estratto per le sue vitamine, e mascelle e denti si vendono come oggetti. Poche parti restano senza mercato, il che rende la specie redditizia anche come cattura accessoria.
Il commercio internazionale è seguito a titolo dell’allegato II della CITES, e l’animale figura nell’allegato II della Convenzione sulle specie migratrici. Queste due iscrizioni non limitano le catture; obbligano a dichiararle e a coordinare la gestione tra gli Stati che si dividono una popolazione le cui femmine, invece, non si dividono.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Squalo mako in italiano, dove mako è un prestito dal maori diventato internazionale; il francese lo chiama requin-taupe bleu. Shortfin mako in inglese, dove l’aggettivo prende senso solo per contrasto con il pinnalunga. Marrajo in spagnolo. Il nome di genere Isurus rinvia all’uguaglianza dei lobi della coda, oxyrinchus al muso appuntito: i due caratteri della sagoma stanno nel nome scientifico.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org