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Merluzzo giallo
Foto: Piscary

Merluzzo giallo

Pollachius pollachius · Gadidae

  • Mare
  • Pesci di fondo
  • Medio
  • Taglia

    75–130 cm

  • Peso

    4,1–18 kg

  • Longevità

    8 anni

  • Profondità

    40–200 m

Dove pescarlo

  • Scogliera
  • Costa rocciosa

Icone degli ambienti: Flaticon

Gadide slanciato delle coste rocciose dell'Atlantico nord-orientale, con la mascella inferiore prominente e una linea laterale scura nettamente curvata sopra le pinne pettorali.

Calendario

Segnalata in 13 Paesi

Belgio · Danimarca · Francia · Germania · Guernsey · Irlanda · Isola di Man · Jersey · Norvegia · Paesi Bassi · Regno Unito · Spagna · Svezia

Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

La specie occupa l’Atlantico nordorientale, dall’Islanda, dalle Fær Øer e dalla Norvegia fino al golfo di Guascogna, oltre al sud del Mar Baltico, dove è segnalata in Polonia, Lettonia ed Estonia.

Quest’area si ferma più a sud rispetto a quella di molti gadidi, e la sua presenza nel Baltico resta marginale — un pesce di fondo duro non si adatta a un mare dissalato e sabbioso.

Riconoscerlo

Tre caratteri separano il merluzzo giallo dai suoi gadidi affini, e vanno considerati insieme.

Prima la mascella inferiore, nettamente prominente, che supera la superiore — un profilo da cacciatore che attacca verso l’alto. Poi l’assenza di barbiglio al mento, il che esclude subito il merluzzo comune. Infine la linea laterale, scura, che descrive una curva netta sopra la pettorale prima di proseguire su tutto il corpo.

Non c’è macchia scura alla base della pettorale, altro punto di separazione.

La livrea è variabile ma organizzata: dorso scuro, che stacca nettamente su fianchi e ventre grigio argenteo, con striature o marezzature giallo-arancioni sulla parte alta del corpo. La linea laterale vira al verde. Le pinne sono uniformemente scure, tranne le ventrali, giallastre.

Il conteggio si tiene in tre numeri: da ventinove a trentatré raggi molli alla dorsale, da ventisette a trenta all’anale, da cinquantadue a cinquantacinque vertebre. Nessuna spina.

L’acqua che gli serve

Il merluzzo giallo vive sui fondali duri, dalle acque costiere fino a duecento metri, più spesso tra quaranta e cento.

Il percorso di vita è netto. I giovanili sono pelagici e trascorrono da due a tre anni vicino alla costa: zone rocciose, foreste di laminarie, spiagge di sabbia, estuari. Formano talvolta banchi misti con il merluzzo carbonaro, ma li si osserva anche isolati, a difendere un territorio di alimentazione — comportamento inatteso per un gadide.

I grandi esemplari raggiungono il largo e si tengono intorno ai rilievi rocciosi tra quaranta e cento metri. Li si incontra anche intorno ai relitti e alle piattaforme petrolifere, strutture che svolgono esattamente la stessa funzione di una parete naturale.

Gli adulti vivono isolati o in piccoli banchi dispersi, ma si radunano in concentrazioni dense sui siti di frega. Sono probabili migrazioni riproduttive.

Zone

  • Relitti e scogli rocciosi
  • Scogliere sommerse
  • Correnti di marea
  • Fosse profonde costiere

Tecniche

  • Pesca con artificiali morbidi
  • Pesca al traina profonda
  • Pesca con pirk
  • Pesca verticale su relitti

Esche e artificiali

  • Artificiali morbidi shad
  • Pesce morto animato
  • Pirk metallici
  • Sandeel naturale
  • Artificiali in vinile

Di cosa si nutre

È un predatore, e la sua mascella inferiore prominente indica in quale direzione caccia: verso l’alto, su prede situate sopra di lui.

Questo orientamento spiega la sua posizione abituale, addossato a un rilievo e rivolto verso l’acqua libera, piuttosto che frugare il fondo come fa il merluzzo comune con il suo barbiglio.

Come pescarlo

Il rilievo è la posta. Pareti rocciose, teste di roccia, relitti, strutture artificiali tra quaranta e cento metri: il merluzzo giallo si tiene contro l’ostacolo e non sopra la sabbia, e una prospezione che non segue il rilievo non incontra nulla.

Il suo modo di cacciare orienta le presentazioni. Un pesce che attacca verso l’alto risponde alle esche animate sopra di lui, recuperate dal fondo piuttosto che trascinate su di esso. È la logica della pesca verticale su relitto, ed è direttamente deducibile dalla forma della sua mascella.

I giovanili si prendono da riva, nelle zone rocciose e nei campi di laminarie; i grossi soggetti richiedono una barca e profondità. Due pesche diverse per la stessa specie, separate da due o tre anni della vita del pesce.

La crescita è rapida e la vita breve: l’età massima riportata è di soli otto anni. Un merluzzo giallo molto grosso non è dunque un pesce vecchio, contrariamente a quanto la sua taglia suggerisce.

Conservazione

Il merluzzo giallo viene catturato come cattura accessoria nelle pescherie che puntano al merluzzo comune e al merluzzo carbonaro. Una specie catturata senza essere l’obiettivo sfugge in gran parte alle misure di gestione pensate per le specie bersaglio, e il suo monitoraggio è tanto più incerto.

La sua concentrazione sui siti di frega costituisce l’altro punto sensibile. Un pesce disperso per il resto dell’anno e che si raduna in banchi densi per riprodursi offre, in quel preciso momento, una cattura senza rapporto con la sua reale abbondanza.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote di cattura).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Lieu jaune in francese, colin nell’uso commerciale — parola che designa anche il nasello e il merluzzo carbonaro sui banchi, il che rende l’etichettatura poco informativa. Pollack in inglese, Pollack o Steinköhler in tedesco; merluzzo giallo è il nome italiano. Il merluzzo carbonaro, Pollachius virens, è la specie vicina con cui si mescolano i giovanili.

Fonti: api.gbif.org

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