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Pesce spada
Foto: Piscary

Pesce spada

Xiphias gladius · Xiphiidae

  • Mare
  • Grandi pelagici
  • Medio
  • Regolamentato
  • Pericoloso
  • Taglia

    300–455 cm

  • Peso

    228–650 kg

  • Temp. acqua

    5–27 °C

  • Profondità

    0–2878 m

Dove pescarlo

  • Alto mare

Icone degli ambienti: Flaticon

Il pesce spada è un grande predatore pelagico facilmente riconoscibile per il suo rostro piatto a forma di spada, il corpo affusolato e la pinna dorsale alta e rigida caratteristica della famiglia Xiphiidae.

Calendario

Segnalata in 59 Paesi

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Segnalazioni GBIF, specie native e introdotte non distinte.

Il suo areale

Il pesce spada frequenta le acque tropicali, temperate e talvolta fredde dei tre oceani, oltre al Mediterraneo, al mar di Marmara, al mar Nero e al mar d’Azov. È una specie altamente migratrice, che raggiunge le acque temperate o fredde in estate e ritorna verso le acque calde in autunno.

Un risultato genetico merita di essere conosciuto: l’analisi del DNA mitocondriale mostra una netta differenziazione tra le popolazioni del Mediterraneo e quelle dell’Atlantico tropicale, segno che gli scambi tra i due sono deboli. Un pesce spada mediterraneo non è semplicemente un pesce spada atlantico di passaggio, e la gestione dei due stock non può essere la stessa.

Riconoscerlo

Il rostro del pesce spada è piatto, largo e tagliente sui bordi — una lama, non una punta. È ciò che lo separa dai marlin e dai pesci vela, il cui rostro è rotondo in sezione. Rappresenta quasi un terzo della lunghezza totale del pesce.

Il secondo carattere è un’assenza: il pesce spada adulto non ha pinne ventrali. Nessun altro grande pesce pelagico si trova in questo caso, e basta guardare sotto il ventre per decidere.

Il corpo è allungato, bruno-nero sul dorso e schiarendosi verso un bruno chiaro sul ventre. La prima dorsale porta una membrana bruno-nera, alta e corta, molto diversa dalla lunga vela degli istioforidi. Conta da trentotto a cinquantasei raggi molli, senza alcuna spina.

La riproduzione

Il pesce spada depone nello strato superficiale, tra la superficie e settantacinque metri, in un’acqua intorno ai ventitré gradi e con una salinità da trentaquattro a trentasette per mille. Nel Pacifico, la distribuzione delle larve indica una deposizione sopra i ventiquattro gradi.

Il calendario dipende dalla latitudine. Nelle acque equatoriali, la deposizione avviene tutto l’anno; più a nord e più a sud, si limita alla primavera e all’estate. Nell’Atlantico, si concentra in primavera nel sud del mar dei Sargassi.

La fecondazione è esterna e l’accoppiamento avverrebbe tra un maschio e una femmina isolati, il che è inusuale tra i grandi pelagici che depongono più spesso in gruppo.

Le cifre di fecondità danno la misura della specie: tra uno e sedici milioni di uova per una femmina di centosessantotto chili, e fino a ventinove milioni per una femmina di duecentosettantadue chili.

La maturità arriva tardi, intorno ai due metri e dodici in media, con una forcella da un metro e cinquantasei a due metri e cinquanta.

L’acqua che gli serve

È un pesce del largo, che si incontra talvolta vicino alle coste. Si tiene generalmente sopra il termoclino, in un’acqua da diciotto a ventidue gradi, ma il suo intervallo di tolleranza è straordinariamente ampio: da cinque a ventisette gradi, e dalla superficie fino a quasi tremila metri.

Questa ampiezza verticale è la sua particolarità. Il pesce spada scende a cercare il cibo molto più in basso della maggior parte dei grandi pelagici, fin dentro acque quasi gelide e prive di luce, prima di risalire. Dispone a questo scopo di un organo che riscalda il suo cervello e i suoi occhi, il che gli permette di restare operativo dove altri pesci rallentano.

