
Storione europeo
Acipenser sturio · Acipenseridae
- Mare
- Storioni
- Medio
- Protetto
- Regolamentato
- Taglia
150–300 cm
- Peso
18–400 kg
- Longevità
100 anni
- Temp. acqua
10–18 °C
- Profondità
4–93 m
Dove pescarlo
- Estuario
Icone degli ambienti: Flaticon
Specie quasi estinta - Ultimo bacino riproduttivo: Gironda-Garonna-Dordogna (Francia)
Calendario
Segnalata in 7 Paesi
Belgio · Danimarca · Francia · Germania · Paesi Bassi · Regno Unito · Spagna
Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
Una sola popolazione si riproduce ancora, nella Garonna. È il residuo di un areale che andava dalla Norvegia al golfo di Guascogna, copriva il Mare del Nord e le coste atlantiche europee, il Mediterraneo settentrionale fino a Rodi, l’ovest e il sud del Mar Nero, con segnalazioni occasionali nel Mar Bianco, in Islanda, in Marocco e in Algeria. Il Danubio non ne ha mai ricevuti oltre il proprio delta.
Due risultati genetici cambiano la lettura di questo areale. Alcune sequenze ottenute su esemplari di museo mostrano una coesistenza con lo storione cobice dal mare che porta lo stesso nome fino alla penisola iberica: le ossa antiche attribuite all’una o all’altra specie non sono dunque riferimenti sicuri. E gli individui della Gironda differiscono nettamente, per le loro sequenze, da quelli del Mare del Nord e del Baltico.
Questa divergenza ha una portata pratica. Il nucleo che sussiste non è un campione rappresentativo dell’insieme scomparso, e ciò che si è estinto altrove non può essere ricostituito a partire da lui.
Riconoscerlo
Quattro barbigli tesi a metà strada fra la punta del muso e la bocca, senza mai raggiungerla: è il carattere che si guarda per primo, e già scarta diversi congeneri. Il muso è moderato, stretto, terminato a punta; la bocca si apre sotto il capo e il labbro inferiore è interrotto nel mezzo.
La pelle non porta squame ma cinque file di placche ossee: da nove a sedici sul dorso, da ventiquattro a trentanove su ciascun fianco, da nove a quattordici per lato sul ventre. Fra la fila dorsale e quelle laterali corre una semina fitta di placchette romboidali, allineate di traverso. Quella semina è decisiva: lo storione cobice, con cui la specie ha diviso le stesse acque per secoli, non ha nulla fra quelle due file.
Il corpo ha sezione pentagonale, cosa che la mano percepisce prima dell’occhio. Il dorso va dal bruno verdastro al nerastro con riflessi dorati, i fianchi sono chiari e argentati, il ventre bianco. La dorsale conta da trenta a quarantaquattro raggi molli, l’anale da ventitré a trenta.
Un ultimo riferimento riguarda l’ordine di grandezza, ed è cambiato. I maschi vivi oggi si fermano fra il metro e il metro e cinquanta, le femmine fra 1,30 m e 2,15 m. Le dimensioni registrate negli archivi descrivono uno stato della popolazione che non esiste più.
La riproduzione
I riproduttori risalgono verso il corso medio dei grandi fiumi in primavera e all’inizio dell’estate, e smettono di alimentarsi per tutta la durata del tragitto. La deposizione cade fra marzo e agosto, ma si innesca soltanto oltre i venti gradi, su fondali da due a dieci metri, su un substrato di pietre spazzato da una corrente di 1,5-2 metri al secondo.
Queste condizioni si sommano e ciascuna agisce da filtro. Serve un fiume abbastanza lungo da offrire un corso medio, abbastanza rapido da tenere pulita la pietra, abbastanza caldo a fine estate e libero da ostacoli per centinaia di chilometri: le risalite raggiungono i mille chilometri quando i livelli sono alti, e l’ampiezza del movimento segue l’idrologia dell’anno.
Le uova sono grigio scuro e adesive, da 2,6 a 3 millimetri; il loro sviluppo richiede circa una settimana a diciassette gradi. La quantità deposta cresce con l’età della femmina, il che dà agli individui vecchi un peso demografico senza rapporto con il loro numero.
Il ritmo spiega la lentezza di qualunque ripresa. Un maschio si riproduce un anno su due, una femmina una volta ogni tre o quattro anni. Rapportato a una specie la cui età massima rilevata tocca i cento anni, questo lascia poche occasioni, e ciascuna dipende da una piena, da un’estate e da un canale disponibile.
L’acqua che gli serve
La specie è diadroma e passa la maggior parte della vita in mare, sui fondali costieri e negli estuari, fra quattro e novantatré metri, il più spesso fra cinque e sessanta. Si accontenta di qualunque substrato, dalla sabbia alla roccia, e sta di norma da sola.
