
Acerina
Gymnocephalus cernua · Percidae
- Acqua dolce
- Predatori
- Facile
- Taglia
12–29 cm
- Peso
0,0–0,4 kg
- Longevità
10 anni
- Temp. acqua
10–20 °C
- Profondità
2–85 m
Dove pescarlo
- Estuario
- Lago
- Stagno
- Fiume
Icone degli ambienti: Flaticon
Piccola perca spinosa - Occhi sporgenti - Spesso considerata indesiderata
Calendario
Segnalata in 21 Paesi
Austria · Belgio · Bielorussia · Canada · Cechia · Danimarca · Estonia · Finlandia · Francia · Germania · Italia · Lussemburgo · Norvegia · Paesi Bassi · Polonia · Regno Unito · Russia · Stati Uniti · Svezia · Svizzera · Ucraina
Segnalazioni GBIF — specie native e introdotte non distinte.
Il suo areale
La specie occupa i bacini caspico, pontico, baltico e del mare del Nord, la Gran Bretagna, e sale fino al sessantanovesimo parallelo in Scandinavia. In Asia tiene il bacino del mare d’Aral e quello dell’oceano Artico verso est fino alla Kolyma.
Diversi paesi segnalano un impatto ecologico sfavorevole dopo la sua introduzione.
Riconoscerlo
L’altezza del corpo rappresenta dal ventiquattro al ventisette per cento della lunghezza standard, e questa sola proporzione basta a separare l’acerina dai suoi congeneri — è il carattere che la letteratura considera esclusivo.
Il fianco è giallastro, cosparso di numerose piccole macchie scure irregolari, e la dorsale porta da undici a sedici spine. La combinazione dei due chiude la determinazione.
Da undici a diciannove spine dorsali in tutto, da undici a sedici raggi molli, due spine anali, cinque o sei raggi, da trentacinque a trentasei vertebre. La caudale conta sedici o diciassette raggi.
Una differenza con il persico merita di essere segnalata: l’acerina non ha bande verticali scure ma una picchiettatura, e la sua dorsale è di un pezzo solo là dove il persico ne ha due nettamente separate.
La riproduzione
Le uova diventano adesive al contatto con l’acqua e si incollano alle pietre o alle piante.
La femmina depone in due volte o più, con gli episodi separati da una trentina di giorni in estate, e la prima porzione è più abbondante della seconda. È un dettaglio raro nella documentazione e indica un investimento decrescente col procedere della stagione.
Le larve non hanno stadio pelagico, o ne hanno uno brevissimo: passano presto alla vita bentonica, discrete e solitarie, senza formare banchi.
La sopravvivenza larvale è scarsa sotto i dieci gradi e sopra i venti. È questa finestra stretta a delimitare davvero la specie, molto più della tolleranza degli adulti.
La maturità arriva verso i dieci centimetri e mezzo.
L’acqua che gli serve
Occupa i laghi eutrofici e i fiumi di pianura e di pedemonte, ed è più abbondante negli estuari dei grandi fiumi, nei laghi salmastri fino a dieci o dodici per mille di salinità, e negli invasi.
Il punto centrale è qui: la sua abbondanza cresce con l’eutrofizzazione. È una specie che il degrado di uno specchio d’acqua favorisce, non il contrario.
Predilige le acque calme o lente, a fondo molle e senza vegetazione, così come le acque profonde con depositi di sabbia e ghiaia. La sua fascia va da due a ottantacinque metri.
Zone
- Fondali fangosi dei fiumi
- Zone profonde dei laghi
- Rive ingombre di ostacoli
- Foci di corsi d'acqua
Tecniche
- Vermi
- Piccoli vivi
Esche
- Lombrichi
- Vermi di fango
- Piccoli vermi rossi
- Bigattini
Di cosa si nutre
Il regime alimentare non è dettagliato nella documentazione per questa specie, ma la vita bentonica fin dallo stadio larvale e il fondo molle privo di vegetazione indicano un frugatore di invertebrati del sedimento.
È questa posizione sul fondo, in acqua profonda, a metterla in concorrenza diretta con gli stadi giovanili di altri percidi là dove viene introdotta.
Come pescarlo
È un pesce che si prende soprattutto senza cercarlo. La taglia corrente è di dodici centimetri, per un massimo di ventinove, e mordicchia qualunque esca posata sul fondo negli specchi d’acqua dove abbonda.
Dove la si cerca, la si cerca sul fondo, in acqua calma e profonda, su substrato molle o sabbioso-ghiaioso — e preferibilmente in un lago ricco, visto che è l’arricchimento a favorirla.
Le sue spine dorsali sono acuminate e gli opercoli taglienti: la presa in mano richiede una certa attenzione per un pesce di questa taglia.
Conservazione
La specie non è minacciata. Il tema è la sua espansione, e il meccanismo è preciso.
Una specie la cui abbondanza cresce con l’eutrofizzazione approfitta esattamente di ciò che fa arretrare le altre. Introdotta, occupa il fondo dei laghi arricchiti, consuma gli invertebrati bentonici e le uova, ed entra in concorrenza con i giovani dei percidi locali — cosa che diversi paesi hanno documentato.
La sua finestra larvale da dieci a venti gradi resta il suo unico limite serio, e spiega perché la sua espansione si fermi dove le estati sono troppo calde o le primavere troppo fredde.
Normativa
Consultare la normativa locale vigente (taglia legale, periodi di chiusura, limiti di cattura).
A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.
Altri nomi
Acerina in italiano. Grémille in francese, talvolta goujonnière o perche goujonnière. Ruffe o pope in inglese, Kaulbarsch in tedesco, ersh in russo. Il nome inglese ruffe indica questa specie e nient’altro, cosa comoda in un gruppo dove i nomi si sovrappongono.
Fonti: fishbase.se · api.gbif.org