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Cavedano
Foto: Piscary

Cavedano

Squalius cephalus · Cyprinidae

  • Acqua dolce
  • Carpe e ciprinidi
  • Medio
  • Taglia

    30–60 cm

  • Peso

    0,3–6,5 kg

  • Longevità

    22 anni

  • Temp. acqua

    4–20 °C

Dove pescarlo

  • Estuario
  • Fiume

Icone degli ambienti: Flaticon

Onnivoro opportunista - ottimo combattente - testa grande caratteristica con squame grandi

Calendario

Segnalata in 24 Paesi

Austria · Belgio · Cechia · Croazia · Estonia · Francia · Germania · Italia · Liechtenstein · Lituania · Lussemburgo · Norvegia · Paesi Bassi · Polonia · Regno Unito · Romania · Russia · Slovacchia · Slovenia · Spagna · Svezia · Svizzera · Ucraina · Ungheria

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

La specie copre una vasta parte dell’Eurasia: bacini del Mare del Nord, del Baltico, del nord del Mar Nero, del Mar Bianco, di Barents e del Caspio, e bacini atlantici fino all’Adour. In Gran Bretagna risale fino al cinquantaseiesimo parallelo; in Scandinavia raggiunge il sud della Finlandia e la Svezia fino ai dintorni di Stoccolma.

Sul versante mediterraneo francese, occupa i bacini dal Var all’Hérault, forse fino all’Aude.

È naturalmente assente dall’Italia e dal bacino adriatico, ed è stata introdotta in vari punti al di fuori del suo areale.

Riconoscerlo

Il fianco del cavedano porta un disegno reticolato. Ogni scaglia è bordata da una fila di pigmenti neri sul margine libero, mentre il centro resta chiaro, il che compone un reticolo regolare visibile a buona distanza. Nessun altro ciprinide dei nostri fiumi mostra una quadrettatura così netta.

Il profilo del dorso presenta una rottura marcata tra la testa e il tronco, come se il corpo iniziasse bruscamente dietro il cranio. La testa è larga, la bocca terminale e grande, con un mento ben marcato e la punta della mascella inferiore che resta fuori dal labbro superiore.

Le pinne anale e ventrali virano verso l’arancione o il rosso. Il conteggio è stabile: otto raggi ramificati e mezzo sia alla dorsale sia all’anale, da quaranta a quarantacinque scaglie sulla linea laterale più due o tre. L’altezza del corpo rappresenta dal ventidue al ventisette per cento della lunghezza standard, il che ne fa un pesce nettamente più cilindrico della brema o del gardon.

La riproduzione

La frega avviene in acqua veloce, sopra un fondo di ghiaia, più raramente nella vegetazione sommersa. I maschi si radunano sul sito e scortano le femmine mature verso raschi poco profondi, con la superficie che tradisce l’agitazione.

Una femmina non depone tutto in una volta: si riproduce più volte nel corso della stessa stagione, e con più maschi a ogni episodio. Questa distribuzione nel tempo è un’assicurazione contro le piene primaverili, che distruggono così solo una frazione della sua deposizione.

Le uova sono adesive, giallo pallido, e si fissano alla ghiaia, alle pietre e alle erbe in acqua corrente.

Il cavedano forma spesso ibridi fertili con l’alborella. La fertilità di questi incroci insedia durevolmente forme intermedie in alcune popolazioni, e complica le identificazioni sul campo tanto quanto i conteggi.

L’acqua che gli serve

Il cavedano è più abbondante nei piccoli fiumi e nei grandi torrenti della zona a barbi, dove si alternano raschi e buche. Ma la sua ampiezza è notevole: lo si trova anche lungo le rive dei fiumi lenti di pianura, in torrentelli di montagna molto piccoli, e in grandi laghi da cui risale gli affluenti per riprodursi.

La struttura sociale cambia con l’età. I giovani vivono in gruppi e occupano bordi molto poco profondi; gli adulti diventano solitari. Un grosso cavedano tiene una postazione da solo, ed è ciò che rende la sua ricerca diversa da quella degli altri ciprinidi.

Si tiene volentieri sotto gli alberi inclinati, contro le rive scavate, all’ombra delle opere idrauliche — ovunque possa vedere senza essere visto. La sua diffidenza in acqua limpida è reale e ben nota: abbandona una postazione al primo movimento sulla riva.

Zone

  • Correnti veloci
  • foci
  • zone ossigenate
  • ostacoli

Tecniche

  • Esche artificiali
  • Mosche
  • Vermi
  • Pane
  • Insetti

Esche e artificiali

  • Minnow
  • Crankbait
  • Micro-esche
  • Mosche secche

Di cosa si nutre

Il suo regime è il più ampio tra tutti i pesci dei nostri fiumi. Mangia animali acquatici e terrestri di ogni tipo così come materia vegetale: insetti caduti, larve, crostacei, molluschi, frutti, detriti. I grandi esemplari si orientano nettamente verso il pesce.

Questo opportunismo spiega la sua ubiquità. Dove un pesce specializzato trova una risorsa o nulla, il cavedano trova sempre qualcosa, il che gli permette di occupare tratti molto diversi e di sopravvivere in ambienti degradati.

Come pescarlo

L’opportunismo del cavedano apre quasi tutte le tecniche. Si cattura con l’esca naturale come con l’artificiale, in superficie come sul fondo, e la lista di ciò che ha funzionato almeno una volta non ha fine: insetto, verme, pane, frutto, pesciolino, mosca, cucchiaino.

La sua diffidenza è il vero ostacolo, ed è proporzionale alla sua taglia. La pesca si gioca nell’avvicinamento, al riparo, spesso a vista, su un pesce individuato sotto un ramo o contro una riva scavata. Il primo lancio è quello buono; il terzo non serve più a nulla.

Sale in superficie con una decisione spettacolare, il che autorizza presentazioni posate a secco sulla sua postazione. Rifiuta invece tutto ciò che arriva con rumore o un’ombra proiettata, e un pescatore in piedi sulla riva annulla la postazione ancora prima di aver lanciato.

La sua carne è di qualità mediocre e molto spinosa, il che ne ha fatto, da lungo tempo, un pesce che si rimette in acqua.

Conservazione

Il cavedano è comune, largamente diffuso, e nulla di identificato pesa su di lui.

La sua tolleranza ne fa anzi uno degli ultimi pesci a sussistere nei corsi d’acqua degradati, il che può trarre in inganno: un tratto dove restano solo cavedani non è un tratto in buona salute, è un tratto da cui tutto il resto se n’è andato.

Dove è stato introdotto al di fuori del suo areale, la sua plasticità e la sua predazione sugli avannotti ne fanno un concorrente serio per le specie locali.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, limiti di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Chevaine o chevesne in francese, con entrambe le grafie in uso; a seconda delle regioni si sente anche meunier e cabot. Chub in inglese, Döbel o Aitel in tedesco — mentre qui il nome è cavedano. Il nome scientifico cephalus rimanda alla testa grande, che resta il tratto più commentato del pesce.

Fonti: api.gbif.org

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