L’estuario non è un luogo di passaggio ma una nursery. I giovani vi restano due o tre anni prima di guadagnare il largo, il tempo di adattare la loro fisiologia all’acqua salata; qualcuno scende già dalla prima estate. Un estuario degradato fa dunque fallire un’intera classe d’età mentre le zone di frega, duecento chilometri più a monte, sono intatte.
La finestra termica è stretta, dai dieci ai diciotto gradi. Colloca la specie nelle acque temperate fredde e rende conto del limite meridionale del suo antico areale.
Zone
- Estuari dei grandi fiumi
- Foci e zone di marea
- Fosse profonde in prossimità della costa
- Grandi corsi d'acqua a corrente moderata
Tecniche
- Pesca di fondo con terminale posato
- Pesca con feeder in estuario
- Pesca al posato con lungo terminale in fiume
- Pesca notturna di fondo
Esche
- Lombrichi
- Bigattini
- Gamberi freschi
- Paste aromatizzate
- Pezzi di pesce
Di cosa si nutre
Fruga il fondo e preleva crostacei, molluschi, vermi policheti e piccoli pesci. La bocca, ventrale e protrattile, aspira; i barbigli trascinati davanti localizzano la preda per contatto e per chemiorecezione, senza che la vista entri in gioco.
Questa alimentazione si interrompe una sola volta l’anno, durante la risalita riproduttiva. I riproduttori vivono allora sulle proprie riserve per settimane, e lo stato di un pesce al momento della deposizione dipende da quanto ha accumulato in mare la stagione precedente.
Come pescarlo
Non esiste una pesca dello storione europeo: l’appendice I della convenzione di Washington ne vieta il commercio internazionale, e l’ultimo nucleo capace di riprodursi sta in un solo bacino. La situazione realistica è dunque la cattura accidentale, ed è proprio la prima minaccia citata per la specie, prima ancora del bracconaggio.
Due punti di anatomia vanno conosciuti da chi pesca in quelle acque. Il corpo è corazzato e le placche dorsali incidono la mano che vi si appoggia; la bocca, al contrario, non porta alcun dente e non presenta alcun pericolo.
L’identificazione merita un secondo di attenzione. Il genere si ibrida con una facilità non comune, dato che la maggior parte delle sue specie si incrocia fra loro, e questa ha prodotto ibridi con lo storione russo; diversi altri acipenseridi sono per altro allevati in Europa. Uno storione in punta di lenza non è quindi per forza quello, e la posizione dei barbigli come la semina di placchette romboidali bastano a decidere.
Resta la zona di incontro. I giovani occupano l’estuario della Gironda per due o tre anni, cioè proprio là dove si pratica la pesca di fondo. È attraverso quella sovrapposizione che passa la gran parte delle catture involontarie, ed è la ragione per cui la vigilanza su una montatura posata conta qui più che altrove.
Protetto — Specie sensibile o protetta a seconda delle zone: verifica le regole locali prima di agire.
Regolamentato — Cattura spesso regolata da quote, misure, stagioni o dichiarazioni.
Conservazione · In pericolo critico (IUCN) — Questa specie è minacciata di estinzione. Rilasciala sempre (no-kill), maneggiala con la massima cura e verifica le regole locali: la sua pesca può essere vietata.
Conservazione
Ciò che ha fatto arretrare la specie non è una causa unica ma quattro meccanismi, che colpiscono in momenti diversi del ciclo. Le catture accessorie e il bracconaggio prelevano adulti in mare e in estuario. Il degrado delle zone di frega e delle nursery sopprime il reclutamento. Gli ostacoli fisici chiudono l’accesso al corso medio dei fiumi, unico settore dove la deposizione sia possibile. Basta una sola di queste offese a impedire ogni ricostituzione, e i fiumi dell’antico areale le hanno il più delle volte cumulate.
Il calendario biologico finisce di spiegare la difficoltà. Crescita lenta, longevità che arriva ai cento anni, femmine che depongono soltanto una volta ogni tre o quattro anni dopo aver raggiunto una taglia considerevole: fra una misura di ripristino e il suo primo effetto misurabile passa più di una generazione umana. È il vero ostacolo dei programmi di salvaguardia, più del loro costo.
Il quadro giuridico segue questa rarità. Il commercio internazionale è vietato ai sensi dell’appendice I della convenzione di Washington, e il pesce è iscritto alle appendici I e II della convenzione sulle specie migratrici, quella che impegna gli Stati di una stessa via di migrazione ad agire di concerto. Per un animale che risale mille chilometri di fiume e poi costeggia litorali che dipendono da più paesi, nessuna protezione nazionale presa da sola avrebbe portata.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia minima, periodi di chiusura, quote di cattura).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Storione europeo, o storione comune. Gli anglofoni dicono European sea sturgeon, ma l’uso nordamericano di Atlantic sturgeon designa tutt’altra specie, il che basta a mandare fuori strada una ricerca documentaria condotta in inglese. In tedesco, Stör nomina tanto il genere quanto la specie.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org