Questo ritmo verticale struttura la sua giornata: profondità di giorno, risalita verso la superficie di notte, al seguito delle prede che compiono lo stesso tragitto.

Zone

  • Acque pelagiche profonde d'altura
  • Zone di risalita notturna in superficie
  • Mediterraneo centrale
  • Atlantico subtropicale

Tecniche

  • Deriva notturna con calamari
  • Traina profonda di giorno
  • Pesca sportiva con palamiti
  • Esche pelagiche profonde

Esche e artificiali

  • Calamari luminosi naturali
  • Sgombri interi
  • Bonite rigidite
  • Esche per grandi fondali

Di cosa si nutre

Il pesce spada è un opportunista che caccia dalla superficie al fondo, su una gamma di profondità molto estesa. Mangia soprattutto pesce — sgombro, nasello argentato, scorfano, aringa, pesci lanterna — e completa con crostacei e cefalopodi.

Si serve del suo rostro per uccidere. Un passaggio attraverso un banco, lama di traverso, lascia dietro di sé prede ferite che recupera in seguito: è una caccia all’arma, non all’inseguimento, e spiega la forma della lama tanto quanto la sua robustezza.

I grandi esemplari accumulano concentrazioni elevate di mercurio nella loro carne, conseguenza diretta della loro posizione in cima alla catena alimentare e della loro longevità.

Come pescarlo

Il pesce spada si pesca quasi esclusivamente di notte nella pesca ricreativa, e il ciclo verticale ne dà la ragione: trascorre la giornata in profondità e risale dopo il tramonto per cacciare vicino alla superficie. Un’uscita si organizza dunque al contrario della maggior parte delle pesche in mare.

È poi una pesca di ricerca, come per tutti i pelagici: linee di corrente, cambi di colore, scarti di temperatura dell’acqua, uccelli al lavoro. Nulla si gioca su un punto fisso.

Il pesce stesso impone la sua attrezzatura. Una bestia da due a tre metri che si tuffa a diverse centinaia di metri dopo la ferrata richiede freni perfettamente regolati e lenze che reggano ore di combattimento. Un freno troppo stretto si rompe, troppo lento lascia il pesce raggiungere il fondo.

La lama è un pericolo reale una volta il pesce a bordo. Resta pericolosa fino all’ultimo momento, ed è una delle rare specie in cui la manipolazione è un tema di sicurezza prima di essere un tema di benessere animale.

Regolamentato — Cattura spesso regolata da quote, misure, stagioni o dichiarazioni.

Pericoloso — Manipolazione a rischio: attrezzatura, rilascio e sicurezza vanno adattati.

Conservazione · Quasi minacciata (IUCN) — Questa specie è in declino. Rilascia le tue catture rapidamente e maneggiale con cura: mani bagnate e il minor tempo possibile fuori dall'acqua.

Conservazione

Le popolazioni di pesce spada sono in declino, e la constatazione si basa su serie di osservazioni, non su una stima indiretta.

La sua biologia spiega la fragilità. Un pesce che raggiunge la maturità solo oltre i due metri, la cui età è difficile da determinare — gli otoliti si prestano male alla lettura — e che si sposta tra le acque di decine di paesi è difficile da gestire. Le femmine crescono più velocemente dei maschi, il che squilibra i prelievi per taglia.

La specie è oggetto di una gestione internazionale, e il suo caso illustra perché essa sia indispensabile: uno stock che attraversa un intero oceano non si giudica da un porto. La differenziazione genetica tra Mediterraneo e Atlantico aggiunge un vincolo, poiché impedisce di compensare l’uno con l’altro.

Normativa

Consultare la normativa locale vigente (taglia minima legale, periodi di divieto, quote).

A solo scopo informativo. Taglie minime, quote e periodi di pesca variano per zona e stagione: verifica sempre la normativa locale vigente prima di pescare.

Altri nomi

Espadon deriva dallo spagnolo espada, la spada. Gli anglofoni dicono swordfish o broadbill, quest’ultimo nome insistendo sulla larghezza della lama — il carattere che lo separa dai marlin. In italiano si dice pesce spada, in spagnolo pez espada.

Fonti: api.gbif.org

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